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Emergenza occupazionale, il Consiglio regionale approva un documento all’unanimità

Presieduta dal Vice Presidente Patrizia Manzo, si è svolta nella mattinata la seduta del Consiglio regionale esclusivamente dedicata alla trattazione dell’argomento riguardante: “emergenza occupazionale, utilizzo delle risorse destinate alle politiche attive e passive, programmazione e riprogrammazione di quelle volte al lavoro e allo sviluppo della regione Molise”.

La richiesta per un monotematico sull’emergenza occupazionale e sulle politiche attive e passive del lavoro era giunta da 16 Consiglieri regionali che, a loro volta, raccoglievano e facevano propria un’istanza in tal senso avanzata, in sede di audizione in II Commissione prima, e in occasione di un incontro con i Capigruppo consiliari poi, da Paolo Spina della CGIL Abruzzo-Molise, Giovanni Notaro della CISL Abruzzo-Molise e Tecla Boccardo della UIL Molise.

Hanno introdotto i lavori il Presidente della Giunta regionale Donato Toma e l’Assessore al lavoro Luigi Mazzuto. In particolare il Presidente della Regione Toma ha voluto comunicare all’Aula che, per quel che concerne le questione dei lavoratori ex Ittierre, “dopo una azione politica a livello nazionale, fatta nei confronti del Consiglio dei Ministri, in particolare dopo le mie richieste, avanzate congiuntamente ai Sindacati confederali, l’11 luglio al Presidente Conte, al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Di Maio, al Sottosegretario Giorgetti e alla Ministra delle Autonomie locali Stefani, è stato approvato ieri dal Governo lo schema di decreto legge recante “disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione delle crisi aziendali” in cui è stato inserito un articolo per area di crisi industriale complessa di Isernia, con una versione sostanzialmente simile che avevamo proposto”. Con il provvedimento governativo approvato – ha spiegato ancora il Presidente Toma – le disposizioni dell’art. 25 bis del decreto legge 23 ottobre 2018, n. 119, si applicano, altresì, ai lavoratori dell’area di crisi industriale complessa che alla data del 31 dicembre 2016 risultano beneficiari di un trattamento di mobilità ordinaria o di trattamento di mobilità in deroga. Il tutto con uno stanziamento di 1 milione di euro per l’anno 2019.

Sono intervenuti per esprimere le rispettive posizioni i Consiglieri Primiani, Fanelli, Iorio, Calenda e Greco. Nel corso del dibattito, a seguito del suo intervento, il Consigliere Fanelli, insieme al collega Facciolla, ha presentato una mozione e due ordini del giorno concernente la questione lavoro.

A termine del dibattito il Consiglio regionale ha quindi votato all’unanimità un ordine del giorno avente ad oggetto, “EMERGENZE OCCUPAZIONALI, UTILIZZO DELLE RISORSE DESTINATE ALLE POLITICHE ATTIVE E PASSIVE, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA GAM”, presentato dai Consiglieri Fanelli, Primiani, Matteo, Cefaratti, Calenda, Tedeschi, Romagnuolo A., Romagnuolo N., Iorio, Scarabeo, Manzo e Facciolla. Il Consigliere Fanelli, visto il testo condiviso, ha quindi ritirato i tre atti di indirizzo presentati e ritenuti in pratica assorbiti dal testo votato da tutta l’Assemblea consiliare.

In particolare il documento approvato dall’Assise all’unanimità impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale a dare attuazione a quanto previsto nel PRRI, alle delibere 638/16 e 114/17 e nel DEFR, ed in particolare:

a) Accelerare una attenta e puntale profilazione dei lavoratori, propedeutica all’incontro di cui al punto h), anche ove possibile attraverso la partenza del SIL, per rispondere alle diverse esigenze personali e del mercato del lavoro;
b) Realizzare i lavori di utilità diffusa (ex Lavori di Pubblica Utilità -LPU), sbloccando il bando regionale con l’immediata attivazione della convenzione con l’INPS, appenasottoscritta e ove possibile correggendo alcuni dei parametri di cui agli indicatori ISEE. In particolare, la delibera 369/18 prevede lo stanziamento di 1,75mln euro da impiegare immediatamente e 3,5 mln euro a regime, per ben 93 amministrazioni richiedenti e 967 lavoratori occupabili, e a valutare la possibilità di recuperare ulteriori risorse necessarie per dare completa copertura per circa 5/6mln. Per la sola GAM significa sbloccare immediatamente circa 60 persone da impiegare nei lavori di utilità diffusa in base alla profilazione e ai fabbisogni espressi dai comuni. Al riguardo, vanno individuate priorità specifiche per gli ultracinquantenni e con maggiori difficoltà;
c) Autoimprenditorialità, con specifico bando da emanare repentinamente e demandando alla Giunta regionale la possibilità di utilizzare strutture regionali a supporto di chi deve realizzare la proposta imprenditoriale;
d) Bonus assunzionali per chi ha più anni di lavoro al raggiungimento della pensione (circa 40 persone), in area di crisi con priorità per le nuoveaziende;
e) Supportare le attività del cd “Incubatore” per la piena e stabile occupazione del bacino “lavoratori gam”;
f) Mettere in campo ogni azione utile all’attuazione del Contratto di Sviluppo attualmente previsto in capo ad “Agricola vicentina” e le relative risorse, nonché la “continuità” della stessa ai fini degli strumenti che richiedono tale requisito;
g) Sostenere il rilancio della filiera avicola;
h) Sollecitare la convocazione del “Tavolo MISE” con “Agricola vicentina”;
i) Esperire ogni tentativo teso asoluzioni normative specifiche, come per Merloni e altre imprese.

L’atto di indirizzo impegna altresì il Presidente del Consiglio regionale e la II Commissione consiliare:

1) All’esito dell’incontro di cui al punto h) dell’impegno al Presidente della Giunta e all’Esecutivo, ove necessario, a richiedere l’audizione nella competente Commissione consiliare di “Agricola vicentina” e gli altri soggetti interessati in collaborazione e senza sovrapposizioni con le competenze e le attività in corso di realizzazione dal Ministero dello Sviluppo Economico;
2) A monitorare e sovraintendere l’avanzamento di quanto innanzi, attraverso il lavoro della II Commissione, unitamente all’Assessore competente, allargato all’audizione e confronto partenariato economico-sociale, e attraverso l’attivazione immediata della Commissione regionale tripartita;
3) Attivare le misure riguardanti le politiche del lavoro di cui innanzi nel più breve tempo e comunque non oltre il mese di settembre al fine di evitare dannose interruzioni di trattamento previste dal mese di novembre 2019.

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