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Agri_For_Food, oggi la giornata conclusiva dell’evento targato UniMol

Agri_For_Food, la tre giorni inaugurata martedì 13 marzo al Dipartimento Agricoltura Ambiente e Alimenti, vede nel terzo e conclusivo giorno quale attore protagonista un accostamento di estrema attualità e di ampia discussione tra la comunità scientifica internazionale: cambiamenti climatici e produzioni agrarie. “Cambiamenti climatici e produzioni agrarie” è, infatti, proprio il titolo del seminario curato del prof. Arturo Alvino che, con un linguaggio scientifico-divulgativo, avrà modo di coinvolgere i presenti spiegando il funzionamento delle piante e delle colture agrarie sia in condizioni normali sia in caso di stress ambientali. A supporto della discussione alcune proiezioni sui probabili effetti dei cambiamenti climatici sulla stabilità degli ecosistemi agricoli, forestali e marini negli anni futuri (2030 e 2050).

L’essenziale invisibile agli occhi, i microscopici abitanti degli alimenti: pericoli e opportunità saranno i punti nodali del successivo incontro seminariale curato della prof.ssa Elena Sorrentino che focalizzerà l’interesse sull’imprescindibilità dei microrganismi per la vita dell’uomo, rimarcando l’attenzione sul binomio “alimenti – microbi”, e sul ruolo fondamentale che questi ultimi giocano nella produzione e nella conservazione degli alimenti, in quanto artefici non solo della sicurezza, ma anche delle caratteristiche sensoriali e della serbevolezza di cibi e bevande, e della salute del consumatore.

Non poteva certo mancare, anche in questa ultima giornata, la possibilità per gli studenti di visitare la sala della Biodiversità e comprendere il valore delle produzioni agro-forestali e della biodiversità vegetale come mezzo, insieme alle recenti strategie e sistemi di difesa fitosanitari, per contenere lo sviluppo di popolazioni di organismi e microrganismi nocivi a favore di una produzione sostenibile in termini ecologici. Sarà possibile poi fermarsi all’area espositiva Food per conoscere le principali tecniche di trasformazione degli alimenti e i il ruolo dei microrganismi nella trasformazione stessa, nonché familiarizzare con le nanoemulsioni e con le analisi analitiche per migliorare la qualità e serbevolezza degli alimenti e per conoscere il livello di particolato atmosferico nei cibi. L’area dedicata alle Produzioni animali risalterà le diverse tematiche di ricerca nell’ambito della salvaguardia della biodiversità animale, del comportamento e del benessere animale, delle biotecnologie e della qualità della produzione. Lo spazio destinato ai Laboratori forestali sarà fonte di conoscenza e approfondimento e di illustrazione per tutte quelle tematiche che vertono sull’ecologia, sul monitoraggio e sulla gestione degli ecosistemi forestali, sulla conservazione della biodiversità, sulla pianificazione forestale e prevenzione degli incendi.

Di particolare impatto il museo leonardesco, con l’opportunità di visitare e guardare da vicino un’intera area dedicata all’ingegneria in cui verranno esposte le attrezzature per il rilievo di parametri ambientali e di processo, di modelli e prototipi divulgativi nel campo delle trasformazioni dell’energia e delle energie rinnovabili, nonché verranno illustrate le principali linee di ricerca nel settore dell’agro- forestale e alimentare. Altre due aree fruibili sono la sala della microscopia e l’aula studio in cui sarà possibile incontrare gli Ordini professionali e gli ex studenti del Dipartimento che una volta laureati si sono inseriti, rivestendo ruoli di rilievo, nel tessuto lavorativo italiano e internazionale.

La conclusione dell’evento e della tre giorni non poteva avere migliori testimoni: gli Studenti del Dottorato di ricerca internazionale in tecnologie e biotecnologie agrarie che presenteranno le loro attività di ricerca e raccontando la propria esperienza, maturata anche all’estero ed acquisita nell’ambito delle collaborazioni internazionali di ciascun gruppo di ricerca. A moderare gli interventi il prof. Giuseppe Maiorano, coordinatore del dottorato in questione, che avrà il compito di far emergere l’importanza del più alto livello di formazione universitaria, sempre più fulcro cruciale per affrontare le prossime sfide di crescita e sviluppo del sistema Paese.

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