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Per la Rinascita dell’Appennino

Il futuro dell’Italia passerà attraverso la riscoperta netta e consapevole del Patrimonio appenninico. In effetti, le Aree Interne della Nazione hanno subito ingiustamente, nel corso degli ultimi lustri, un vero e proprio collasso sociale, capace di destrutturare il tessuto produttivo dell’Appennino. E’ stato questo il tema del recente confronto che ha animato, nella suggestiva cornice del capoluogo molisano, il dibattito tra politici qualificati, pubblici amministratori ed esponenti del mondo ambientalista.

L’incontro, promosso e coordinato da Micaela Fanelli nella qualità di componente della Commissione europea sulle dinamiche produttive, ha evidenziato la necessità di una riformulazione sostanziale dell’agenda politica sul piano finanziario, in vista della prossima programmazione europea. Sotto questo aspetto bisogna ricordare, ad onor del vero, l’impegno profuso dalla stessa Unpli Molise, già presieduta dall’attuale Consigliere regionale Angelo Primiani, che ha coadiuvato a livello territoriale la fattiva collaborazione degli organismi associativi regionali.

La problematica delle Aree Interne, infatti, dovrà necessariamente favorire il confronto fattivo fra le diverse forze politiche, al fine di rianimare la disponibilità operativa dei soggetti sociali, imprenditoriali e cooperativistici. D’altro canto, la dannosa politica per le città dovrà concedere, prima o poi, il giusto rilievo al tema socio-economico del riequilibrio geografico. Sta di fatto che la cosiddetta politica per le Aree Urbane in chiave speculativa, ossia quella degli alveari che disumanizzano i rapporti sociali, ha prodotto, sino ad oggi, la crisi finanziaria del sistema-paese. Conseguentemente tale politica ha mortificato i territori produttivi, pretendendo addirittura la cancellazione del legame dell’uomo con il territorio in cui vive ed opera. Anche per queste ragioni, il confronto di Campobasso ha rappresentato una svolta autentica nella storia travagliata dell’Appennino produttivo.

Al termine dei lavori sono stati stigmatizzati i seguenti punti programmatici: avviare per le Aree Interne un nuovo ciclo di investimenti nazionali; promuovere un grande piano di tutela e valorizzazione dei servizi eco sistemici e di manutenzione idro-geologica del territorio; fissare opportune “zone a fiscalità di vantaggio” nella legislazione e anche all’interno dei provvedimenti adottati con la Strategia comunitaria.

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