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Al via a Fiuggi la kermesse dell’Udc, l’analisi del presidente Micone su politica e social media

È iniziata ieri, a Fiuggi, la kermesse dell’Udc in occasione della Festa Nazionale del Partito intitolata “Democrazia e Rete”, che vede lo svolgersi di diverse tavole rotonde di confronto sui temi del lavoro, agricoltura, turismo, famiglia, disabilità ed i partiti nell’era digitale.

Sono intervenuti autorevoli esponenti di Governo e Parlamento, Amministratori e Dirigenti, Consiglieri Regionali, Rappresentanti del mondo economico e sociale. Il Presidente del Consiglio Regionale del Molise, Salvatore Micone, ha apportato il suo contributo nel tavolo di confronto “Partito del territorio nell’era digitale: Politica e Social Media”. Durante il quale, ha dichiarato “Il territorio rappresenta il luogo dove esiste ancora il fare politica, che si traduce nell’ascolto e nell’interazione col cittadino. Appare chiaro e ridondante che la società in cui viviamo non attraversa una delle sue fasi migliori, e questo si riflette a tutto tondo nell’economia, nel lavoro nella politica. Quest’ultima viene chiamata in causa più di una volta, con un appello forte ed accorato da parte dei cittadini che la considerano, o meglio, l’hanno considerata azione prioritaria per uscire dall’empasse”.

“Il quadro politico –ha continuato Micone – ci ricorda che bisogna dare risposte ai cittadini e lavorare sul territorio sui temi che più sono sentiti dalla popolazione, quali sicurezza, lavoro, sanità, ambiente, sviluppo. L’ascolto del territorio e delle istanze dei cittadini deve essere alla base di ogni buona azione politica ed amministrativa. Ogni amministratore locale e rappresentante politico, anche nel ruolo di legislatore, ha il dovere e la responsabilità di partire dai cittadini, di dover vivere il territorio e di portare in primo piano quelle che sono esigenze e necessità, dando loro risposte tangibili, concrete e pronte”.

“Con la rete – ha aggiunto Micone – si è passati dal partito di massa al partito digitale (piattaforma), caratterizzato dalle leggerezze che hanno le piattaforme digitali, ossia di essere accessibili da ogni dispositivo, in cui la comunicazione digitale sostituisce quella che avveniva nelle sedi dei partiti. La loro emergenza è una reazione a una situazione politica in cui l’ascesa del partito di massa è coincisa con un’erosione delle forme di partecipazione di massa alla democrazia interna dei partiti che hanno determinato una crisi della rappresentanza, della percezione vissuta dalla popolazione di non avere voce e scelta sulle decisioni politiche. Alla radice di questi partiti c’è non solo la disperazione e l’ansia di fronte ai fallimenti del sistema economico e politico, ma anche la speranza e l’entusiasmo verso le nuove forme di comunicazione, le nuove pratiche sociali e forme di organizzazione e rappresentanza che danno vita a nuove forme di partecipazione democratica di massa attraverso l’uso di tecnologie digitali”.

Ha sottolineato Micone: “Sembrerebbe un quadro idilliaco, ma ogni medaglia ha il suo rovescio. Con il tempo, la rete ha svelato una serie di dinamiche controverse. Ciascuno di noi, dunque, si illude di essere libero nella navigazione, ma rischia di trovarsi rinchiuso in camere dell’eco frequentate da chi la pensa sostanzialmente allo stesso modo e finisce con l’avere idee ancora più estreme di quelle maturate all’inizio, convincendosi ulteriormente della propria opinione e rifiutando quella altrui con superficialità. È necessario, in generale, re-intermediare e ricucire quelle parti apparentemente distanti della società che sembrano non poter e voler più interagire. Questo ambizioso scopo può essere raggiunto solo dalla politica. Le élite politiche tradizionali ed i partiti tradizionali spesso vengono stigmatizzati e criticati. Più si appellano ai fatti, più sembrano sortire paradossalmente l’effetto opposto. Il primo passo è ricreare un tessuto di fiducia, disporre di punti di riferimento. Prima uno di questi era il partito, quasi inossidabile nel suo ruolo. Politica e Rete, quindi, possono e devono coesistere”.

“Il cittadino – ha concluso il Presidente del Consiglio regionale – non deve sentirsi coinvolto solo al momento del voto, al cui appuntamento spesso arriva demotivato e scettico. Il cittadino deve tornare a sentirsi un soggetto attivo. Seguendo questa direzione, il nostro partito potrà dare risposte al territorio, solo se gli ridiamo la possibilità concreta di tornare a formulare domande”.

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