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Transumando 2020, martedì 24 novembre l’evento di cultura e programmazione economica

Il Sannio autentico, il Covid-19 e lo sviluppo delle Aree Interne: vale a dire tre dati che, non bloccati dalle attuali politiche contraddittorie, determineranno il futuro delle giovani generazioni. A riprova di ciò, sta avanzando una politica europea nuova che, avendo abbandonato la linea del rigore, punta a riconsiderare, finalmente, il recupero produttivo, nei cosiddetti comprensori marginali, di ampie aree territoriali. Pertanto, l’attuale azione politica delle persone responsabili deve promuovere le potenzialità produttive del Meridione d’Italia. Tanto, per non permettere a certe società del Settentrione d’Italia di mettere le mani, con la complicità mediatica degli organi di informazione, sulle risorse europee, messe a disposizione con il Recovery Plan.

In Molise, ad esempio, la classe dirigente capace di anticipare il futuro, fra cui l’area politica innovativa e progressista, sta promuovendo, in linea con l’attuale politica europea, l’economia, intrisa di cultura, ossia quella che favorisce la difesa dell’ambiente e delle terre agricole del Sannio. A tal fine, l’Università degli Studi e l’associazionismo sociale stanno organizzando, in armonia con la società civile, la riedizione di “Transumando 2020”, manifestazione diretta a valorizzare una nuova concezione produttiva dell’economia pastorale, non disgiunta dal dinamismo culturale della realtà molisana. La manifestazione si terrà martedì prossimo 24 novembre e vedrà la partecipazione del Rettore dell’Unimol, Luca Brunese, nonché di Letizia Bindi, docente universitaria, Antonio Innamorato, allevatore, dei sindaci Notartommaso e Valente. I lavori saranno coordinati e moderati da Fabio Pilla che, nella qualità di ricercatore e docente universitario, animerà il confronto fra Rossana Risi, dell’Associazione Transumando, Vincenzo D’Andrea, della Consulta del Matese, Carmelina Colantuono, storica imprenditrice molisana, Mario Borraro e Luigi Perrella. Saranno pure presenti Vincenzo Niro e Vincenzo Cotugno, politici del consesso regionale, nonchè Giorgio Arcolesse, dirigente regionale di Legambiente Molise. Chiuderà i lavori Angelo Belligiano. Infine le delegazioni spagnole, tedesche e francesi testimonieranno il legame all’Europa della kermesse molisana.

In particolare, Giorgio Arcolesse delineerà il senso antico e moderno della tematica culturale e produttiva. “Una storia, ha ribadito, che risale all’antico popolo che secoli prima di Roma abitava questi monti e queste valli, i Sanniti, passando per gli Aragonesi, fino ad arrivare ai giorni nostri”. Ha ricordato, inoltre, l’excursus storico della civiltà molisana: “Ercole, il greco Erakles, era una delle divinità dei Sanniti. È considerato forte e coraggioso, che combattè le 40 fatiche”. Ha aggiunto: “sono molto numerose le statuette di Ercole in assalto (provenienti da Trivento, con il giavellotto andato però perduto); ma è anche il protettore dei pastori, per questo era tanto amato nell’Italia preromana; un libro del 1991 sulla civiltà della transumanza, mette in copertina la foto di Ercole pastore con un agnello al collo. A Sepino invece l’intera città, prima sannita, poi romana, è costruita lungo il tratturo e fungeva da stazione di servizio e anche da dogana. Ma fu nel periodo aragonese che i tratturi raggiunsero il massimo splendore”. Giorgio Arcolesse, anche nella qualità di dirigente ambientalista, ha voluto ricordare l’importanza, per il territorio del Sannio storico, del Parco Nazionale del Matese, sottolineando, infine, che il suindicato evento darà slancio alla prossima programmazione regionale.

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