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Patto per l’export, Ortis: Rimettere in moto le imprese che operano sui mercati internazionali

“Pronta la nuova strategia per l’internazionalizzazione delle nostre imprese sui mercati esteri, che potranno contare su fondi straordinari, pari a 1,4 miliardi di euro, messi a disposizione dal Governo per dare nuovo slancio al sistema produttivo”. Lo ricorda il portavoce al Senato del MoVimento 5 Stelle, Fabrizio Ortis, dopo la firma del Patto per l’export, presentato ieri dal Ministro egli Esteri Luigi Di Maio, che arriva al termine della fase più dura dell’emergenza sanitaria. Uno strumento, quello del Patto, con il quale anche il motore delle imprese che operano sui mercati interazionali potrà rimettersi in moto.

“Si tratta – spiega il senatore – di uno strumento prezioso per promuovere l’eccellenza del made in Italy in termini di qualità, affidabilità e sicurezza. Anche durante l’emergenza sanitaria il lavoro del Sottosegretario Manlio Di Stefano e dell’Ambasciatore Lorenzo Angeloni non si è fermato, avendo loro presieduto ben 12 tavoli settoriali virtuali mirati al confronto sul settore, cui hanno partecipato 147 associazioni di categoria e oltre 250 partecipanti provenienti da tutti i comparti produttivi: dall’agroalimentare alla meccanica, dalla farmaceutica alle infrastrutture, dall’innovazione alla cultura e al turismo. Da questo confronto sono scaturite istanze ampiamente recepite nel Patto, che si poggia su sei pilastri: comunicazione; formazione e informazione; e-commerce; sistema fieristico; promozione integrata; finanza agevolata, attraverso i quali si intende promuovere una conoscenza ancora più estesa e approfondita dell’Italia, del suo territorio e delle sue eccellenze, in tutti i settori, di cui intendiamo rilanciare l’immagine in ben 26 Paesi del mondo. L’idea di fondo, insomma, è che le istituzioni e le forze economiche facciano lavoro di squadra per promuovere e sostenere le imprese del made in Italy”.

La grande opportunità insita nel Patto, secondo Ortis, starà nel saper dimostrare la propria capacità di promuovere l’export attraverso le modalità digitali: fiere virtuali; missioni estere on line; piattaforme internazionali digitali; e-commerce. “Tutte attività che vedono l’Italia indietro – argomenta il senatore – principalmente per tre motivi: la frammentazione del tessuto produttivo, la minore diffusione degli strumenti telematici nelle imprese e il ritardo nella realizzazione della banda ultralarga. Se sapremo farvi fronte con celerità, riusciremo a soddisfare, come ha detto il ministro Di Maio, la grande domanda di Italia nel mondo, che non è mai venuta meno neppure con il Covid-19. Si tratta, dunque – conclude Ortis – di un grande cantiere per l’export, un’azione promozionale di ampio respiro che dovremo ‘costruire’ tutti insieme, con umiltà e spirito di sacrificio verso il Paese”.

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