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EcoForum 2020: un approccio consapevole

Il Comitato regionale di Legambiente Molise, dopo aver stigmatizzato, in armonia d’intenti con le altre associazioni sannite della Consulta, la contraddittoria ed inaccettabile proposta della Giunta regionale in merito all’istituito Parco Nazionale del Matese, ha presentato al pubblico di Campobasso, nonché alla stampa interregionale, la II Edizione di EcoForum – Enti e Imprese per l’economia circolare in Molise. Si tratta di una vera e propria sinergia innovativa che, grazie al ruolo tecnico-scientifico sia dell’Università degli Studi del Molise, sia della Camera di Commercio, promuoverà, anche quest’anno, le buone pratiche ambientali, capaci di sostanziare il valore culturale, sociale e produttivo dell’economia sostenibile.

In tal senso il programma europeo, chiaramente rivolto ad una transizione consapevole verso l’economia circolare, intende sconfessare un controproducente modello consumistico che, non essendo in linea con i tempi, ingenera sempre di più la miseria della devastazione ambientale. Il nuovo paradigma comunitario dell’economia circolare intende, invece, valorizzare, sul piano europeo, un modello di produzione e consumo a misura d’uomo, basato sia sul principio della riduzione dei rifiuti nell’alveo di un ciclo produttivo rigenerativo, sia sulla dimensione sostenibile dell’imprenditoria territoriale. La suindicata Rassegna si svolgerà nel capoluogo murattiano, attraverso una qualificante serie di incontri tematici, il prossimo 22 gennaio presso la Camera di Commercio del Molise. Intanto, il territorio sannita della provincia di Benevento continua a patire le polemiche infruttuose della politica campana. I casi di Casalduni e Sassinoro, infatti, testimoniano plasticamente l’incapacità, da parte della classe dirigente regionale, di rispettare le vocazioni territoriali, partendo dall’agricoltura di qualità sino alla salvaguardia ambientale degli ecosistemi naturalistici.

Purtroppo, la realtà campana rischia di convivere, per molto tempo ancora, con l’indefinibile emergenza della Terra dei fuochi. In tal senso, l’accantonamento politico inferto alle bonifiche ambientali negli ambiti casertani, napoletani e salernitani rappresenta il campanello d’allarme più grave per una terra fertile, ma ampiamente bistrattata e mortificata. Il Ministero dell’Ambiente, resosi conto di ciò, sta cercando di trovare una soluzione alla crisi ambientale campana, anche se l’elemento egoistico del “particulare costiero”, fine a se stesso, rischia di travolgere il tessuto connettivo dell’intero meridione italiano.

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