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Quarantena? «Rapporti migliori sotto le lenzuola, più fumo e meno alcol»

Gli italiani hanno vissuto la quarantena tutto sommato positivamente. Non c’è stato l’impatto devastante del lockdown, di cui per settimane si è parlato in televisione. Anzi, la permanenza a casa è stata l’occasione per riscoprire l’importanza delle relazioni affettive e familiari. Con un beneficio anche sotto le lenzuola. In particolare le donne, più romantiche, hanno tratto maggiore beneficio degli uomini dallo stare più tempo insieme al partner, vedendo accrescere i loro livelli di eccitazione sessuale.

È quanto emerge dall’analisi dei primi risultati di uno studio, condotto a livello nazionale, sull’impatto psico-sessuologico della quarantena sugli italiani. L’indagine è stata realizzata dalla jesolana Francesca Vedovo, dirigente medico in Urologia, e dalla Clinica urologica dell’ospedale Cattinara di Trieste, diretta dal professor Carlo Trombetta. La dottoressa Vedovo è anche membro del comitato scientifico della Società italiana di Andrologia, di cui è presidente il professor Alessandro Palmieri. Al questionario hanno risposto 2.691 persone. Di queste, 308, pari all’11,45%, risiedono in Veneto, seconda regione con maggior partecipazione all’indagine dopo il Friuli. Ben distribuito il campione: 52% uomini, 48% donne. L’analisi riguarda le risposte date ai due questionari proposti il 23 marzo e il 18 aprile, cioè durante la quarantena. In questi giorni è stato inviato ai partecipanti via email un terzo questionario da compilare, per fotografare la situazione nella ripartenza. Stavolta le domande riguarderanno più l’aspetto lavorativo, che ha un impatto sulla preoccupazione collettiva.

Concentrando l’attenzione sulla quarantena, l’indagine rivela che la popolazione italiana, o quanto meno il campione indagato, ha vissuto bene il lockdown. O almeno ha saputo adattarsi. E, pur nella drammaticità della vicenda, abbiamo goduto del fatto di avere del tempo per noi e la famiglia. È stato meglio chi ha passato il lockdown con qualcuno. «Le relazioni affettive e familiari stabili sono state dei fattori protettivi riguardo alla salute generale», commenta la dottoressa Vedovo, «se c’è un messaggio positivo di questo lockdown, di cui dovremo ricordarci, è che condividere il tempo con i propri affetti è la cosa che impatta in modo migliore sulla qualità della vita. Questo è l’aspetto rassicurante emerso da questa ricerca». Chi ha lavorato è stato meglio di altri. E tra questi i professionisti della sanità (il 19% del campione), forse proprio perché non costretti a casa con le mani in mano a pensare, ma impegnati nella battaglia per la salute pubblica. Tra gli intervistati non sono mancate persone con depressione e solitudine. «Ma la prevalenza di depressione e solitudine è sovrapponibile a quella della popolazione generale non in lockdown», avverte Vedovo. Insomma, il numero di persone depresse o sole emerso nell’indagine è sovrapponibile a quello che si riscontra in una popolazione non in quarantena.

Capitolo alcol e fumo. Durante il lockdown si è bevuto di meno, mentre si è fumato di più. «Perché si beve di più in situazioni di convivialità, pensiamo all’aperitivo», aggiunge la dottoressa Vedovo, «mentre la sigaretta si fuma anche a casa da soli, specie se non si ha nulla da fare». Infine, l’impatto sessuale del lockdown, che presenta dati più articolati. Sia le donne che gli uomini hanno mostrato di aver avuto migliori livelli di eccitazione. Così dice la seconda rilevazione. «Le donne che stavano già meglio alla prima misurazione», continua Vedovo, «poi hanno anche migliorato i loro punteggi in funzione sessuale. Hanno migliorato il loro stato di eccitazione. Probabilmente le donne hanno beneficiato di più rispetto ai maschi del fatto di passare più tempo insieme al partner». Ma l’indagine ha rivelato una prevalenza elevata delle disfunzioni sessuali. «Nel 56% delle donne e nel 53% dei maschi. Ma c’è un aspetto metodologico da considerare», conclude la dottoressa Vedovo, «nei questionari di questo tipo si ottiene zero come punteggio, se non hai avuto un rapporto penetrativo. Tuttavia, un’attività sessuale soddisfacente non è necessariamente legata a un rapporto penetrativo».

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