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A Cinemare arriva ‘Figli come Noi’, un duro atto d’accusa contro gli abusi di potere della polizia

Prosegue la rassegna Cinemare 2019 a Termoli. Organizzata dal Cineclub Kimera, insieme a Distribuzione Indipendente, Uicc, Mibac, Materia Cinema e Comune di Termoli, la kermesse termolese continua a proporre pellicole associate dal minimo comun denominatore della qualità.

Stasera, 6 agosto, con inizio delle proiezioni alle 21,30, presso la storica sede del cortile della Oddo Bernacchia, in via Gioberti, nel centro della cittadina adriatica, sarà proiettato “Figli come Noi” per la regia del collettivo Rosso Fiorentino. Era dai tempi dello scioccante Diaz (2012) di Daniele Vicari che in Italia non si vedeva un così duro atto d’accusa contro gli abusi di potere della polizia: un po’ in sordina, ma sicuramente destinato a far parlare di sé, arriva Figli come noi (2017) dell’indipendente Rosso Fiorentino. Un regista dotato di un’impronta sempre personale e che con questo toccante j’accuse raggiunge la sua maturità narrativa e stilistica.

Il film racconta, utilizzando una pluralità di linguaggi, cinque tragiche storie avvenute in Italia dal 1998 a oggi, in cui tutte le vittime erano sotto la custodia dello Stato, sia esso esplicato da Polizia, Carabinieri o medici di un ospedale psichiatrico. Figli come noi è suddiviso in cinque episodi narrati in alternanza: un ragazzo mentre torna a casa di notte incontra quattro poliziotti, che lo picchiano a morte; una ragazza fa la spola tra carcere e ospedale psichiatrico giudiziario, e dopo aver denunciato uno stupro viene trovata morta; un giovane viene arrestato per spaccio, e dopo una settimana muore per malnutrizione e percosse; due uomini sono arrestati dai Carabinieri per schiamazzi notturni: uno muore in seguito a un pestaggio, l’altro cerca invano di raccontare ciò che ha visto e sentito; due fidanzati anarchici, accusati di terrorismo, vengono trovati impiccati in carcere. Pur avendo tolto ogni nome per ovvi motivi legali e di privacy, sono volutamente chiari i riferimenti alle rispettive vicende di Federico AldrovandiKatiuscia FaveroStefano CucchiGiuseppe Uva e Alberto Bigioggero, gli anarchici Sole e Baleno. Le intenzioni programmatiche della regia sono esplicate fin dal cartello iniziale: “Questo film è ispirato a fatti realmente accaduti. Ogni riferimento a cose o a persone realmente esistite non è affatto casuale”.

Con grande coraggio e basandosi sugli atti processuali, Rosso Fiorentino non esita a denunciare in modo crudo e chiarissimo come queste sei persone siano morte a causa degli abusi di potere dello Stato – incarnato dall’inquietante figura che compare di tanto in tanto (di persona o in voice-over) per difendere l’operato delle forze dell’ordine (anche qui, le frasi sono prese dalle dichiarazioni di ministri e poliziotti). Una scelta dura, quella del cineclub termolese, ma che punta a diffondere, al di fuori delle proiezioni “clandestine” queste vicende sulle quali è doveroso non fare silenzio.

FIGLI COME NOI
Rosso Fiorentino (collettivo)
Drammatico
Italia
2017
77’

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