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QUEL VICHINGO DI UN MOLISANO

Oggi mi cimento con la storia.

Non perché sia una materia a me particolarmente cara, quanto per aver suscitato in me parecchie riflessioni, il racconto storico riportatomi da un amico.

Un Molisano che, come molti, qualche anno fa lasciò la terra natia causa studi e non vi fece più ritorno, fino a qualche mese fa.

Tra la partenza ed il rientro sono passati anni, matrimoni e residenze, snocciolatesi tra Oslo e Singapore, passando per la Bulgaria.

(Questa parentesi sulla vita del mio amico, avrà un senso tra qualche riga.)

Ha deciso di tornare a casa per i motivi più vari, dal cibo al clima. Dalle amicizie agli affari.

E se n’ è andato un po’ gironzolando tra i castelli e i boschi di questa nostra terra.

(Cosa che, chi vive in Molise stabilmente, nel 90% dei casi non ha mai fatto.)

Folgorato dalla bellezza di Castel San Vincenzo (in cui mi raccontava aver avuto la fortuna di capitare in un giorno particolare, con il monastero aperto al pubblico ed una manifestazione in corso), ha fatto partire proprio da lì il suo tour alla scoperta delle fortezze molisane.

Giungendo fino a Roccamandolfi.

Ora, della fortezza di Roccamandolfi è rimasto ben poco a poterci parlare.

Si riduce a dei resti che, tuttavia, lasciano ben intendere l’antica formazione del castello.

(Vi confesso che su di me ebbe un’ascendente non indifferente il guardare quelle pietre consumate immerse in una natura selvaggia. Un giorno in cui un temporale estivo mi colse nel bel mezzo della visita. Ero una bambina, ma ne avrò sempre un ricordo fortissimo.)

Quel castello è di origine Normanna. (Dopo averlo appreso e dopo essermi documentata su chi fossero i Normanni, ho dato il via al mio cumulo di riflessioni giungendo alla rivelazione che qui mi accingo a svelarvi.)

Semplicisticamente…

(Mi scuso in anticipo con Storici, Filosofi, Guide turistiche ed esperti vari per la mia ricostruzione spicciola.)

I Normanni erano una popolazione nomade originaria dei Paesi del nord Europa. Li potremmo definire dei vichinghi stabilizzatisi per lungo tempo nelle terre della Normandia. (Da qui, Normanni).

Che per motivi a me ancora parzialmente oscuri si mossero alla volta dell’Italia giungendo fino alla nostra regione. (Devono esserci rimasti parecchio, per costruirci un castello.)

Recenti studi fanno risalire il nome della nostra terra proprio ad una famiglia Normanna: I MOULINS.

A cui si collega una località francese precedentemente dagli stessi conquistata, Moulins – La – Marche.

La parola si riferisce ai mulini presenti nella regione francese, battezzando la famiglia senza nome che vi si era stabilizzata.

Ed ecco il mio “due più due”, la spiegazione ai tanti interrogativi che la figura del molisano medio mi ha sempre sollecitato.

I Molisani hanno sangue vichingo!

I Molisani hanno origini nordiche!

I Molisani hanno l’anima degli antichi guerrieri! (E, speriamo, anche la benedizione dei loro sanguinosi dei!)

Rifletteteci… Non poteva non essere così.

La stazza piazzata dei nostri corregionali, il temperamento dei nostri anziani, gli antichi segreti culinari e l’arte di costruire qualsiasi cosa. La resistenza alle temperature rigide. LA SMODATA PASSIONE PER LA BIRRA!

Tutti segnali inequivocabili della nostra provenienza nordica!

Ecco, da oggi in poi avrò una nuova risposta per i cugini milanesi che ci identificano come “quelli di giù”.

Viviamo a sud, ma con origini più a nord di Milano.

Orgogliosamente figli dei Vichinghi!

Naturalmente mi sono lasciata prendere la mano da questa storia. Affascinata dalla provenienza dei nostri antenati e dall’orgoglio con cui appartengo alla mia terra.

Lo scopo ultimo di questa ricostruzione storica più o meno veritiera è quello di spronare i miei amati molisani a cercare di più attraverso i resti del loro Molise.

A cercare risposte, frammenti, curiosità. Ma anche soltanto a cercare di impiegare in un modo diverso una domenica qualsiasi. A chilometro quasi zero c’è un Molise che loro stessi non conoscono.

(Però metà di noi sono stati in America e almeno tre quarti hanno visto Londra!)

Mi fa sorridere che il mio amico espatriato ha sentito il bisogno di visitare la sua terra d’origine in modo molto più intenso di chi, da qui, non si è mai mosso.

Lo sprono a fare un viaggio in Molise viene proprio dall’essermi sentita ignorante su un castello che sta a 70 Km da casa mia, potendo raccontarne mille, invece, su uno emiliano visitato anni fa.

Sono certa che poche regioni possono vantare un popolo dalla generosità d’animo come il Molise.

Le altre ne hanno di più scaltri. Tanto da far diventare attrazioni mari e monumenti in certi casi insignificanti.

Su questo si può ancora lavorare, miei cari molisani.

I nostri antenati Vichinghi non si sarebbero certo tirati indietro.

Non deludiamoli! Facciamo in modo che siano loro, alla fine, (ed ovunque essi siano!) a voler sottolineare il legame che hanno con la nostra Regione.

E tu, poi fammi sapere.

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About Lisa Toma

Lisa Toma
Scrivo. Da ancor prima di iniziare a parlare. Scrivo di tutto ciò che il mondo voglia raccontarmi. Amo il mare, l'odore di zucchero filato, la musica italiana, le sei del mattino e le parole. Quelle belle. Credo che il mondo sia dei curiosi, dei matti e di chi sa ascoltare.

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