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La politica di programmazione deve cambiare rotta

Sta crescendo, costantemente, la coscienza ambientale dei cittadini del Sannio Molisano, anche alla luce dei significativi atti che, nei mesi scorsi, sono stati prodotti dal Consiglio regionale sulla base dell’impegno politico del Partito Democratico, del Movimento Cinque Stelle, nonché dell’area liberaldemocratica. Tali riferimenti, sostenuti e fatti propri dalle Associazioni culturali, sociali ed ambientaliste, puntano a salvaguardare la straordinaria ricchezza ecosistemica dell’antica regione appenninica dei Sanniti, riuscendo a coinvolgere, in un quadro d’insieme, sia le realtà costiere del Sannio Frentano, sia le comunità collinari del Matese. In termini ambientali non mancano, chiaramente, i riferimenti progettuali territoriali, riguardanti la storica Valle del Trigno sino all’Area archeologica di Pietrabbondante che, grazie all’impegno di qualificati studiosi ed appassionati ricercatori, continua a custodire le testimonianze architettoniche più rilevanti della Civiltà italica e sannita. In linea con quanto innanzi, è stata celebrata, nei giorni scorsi, la Giornata Mondiale dell’Ambiente che, oltre ad aver rappresentato un momento di riflessione per i sodalizi associativi, ha sensibilizzato le Istituzioni regionali e nazionali.

A tal proposito, è stata puntuale l’articolata nota di Antonio Tomassone che, nella qualità di Responsabile Ambiente del Partito Democratico, ha delineato un lungimirante percorso programmatico, dichiarando quanto segue: “Bisogna fare di più e meglio per tutelare l’ambiente, che rappresenta un importante asset strategico e fonte continua di benefici per l’uomo; bisogna favorire la cosiddetta green economy che già rende più competitive le nostre imprese e produce posti di lavoro affondando le radici in un modo di produrre legato alla qualità, alla bellezza, all’efficienza, alle esperienze positive di comunità e territori. Attraverso una nuova coesione sociale che metta assieme empatia e tecnologia.”

Sul punto, sottolineando la chiara posizione del Partito Democratico molisano rispetto alla politica del Presidente Donato Toma che, avocando a sé la delega sull’Ambiente, ha destituito, di fatto, Nicola Cavaliere, si è espresso: “Spero che da questa decisione, non entrando nel merito e nel perché, aumenti il senso di responsabilità formale e forte da parte del Presidente nel volersi impegnare maggiormente per le politiche ambientali”. Ha, infine, aggiunto: “E’ di fondamentale importanza, in primis, completare, nel rispetto della legge nazionale, l’istituzione del Parco Nazionale del Matese, volano di risorse e sviluppo per il Molise, non tollerando più i ritardi del Ministero e della Campania. Ma anche rivedere la legge paesistica (ferma al 1999), la legge forestale (ferma in Consiglio Regionale), la gestione degli usi civici, la gestione idrica (l’oro blu del futuro, che passa per i Contratti di Fiume e di Lago), fino alla marine pollution ed alla gestione della depurazione delle acque (recupero energetico, 790 richiami UE), tutto ciò attraverso uno strumento generale di pianificazione green integrata, includendo fiscalità agevolata, rigenerazione urbana, economia circolare, simbiosi industriale, una nuova concezione della mobilità, una legge per il consumo di suolo, e ancora gli appalti verdi (Green Public Procurement – GPP), le nuove rinnovabili (geotermia, solare, biogas, minieolico, ecc.), e così via. Insomma un vero e proprio cambio di rotta!” Lo stesso invocato da chi vive in Guardia Sanframondi e nei Comuni confinanti.

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