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Banche Venete. Movimento Consumatori: tutelare i piccoli azionisti è un dovere costituzionale

Il Movimento Consumatori ritiene inaccettabili le dichiarazioni rilasciate dal ministro Padoan secondo il quale non sono percorribili strumenti di tutela per i piccoli azionisti delle due popolari venete in liquidazione in quanto “chi compra azioni di una società – ha dichiarato il ministro in esito ad un’interrogazione parlamentare sulle iniziative volte alla tutela dei risparmiatori danneggiati da situazioni di dissesto bancario – sia pure di una banca, assume un rischio elevato che contempla la possibilità di perdere interamente l’investimento”.

“La decisione del Governo di lasciare senza alcuna tutela gli azionisti” afferma Paolo Fiorio, coordinatore dell’Osservatorio e Risparmio MC – è inaccettabile per diverse ragioni:
Movimento Consumatori Campobasso1) molti degli azionisti hanno, infatti, originariamente acquistato obbligazioni convertibili che non presentano un livello di rischio distante dalle obbligazioni subordinate;
2) le banche popolari non erano quotate in borsa e le azioni ‘illiquide’ delle stesse non erano negoziabili, quindi anche ‘a valle’ degli acquisti sollecitati dalle filiali, nel corso dei quali le azioni sono state sempre presentate come titoli sicuri e (diversamente dal vero) ‘vendibili’, l’azionista non era in condizione di gestire il rischio in relazione alle notizie societarie;
3) la gran parte delle vendite delle azioni è avvenuta in palese violazione di ogni dovere di condotta degli intermediari, con la conseguenza che a nessuno dei piccoli azionisti è stato mai rappresentato il rischio affrontato;
4) l’esclusione dei debiti risarcitori e restitutori dal perimetro di cessione ad Intesa Sanpaolo è discriminatoria, irragionevole e contraria ai principi di uguaglianza, tutela del risparmio e del diritto di difesa di cui agli artt. 3, 24 e 47 Cost. In molti casi l’acquisto delle azioni è stato illegittimamente finanziato dalla banca con la conseguenza che gli azionisti rimarrebbero esposti al pagamento dei prestiti ricevuti nei confronti di Intesa Sanpaolo, non potendo eccepire in compensazione il danno derivante dall’illegittima vendita delle azioni da parte della banca;
5) l’intero decreto è palesemente irragionevole in quanto alle vittime di tali illeciti non è assicurato nemmeno un privilegio nella ripartizione degli attivi della liquidazione coatta amministrativa”.

Filippo PoleggiRiteniamo che il decreto sia ingiusto e che debba essere modificato in quanto pregiudica decine di migliaia di vittime di illeciti gravissimi che minano valori fondamentali, quali la tutela del risparmio sancita dall’art.47 della Costituzione. Auspichiamo che il Senato modifichi il decreto e che comunque Intesa Sanpaolo si dichiari disponibile a iniziative di tutela dei piccoli azionisti, che rappresentano l’asset fondamentale dell’operazione. In caso contrario gli ex azionisti delle banche venete non avrebbero altra strada che agire contro tutti i soggetti responsabili, richiedendo l’immediata restituzione di tutti i depositi e l’interruzione di ogni rapporto contrattuale.”

“Anche in questo caso , ha detto Filippo Poleggi, Presidente MC Molise, il nostro Movimento prosegue nel percorso di affermazione dei diritti di cittadinanza finanziaria come nei processi contro Monte Paschi di Siena, nei procedimenti per ottenere l’interdizione alla pratica dell’anatocismo per 11 banche, con azioni legali collettive per pensionati e per i dipendenti pubblici finalizzate ai rimborsi e per il blocco stipendi”. Il Presidente MC Molise ha poi ricordato che anche nel Molise vi sono risparmiatori che hanno acquistato titoli  delle popolari venete trattati da altre banche collegate operanti nella nostra regione.

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