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Legambiente Molise boccia il progetto “South beach”

Il progetto “South beach”, vale a dire l’ennesima cementificazione del litorale adriatico, sta registrando la bocciatura unanime delle forze ambientaliste, culturali e politiche del Molise. Una visione progettuale decisamente superata dai tempi quella che ripropone, persino in un contesto naturalistico d’eccellenza, lo sfruttamento del suolo fine a se stesso. Per di più, c’è da dire che la realtà molisana sta incuriosendo ed appassionando un movimento turistico consapevole, capace di apprezzare salvaguardia ambientale, cultura millenaria e dimensione naturale.

Per tali motivazioni, Legambiente Molise ha rimandato al mittente il suindicato progetto, in quanto negativo sia dal punto di vista economico, che paesaggistico. Il gruppo dirigente del sodalizio ha chiarito, infatti, quanto segue: “Se non fosse preoccupante sarebbe quasi da prendere con un sorriso la proposta progettuale recapitata al Comune di Montenero di Bisaccia, e sostenuta dalla Regione Molise, relativa all’urbanizzazione e l’edificazione di un’area di circa 160 ettari a ridosso del mare. Perché la lettura del progetto desta in chi ha a cuore l’ambiente una forte preoccupazione per la colata di cemento che potrebbe abbattersi su una delle poche aree ancora salve dall’edificazione a cui la costa adriatica è stata sottoposta negli anni.

Come scritto nel progetto, l’area interessata è stata scelta in quanto presenta delle caratteristiche e racchiude delle potenzialità non riscontrabili facilmente in altri siti: ampi spazi a ridosso di zone incontaminate, caratteristiche morfologiche ottimali, totale assenza di insediamenti che potrebbero interferire nello sviluppo potenziale del territorio; per queste motivazioni ora qualcuno crede sia arrivato il momento di devastare quanto di incontaminato è rimasto in quell’area con un progetto di cui non ci è ben chiaro l’interesse pubblico che potrebbe giustificare una valutazione favorevole. L’unica consolazione per chi ha a cuore una valorizzazione sostenibile del territorio, e lo diciamo con ironia, sarà la presenza di un parco polmone verde dell’intero complesso, con un’estensione di 24 ettari, circa il 15% dell’area complessiva, a fronte dei 160 ettari consumati”.

In aggiunta, va detto che l’articolo 174 del Trattato Europeo stabilisce che la politica della Comunità in materia ambientale contribuisce, tra l’altro, a perseguire gli obiettivi della salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente, della protezione della salute umana e dell’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, sicchè, tale politica, deve essere fondata sul principio della precauzione. L’articolo 6 del trattato stabilisce che le esigenze connesse con la tutela dell’ambiente devono essere integrate nella definizione delle politiche e delle azioni comunitarie, in particolare nella prospettiva di promuovere lo sviluppo sostenibile (cfr. Convenzione Europea). Lo studioso Rossano Pazzagli, evidenziando la negatività di un progetto siffatto, ha invitato le personalità regionali a contrastare ogni forma di logica invasiva in danno del territorio.

Legambiente Molise ha chiosato, infine, sul tema: “A proposito di turismo e opportunità per il territorio avremmo avuto piacere che lo stesso sollecito impegno dimostrato dalla Regione Molise per il progetto South Beach fosse stato messo in atto anche per la procedura istitutiva del Parco Nazionale del Matese, altro tema che dovrebbe essere di forte interesse regionale vista anche la disponibilità di risorse (oltre 2 milioni di euro). Non vogliamo pensare che il tanto declamato interesse per lo sviluppo turistico del Molise dimostrato dal governo regionale si tramuti nella riproposizione di modelli vecchi di crescita che altri territori hanno messo oramai da parte”.

Per le suindicate ragioni, Legambiente, Legambiente Molise e Legambiente Abruzzo si schierano contro il progetto “South Beach” ritenendolo frutto di una visione antica del modo di fare turismo che si contrappone al trend di sviluppo in atto, sia in Italia che in Europa, di una offerta turistica sempre più attenta alla sostenibilità.

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