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Attività fisica e Coronavirus, lo studio che analizza i cambiamenti della qualità della vita durante l’emergenza

Uno studio per dimostrare come il Covid-19 e le restrizioni governative abbiano inciso negativamente sullo stato di salute generale dell’individuo, in Italia e all’estero, e come attività fisica, movimento e socializzazione (tipiche delle attività sportive) siano componenti fondamentali per prevenire e migliorare la salute della persona nella sua completezza. E’ quello realizzato dai molisani Francesco Caronchia, Fabiola D’Angona, Martina Giaccio e Desirée Ronchetti. L’indagine è stata condotta mediante la somministrazione di un questionario online in Italia e all’Estero sfruttando i principali Social-Media. Il questionario è stato compilato da 789 persone (503 italiane, 286 straniere) con prevalenza di risposte da parte di individui di sesso femminile (67% donne 33% uomini) di età compresa tra 18 e 70 anni (40.2% 18-30 anni 36,15% 31-50 anni 23,65% 51-70 anni) di cui la maggior parte, ovvero il 26%, lavoratori privati.

Primo dato emergente è che il 30,6% degli italiani a differenza dell’estero 22.8% sostiene di essere moderatamente attivo (2-3 volte a settimana svolge attività fisica) e in tempo di quarantena ha smesso (30,4%) o diminuito (24.9%) le sedute di allenamento, a differenza nelle altre nazioni in cui hanno arrestato (10.4%) o diminuito (89.5%) l’attività fisica. La causa principale risulterebbe essere, per il 55.3% in Italia e 74.15% all’estero, la demotivazione e paura della situazione Covid-19; c’è pero da dire che la restante parte, un buon 28,3 % nella nostra penisola e 30.8 % estera, per la quale la situazione è rimasta invariata, si è servita, per non rimanere impreparata, di istruttori mediante canali social e video lezioni di gruppo; le altre attività svolte risultano, per la maggiore (26.2% in Italia e 18,15% all’estero) camminata individuale ed allenamento con scale.

Altro dato preoccupante è che il 32.4% dei nostri connazionali e il 28.4% degli stranieri ha trascorso dalle 3 alle 5 ore in più fermo, aumentando i tempi di permanenza su smartphone, pc e tablet ed ha percorso mediamente tramite visione app. telefonica 3000-5000 passi in meno rispetto all’inizio della pandemia (40,2% in Italia e 42% all’estero), risulta inoltre un incremento di peso e peggioramento di quantità/qualità di cibo pari al 35.8% nei primi e 27,5% nei secondi. Come deducibile da quanto appreso precedentemente, il 52% degli Italiani ed il 71.25% degli Stranieri si sente peggio dal punto di vista fisico, psichico e sociale, il 54.7% della nostra popolazione ed il 59.2% delle altre ha accusato maggiori problemi muscolo-scheletrici, spiccano su tutte la regione Lombo- sacrale e quella Cervicale (17.1% e 14.9% per i primi; 27.3% e 15% per i secondi) il 26.6 abitanti del bel paese e 34.3% esteri ha avuto prime insorgenze o peggioramento della sintomatologia; il 44.9% dei nostri cittadini ha trascurato la condizione non facendo nulla, l’8% invece ha aumentato l’utilizzo di farmaci analgesici ed antinfiammatori, situazione analoga per paesi esteri (26.8% e 36.5%).

Inoltre, risulta che il 32,4 % degli italiani e il 42% degli stranieri si affatica prima nelle attività di vita quotidiana e dorme male, il 40% dei nostri cittadini e il 45,3% esteri consuma più sigarette, dei quali i rispettivi 32% e 41,6% cercheranno di diminuirne il numero, vedendo come possibile causa di aggravamento al virus. Si evince, infine, che a mancare maggiormente è l’aperitivo-pizza con gli amici (37,8% Italia, 44,6% estero) e che solo il 32.4% degli Italiani e il 27,8% degli stranieri iscritti in palestra ritornerà subito con le dovute precauzioni mentre la restante compagine preferirà per paura del contagio svolgere attività fisica all’aria aperta.

Per concludere, pandemia e DPCM con le varie restrizioni governative e dunque l’obbligo di quarantena hanno inciso molto anche su alimentazione, allenamento e stili di vita dei cittadini, portandoli ad un malessere fisico, psichico e sociale; la sedentarietà insieme ad alimentazione non idonea e scarsa attività fisica ha portato ad un aumento di peso ed affaticabilità maggiore nelle attività di vita quotidiana oltre che ad un peggioramento del sonno. Si nota un aggravamento delle condizioni fisiche, specialmente nelle regioni Lombo-sacrali e Cervicali, questo favorito anche dal maggior tempo passato su smartphone, pc e tablet, sia per noia che per un loro utilizzo obbligatorio dettato da esigenze lavorative (smart-working) e didattiche (didattica online).

Si evince inoltre un altro dato preoccupante per cui la popolazione risulterebbe trascurare la sintomatologia o peggio cercherebbe di annullarla con la convinzione che il farmaco analgesico/antinfiammatorio risolva il problema; è risaputo invece che attenua si infiammazione e dolore ma non risolve definitivamente il problema. Note incoraggianti sopraggiungono dai fumatori, i quali hanno in questo periodo, per agitazione, stress e riposo forzato, hanno fumato un quantitativo maggiore di sigarette ma, vedendo che una delle zone più colpite dal virus risulta essere il polmone, proveranno a diminuire/smettere di fumare.

Purtroppo, a risentire di questa crisi saranno ancora una volta le palestre, solo una piccola parte degli iscritti ci tornerà con le dovute precauzioni, la paura risulterebbe troppa per cominciare nell’imminente, ma non abbastanza da fermare aperitivi e pizze con amici.

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