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Assicurazioni, la classe non serve più a niente

Prima la Bersani, ora la RC Familiare: il vecchio sistema delle classi di merito non sta in piedi. Ma come modificarlo? “Il sistema del bonus-malus è stato stravolto, ormai non è più efficace”. Le parole del presidente Ania, nel corso di una audizione sui mercati finanziari in commissione Finanze alla Camera, svelano quello che era un segreto di Pulcinella: il sistema attuale fa acqua da tutte le parti. Basti pensare che ormai l’80% degli incidenti, in teoria appannaggio di utenti della strada di classi più basse, avvengono in prima classe.

Bisognerebbe però ragionare sul motivo per cui la quasi totalità degli automobilisti sono “scivolati” (come si dice in gergo tecnico) nella classe di merito più favorevole. Tutto iniziò con la legge Bersani, che permetteva di ereditare l’attestato di rischio del titolare di un veicolo; una serie di tutele estese al nucleo familiare che hanno trovato il loro coronamento nella RC Familiare. Un modo per trasportare nella migliore classe di merito disponibile in famiglia (dove di solito c’è quasi sempre qualcuno in “prima”) un buon 50% di italiani.

Ma ora, come ha precisato anche il presidente Ania, “le classi non hanno più ragion d’essere bisognerebbe modificare il sistema e trovare la chiave giusta per questa ripartizione”. Quale futuro quindi per le assicurazioni si responsabilità civile nel nostro Paese? Individuato il problema, si tratta di trovare una soluzione. Ma per ora nessuno si è azzardato a immaginare un futuro che prescinda dalle classi di merito: due anni fa l’IVASS aveva chiesto che Ania e gli altri soggetti coinvolti istituissero un tavolo tecnico per immaginare un sistema diverso; a oggi attendiamo di conoscere gli esiti di quel tavolo.

Nell’attesa della buona novella, dobbiamo ancora accontentarci delle consunte classi di merito. Che già oggi sono aleatorie, oltre che dipendenti dalla provincia di residenza (altro criterio piuttosto vetusto, usato ancora oggi per stabilire le percentuali di rischio): non tutti gli automobilisti in “prima” pagano la stessa tariffa. Il motivo è legato al fatto che le compagnie hanno una serie di sottoclassi di merito all’interno della prima, che usano per diversificare le tariffe. Insomma, una prima vera non pagherà mai come una prima ottenuta con la Bersani o con la responsabilità civile familiare.

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About Domenico Carola

Domenico Carola
Già Comandante/Dirigente di Polizia Locale; Responsabile dell’Osservatorio del Codice della Strada de "Il Sole 24 Ore"

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