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Parco Nazionale del Matese, la popolazione attende le decisioni

La questione matesina comincia ad incuriosire giornalisti e ricercatori di ogni parte d’Italia, anche perché sul versante campano non sono mancati, negli ultimi tempi, incendi, inspiegabili inquinamenti, nonché infinite discussioni assembleari, alcune profondamente irriguardose nei confronti di un provvedimento normativo statuale, risalente al 2017. Proseguono, infatti, gli attacchi ambientali ad un territorio ricco di fascino e produttività agricola di qualità, mentre i tavoli tecnici continuano ad ignorare la perimetrazione dell’I.S.P.R.A., perfettamente calzante con le esigenze di sviluppo di un Comprensorio baricentrico, geograficamente e culturalmente rispettoso anche delle realtà circostanti.

In merito a quanto innanzi è intervenuta puntualmente Legambiente Campania, in linea con l’azione della Dirigenza nazionale e molisana. Sta di fatto che la direttrice di Legambiente Campania, Francesca Ferro, ha condannato sia lo scaricabarile tra il Ministero e le Regioni interessate, sia il silenzio colpevole di alcune Comunità del Matese. Stando così le cose, necessita procedere speditamente lungo il cammino predisposto da I.S.P.R.A. con una perimetrazione, chiara e scientifica, che valorizzi ulteriormente sia il valore ecosistemico, sia la produttività agricola dell’intero Comprensorio appenninico. Dulcis in fundo, va monitorata attentamente la vicenda ambientale, attesi i casi preoccupanti che si registrano in Cusano Mutri e nel Matese Sud-orientale. Intanto, Antonio Nicoletti, responsabile nazionale delle aree protette di Legambiente, ha rimarcato il costo del tempo perduto (5,5 milioni di euro per ogni Parco Nazionale dimenticato!). Purtroppo, la situazione sanitaria campana non agevola, in questo momento, un libero e partecipato confronto democratico. Al dato del covid-19, già di per sé preoccupante, si è aggiunta la disarticolazione della rete di emergenza perseguita da coloro che, con le politiche trasversali filometropolitane, hanno isolato il Sannio appenninico. Conseguentemente, necessita, con urgenza, un intervento capace di ristrutturare la sanità territoriale di prossimità.

È terminata la campagna elettorale per le Elezione Regionali in Campania 2020. La Consulta del Matese ha prodotto il necessario impegno per informare, sollecitare e confrontarsi con tutti i candidati al Consiglio Regionale, sul vergognoso ritardo nella realizzazione del Parco Nazionale del Matese. Abbiamo trasmesso –  spiegano dalla Consulta – una lettera aperta a tutti gli interessati del territorio del Matese, subito ampliata anche ad altri non dell’area matesina, fino a giungere ad alcuni candidati alla presidenza della Regione. Questo in entrambe le Circoscrizioni interessate dal Matese: Benevento e Caserta. Molti hanno risposto, molti non hanno ritenuto di doverlo fare. Peccato per chi, soprattutto del Matese, non ha manifestato lo stesso interesse. Abbiamo avuto scambio di informazioni, chiarimenti, proposte, confronti anche pubblici con numerosi candidati. Molti di questi sono stati documentati con supporti audio-visivi o mediante scambio di email e messaggi. È tutto agli atti della Consulta del Matese! L’argomento principale è stato uno: sollecitare l’immediato interesse a definire la trasmissione della documentazione richiesta dal Ministero dell’Ambiente per la chiusura del processo costitutivo del Parco Nazionale del Matese.

Matese InVita SepinoÈ inconcepibile che per un Ente, istituito alla fine del 2017, ci siano ancora dubbi ed incertezze di proposte sulla sua conformazione, nonostante tutti i confronti avuti in questi mesi con la cittadinanza ed i portatori di interesse del Matese, nonostante le proposte ed i supporti informativi, scientifici, culturali e produttivi ricevuti. La Regione Campania ha avuto la responsabilità di non aver permesso di far partire e far prendere subito quota a un sistema di gestione sovracomunale, interregionale, che aiuti a risolvere le paralisi che, in 18 anni, ha condizionato la tutela e salvaguardia di una parte del Matese, il suo sviluppo ma soprattutto la vita ordinaria quotidiana di chi lo abita. Ciò ha determinato la insofferenza e la diffidenza verso un’organizzazione che, invece, doveva essere il suo grande tutore e supporto amministrativo. Nel complesso la sensazione è che i candidati incontrati abbiano seriamente e convintamente compreso la necessità di chiudere il processo di responsabilità regionale per la costituzione del Parco, impegnandosi, trasversalmente, a favorire le azioni finali di competenza regionale. Le Associazioni della Consulta del Matese staranno a vedere! Non molleranno, considerando quanto, documentato, i vari candidati hanno espresso negli incontri.

Il Tavolo di collegamento ministeriale, tenuto lo scorso 8 settembre presso il Ministero dell’Ambiente, ha imposto il termine del 31 ottobre. La Regione Campania non può e non deve farsi trovare impreparata. La Consulta del Matese conserva la fiducia nella politica regionale, nella sua serietà istituzionale e nella lealtà di chi ha preso dei seri impegni nei confronti della Comunità del Matese intero e non di uno sparuto gruppo di appassionati. Attenderemo con severità le risultanze dei loro impegni.

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