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Il Covid-19 non consente ritardi

Le duecentocinquanta vittime, finora causate dall’ondata pandemica, stanno allarmando i cittadini, soprattutto perché la rete assistenziale sanitaria, qui nel Sannio meridionale, è pressoché inesistente. Questo lembo del Sannio, infatti, sta subendo gli effetti negativi della politica regionale che ha marginalizzato i Comuni collinari e montani. Sta di fatto che, da oltre un decennio, la Campania ha smantellato il tessuto connettivo della medicina di prossimità ed ha promosso, invece, l’accentramento delle strutture pubbliche ospedaliere nelle aree di pianura, alimentando i contrasti tra il Sannio appenninico, di fatto molisano, e l’area campana della provincia di Benevento. Incredibilmente, le forze politiche provinciali, impegnate nella difesa delle logiche clientelari, hanno avallato detta programmazione regionale, smascherata, però, dal Covid-19 con la sua brutalità.

Ospedale SS Rosario Venafro ISTornando alla crescente ondata pandemica, fortunatamente la salubrità del clima appenninico ha frenato, sino allo scorso mese di settembre, il virus, ciò confermato da esperti e ricercatori del mondo accademico. Successivamente, è intervenuto l’aumento dei contagi, con oltre 8000 positivi. Ultimamente, il dottor Ferrante, direttore generale, ha confermato la saturazione dei reparti ospedalieri, non mancando, però, di preannunciare la creazione di nuovi posti letto nella struttura ospedaliera beneventana. Tale impegno, in linea con le decisioni regionali, mortifica, tuttavia, i diritti dei cittadini che, vivendo nelle Aree interne, aspettano la riapertura dell’Ospedale di Cerreto Sannita, nonché l’apertura dell’Ospedale di San Bartolomeo in Galdo, promesse durante le recenti elezioni regionali. Come se non bastasse, la Regione neppure ha previsto, finora, con il compiacimento delle forze politiche provinciali, l’attivazione di una rete emergenziale di prossimità nei Comuni di Morcone, Colle Sannita, Cusano Mutri e Guardia Sanframondi. Alla luce di quanto innanzi, il quadro è problematico e preoccupante, perché il Covid-19 non consente ritardi. La campagna vaccinale, inoltre, non permette trattamenti differenziati, atteso che il vero Sannio è stato diviso geograficamente, ma non è stato reso schiavo, per l’indole dei Sanniti, dai territori favoriti dalla Regione Campania.

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