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Sanità regionale, i commenti del mondo politico dopo l’inutile assise monotematica

Dopo la seduta monotematica del Consiglio regionale di ieri, convocato straordinariamente per discutere della riorganizzazione sanitaria che sta attraversando il Molise, gli esponenti del mondo politico regionale hanno commentato su pagine social e istituzionali riguardo il mancato accoglimento delle mozioni presentate dalla minoranza, nel silenzio assordante degli altri, i 10 consiglieri che hanno respinto le mozioni: Paolo di Laura Frattura, Vittorino Facciolla, Salvatore Ciocca, Salvatore Micone, Filippo Monaco, Nunzia Lattanzio, Carmelo Parpiglia, Cristiano Di Pietro, Nico Ioffredi, Vincenzo Cotugno. E l’assente Domenico Di Nunzio.

M5S-moliseFirmatari di una delle due mozioni, i pentastellati molisani, nel post-voto, hanno dichiarato: “Se è vero che il Consiglio regionale è già stato esautorato una prima volta con il Commissariamento, è altrettanto vero che non possiamo accettare passivamente lo svilimento dell’assemblea. Il Programma operativo sanitario confligge con il ‘Decreto Balduzzi’ sul modello organizzativo di riferimento, sulla fumosa integrazione pubblico-privato e su aspetti più specifici come il numero dei posti letto da assegnare. Questioni che possono aprire la strada alla illegittimità dell’articolo 34 bis che ha reso legge il Programma operativo. Proprio per questo non abbiamo ostacolato la mozione presentata dal consigliere Iorio che punta sul ricorso in Corte costituzionale.
Ma visti i tempi biblici della giustizia italiana soprattutto su tali controversie, abbiamo anche deciso di percorrere una strada parallela e che quindi non esclude quella del ricorso. Il MoVimento 5 Stelle Molise ha infatti presentato una mozione che impegnava il governatore e commissario ad acta, Paolo di Laura Frattura, a farsi promotore presso il governo nazionale di qualsiasi iniziativa di carattere legislativo che consentisse l’abrogazione dell’articolo 34bis. Purtroppo, però, ancora una volta abbiamo registrato che il Consiglio regionale è a favore di una Sanità più equa e più rispondente ai bisogni dei cittadini soltanto a parole e non con i fatti.”

Michele IorioIl primo firmatario della seconda mozione invece, l’ex governatore della Regione Molise accusa: “L’approvazione dell’articolo 34 bis con la manovrina in Parlamento che ha trasformato in legge i Piani Operativi Sanitari è stata un’ingerenza dello Stato sulla Regione mai vista nella storia della Repubblica italiana. Approvando la mozione il Consiglio impegnava il presidente della Giunta regionale ad impugnare l’articolo 34 bis davanti alla Corte Costituzionale per ripristinare un minimo di legalità su un provvedimento che, di fatto, ha commissariato l’intera assemblea legislativa molisana e che quindi non poteva passare alla chetichella. La miopia di questo governo regionale non ha mai fine – continua Michele Iorio – Così quel che è rimasto di questa maggioranza ormai allo stallo ha portato ad una situazione di parità: 10 a 10 e la mozione per il ricorso alla Suprema Corte non passa. Solo oggi ho capito come mai in questi anni non si è mai accolto il nostro invito di voler mediare e ridiscutere il Piano Sanitario: perché la proposta del Tavolo Tecnico di voler chiudere il 50% degli ospedali pubblici noi non l’avremmo mai lasciata passare. Che ci sia la necessità di fare un accordo per il Piano Operativo è indubbio, ma pensare che quello approvato con legge statale sia l’unico possibile è certamente opinabile.”

Massimiliano ScarabeoIl consigliere Massimiliano Scarabeo in una nota dice: “Frattura toglie ai cittadini per dare alla sanità privata i maggiori vantaggi. Una questione che gestita in maniera insoddisfacente, ha contribuito a far sprofondare questa terra ai margini di quel progetto di rilancio che, invece, cinque anni fa, è stato sbandierato come la ragione per vincere su una gestione della sanità regionale, considerata fin troppo allegra. Invece di guardare seriamente agli interessi generali dei cittadini, ci si è appiattiti su altri, molto più materiali, che riguardano i soliti noti, i quali, da queste scelte, sono quelli che ne hanno tratto e ne traggono i maggiori vantaggi. Una procedura inappropriata, fatta per evitare il confronto in Consiglio regionale e sulle piazze molisane, su una questione vitale come la sanità che fa acqua da tutte le parti. Una scelta che, momentaneamente, vede il Governatore Frattura padrone assoluto della sanità regionale, che come un Robin Hood al contrario, spoglia i cittadini per dare alla sanità privata i maggiori vantaggi.”

Vincenzo NotarangeloVincenzo Notarangelo, Segretario regionale della Sinistra Italiana, invece ha commentato: “L’atto perpetrato dal Governo Gentiloni-Alfano rappresenta un vulnus istituzionale che aggira gli artt. 116, 117 e 121 della Costituzione e definisce in sede parlamentare l’assetto dei servizi sanitari del Molise esautorando il Consiglio Regionale ed il sistema delle autonomie locali, le parti sociali e gli Ordini Professionali. La forzatura del Governo merita di essere impugnata innanzi alla Corte Costituzionale dalla Regione Molise a salvaguardia della dignità della nostra comunità e a tutela dei cittadini che si sono ritrovati con una scelta calata dall’alto che indebolisce la sanità pubblica in favore di strutture convenzionate provate accreditate. I cittadini del Molise hanno diritto a vedersi riconosciuta concretamente la tutela costituzionale in materia di salvaguardia della salute, e di fruibilità e accesso ai Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria. Su questi temi Sinistra italiana continuerà la propria mobilitazione in difesa del diritto alle tutele della salute dei cittadini.”

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