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Tifosi in città, quando l’informazione travisa la realtà: la verità dei presenti in via Ferrari

Non cessano le polemiche sui fatti accaduti la settimana scorsa in pieno centro a Campobasso, quando un gruppetto di circa 10 ragazzi, tifosi del Campobasso Calcio, ha festeggiato un compleanno con qualche coro ed alcuni fumogeni, colorando via Ferrari, unico luogo di movida del capoluogo di regione, dove tutte le sere (soprattutto in quelle estive) decine e decine di ragazzi si riuniscono e ripopolano la città. E continuano anche a susseguirsi notizie e nuove informazione circa l’accaduto, enfatizzato da alcune testate giornalistiche locali. Dunque, ci siamo presi la briga di contattare alcune persone presenti quella sera in via Ferrari, facendoci raccontare i fatti, non del tutto corrispondenti a quanto raccontato nei giorni appena successivi.

Innanzitutto, per riprendere i titoli degli articoli pubblicati il giorno dopo, non ci sarebbe stata alcuna esplosione (difatti i fumogeni non esplodono, come contrariamente scritto da alcuni colleghi, ndr), ma appunto ci sarebbe stata l’accensione di diversi fumogeni, di quelli che normalmente si utilizzano all’interno degli stadi ma anche ad alcune feste o sagre, semplicemente per donare del colore al cielo. In effetti l’unico disagio, confermato anche dai commercianti, dai residenti e dai presenti quella sera in via Ferrari, sarebbe stato il fumo che si è creato per alcuni minuti lungo la strada. Il tutto, così come documentato da diversi avventori, sarebbe durato circa 15 minuti, difatti all’arrivo delle forze dell’ordine, sollecitate da un residente della zona a causa del fumo che gli sarebbe entrato in casa, i ragazzi erano intenti a sostare nei pressi di un pub a consumare tranquillamente delle bevande. La Polizia non ha potuto fare altro che contestare ai giovani il mancato utilizzo della mascherina, anche se alcuni di loro, come si evince anche dai video, la indossano. A non indossarla invece, da quanto ci è stato raccontato, era proprio il giornalista autore del servizio, insieme ad una donna residente della zona, scesa in strada a minacciare i ragazzi.

Il problema che la movida, in quella zona della città, provochi malumori ai residenti è oramai cosa nota e non è una questione limitata a quella sera. Ci siamo già occupati del problema che purtroppo è a monte. In tutte le città del mondo esistono spazi e luoghi di aggregazione giovanile dove i ragazzi si incontrano e si divertono, specie nelle ore più buie, magari consumando qualche bibita. Non è un grattacapo solo della città molisana, si dovrebbe intervenire in altro modo. Ma torniamo alla sera di mercoledì. I presenti ci hanno raccontato che non ci sarebbe stato alcuno spavento, addirittura gli avventori dei locali sembravano contenti della goliardata, partecipando anch’essi ai cori da stadio, non sembrando affatto infastiditi o spaventati, e persino registrando foto e video senza ricevere alcuna minaccia. In definitiva, come si può evincere anche dal video incriminato e finito su tutte le testate locali, circa dieci persone si sono riunite per cantare e saltare senza dare fastidio o fare violenza a nessuno. E non c’è stato alcun danno a cose o persone, come testimoniato anche dalle forze dell’ordine.

Durante queste sere estive, siamo andati spesso in via Ferrari a bere una birra e c’erano sempre gruppi di persone assembrati e senza mascherina, a volte anche ubriachi con la chitarra in mano a cantare fino a tarda notte. La stessa sera dei fantomatici “disordini” creati da questo gruppetto di tifosi, circa tre ore dopo, c’è stata una rissa che ha coinvolto più persone con il lancio anche di sedie. Il problema sono dieci tifosi che cantavano e per festeggiare hanno accesso qualche fumogeno colorato?

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