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Gestione emergenza: per Asrem e Regione è tutto sotto controllo, ma i numeri non corrispondono alla realtà

La situazione attuale nei nosocomi molisani sembra riportarci con il pensiero esattamente ad un secolo fa’ dove fummo colpiti dall’ influenza spagnola, ovviamente con molte cose che rendono le due pandemie diverse l’una dall’altra. Lo scenario nella regione Molise è alquanto preoccupante, ciò nonostante il nostro Governatore con sorriso raggiante e rassicurante ha garantito che il tutto è sotto controllo!

Ma sarà davvero così? Analizzando alcuni dati ci si accorge che la situazione è tutt’altro che sotto controllo, ma totalmente fuori controllo: partendo dai presidi ospedalieri fino ad arrivare alle strutture sensibili come case di riposo e di assistenza anziani e disabili. Il Presidente Toma ha espresso la sua opinione in merito dicendo che le case di riposo e similari sono attività imprenditoriali, pertanto devono vedersela da soli senza l’aiuto e l’intervento della Regione. Parlando con molti gestori di tali strutture abbiamo invece appurato che molti di loro sopperiscono a quelle che sono mancanze da parte dell’ente di via Genova. Difatti le predette strutture sono regolamentate proprio dalle Regione Molise e nel Regolamento è espresso in maniera esplicita che non hanno rilevanza socio sanitaria pertanto la Regione, tramite l’Asrem, dovrebbe garantire il servizio di assistenza sanitaria sotto ogni aspetto. La risposta dell’Azienda sanitaria a tale emergenza sarebbe l’attivazione delle Usca, ma chi sono? Le Unità Sanitarie di Continuità Assistenziale sono squadre di medici ed infermieri (sei per l’intera provincia di Campobasso o quasi, ndr) che dovrebbero coprire l’assistenza a tutti i malati Covid a domicilio. Per quanto i gestori delle strutture diano lode a tali figure ne manifestano anche la scarsa presenza in quanto è abbastanza evidente che il numero limitato di sanitari non permetta di garantire affatto la presenza e soprattutto la gestione dei malati… dunque non sarebbe nulla sotto controllo.

Ad oggi ci sono centinaia di pazienti affetti da Covid presso le case di riposo ma per l’Asrem sarebbero soltanto 3. Chiaramente se l’Azienda sanitaria continua a diffondere tali numeri, che non corrispondono alla realtà, allora sì che la situazione risulta sotto controllo.

Ma come si fanno a gestire i pazienti nelle case di riposo senza infermieri? Perchè la Regione non ha inserito tale figura nel Regolamento e nella dotazione professionale? L’unica risposta che abbiamo trovato è che se dovesse inserire il personale sanitario professionale nell’organico di queste strutture scatterebbe l’obbligo di contribuire economicamente a questo servizio in quanto l’Assistenza sanitaria è un diritto garantito al cittadino tramite il SSN. Gli imprenditori di cui Toma parla chiedono generalmente un massimo di 30 o 40 € al giorno per persona includendovi tutti i pasti e tutta l’assistenza necessaria. forse se dovessero prevedere contributi economici per queste strutture poi non si potrebbero pagare ad esempio i budget al 90% a strutture come Neuromed, Gemelli e altri anche senza lavorare.

Ma tranquilli, per Toma e Florenzano la situazione è sotto controllo!

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