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Circolazione dei veicoli con targa di prova

L’utilizzo della targa prova è un argomento (problematica) di cui si discute da sempre e mai si riesce a trovare una quadratura del cerchio ovvero univoche corrispondenze. Come si dice daje daje che si spezza la corda, è così è stato, v. Circolare ministero dell’Interno n. 300/A/4341/18/105/20/3 del 30 maggio 2018; riteniamo che, finalmente, con la citata circolare è stata messa la parola fine ad anni di abusi da parte di operatori che commerciano in auto usate, concessionarie ufficiali e rivenditori indipendenti possessori della targa prova. Ergo prima di utilizzare un veicolo usato semplicemente munito con targa di prova meglio verificare bene la regolare copertura assicurativa del mezzo, nonché la conformità del veicolo anche alla prescritta revisione periodica. Fatta questa brevissima doverosa premessa proviamo, allora, ad esaminare l’intera procedura di rilascio delle autorizzazioni alla circolazione di prova, alla luce delle intervenute modifiche normative.

La circolazione di prova è definita dall’articolo in commento come quella effettuata per “ esigenze connesse con prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti per ragioni di vendita o di allestimento“. I veicoli in circolazione di prova non devono essere muniti della carta di circolazione, ma devono essere provvisti di un’autorizzazione per la circolazione di prova, rilasciata dall’ufficio provinciale della motorizzazione civile. I veicoli che circolano su strada per esigenze connesse con prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o di allestimento non devono essere muniti della carta di circolazione di cui agli articoli 93, 110 e 114 del codice della strada, ma devono essere provvisti di un’autorizzazione per la circolazione di prova.

Ma a quali soggetti può essere rilasciata l’Autorizzazione per la circolazione di prova?

L’autorizzazione per la circolazione, ai sensi dell’articolo 1, comma primo, lett. a), b), c) e d) del regolamento d.P.R. 24 novembre 2001, n. 474, di prova è rilasciata esclusivamente, e, l’elenco è tassativo e non ammette deroghe, a:

  • fabbriche costruttrici di veicoli a motore e di rimorchi: loro rappresentanti, concessionari, commissionari e agenti di vendita, commercianti autorizzati di tali veicoli (indipendentemente dal rapporto con le fabbri­ che costruttrici e dalle modalità di esercizio dell’attività essendo ammessa anche la vendita online.
  • aziende che esercitano attività di trasferimento su strada di veicoli non ancora immatricolati da o verso aree di stoccaggio e per tragitti non superiori a 100 km,
  • istituti universitari ed enti pubblici e privati di ricerca che conducono sperimentazioni sui veicoli;                                                                                                                 fabbriche costruttrici di carrozzerie e di pneumatici;
  • fabbriche costruttrici di sistemi o dispositivi d’equipaggiamento di veicoli a motore e rimorchi, qualora l’applicazione di tali sistemi o dispositivi costituisca motivo d’aggiornamento della carta di circolazione (art. 236 regolamento): loro rappresentanti, concessionari, commissionari e agenti di vendita, commercianti autorizzati di veicoli allestiti con tali sistemi o di dispositivi d’equipaggiamento (indipendentemente dal rapporto con le fabbriche costruttrici e dalle modalità di esercizio dell’attività essendo ammessa anche la vendita “on line”);
  • esercenti officine d’autoriparazione e di trasformazione, anche per proprio conto.

L’autorizzazione per la circolazione in prova con la relativa targa può essere richiesta per i seguenti usi:

  1. prove tecniche, sperimentali o costruttive,
  2. dimostrazioni per ragioni di vendita,
  3. trasferimenti per ragioni di vendita o allestimento.

L’autorizzazione per la circolazione di prova:

  • è costituita, dal gennaio 2000, da un documento su carta intestata del Ministero infrastrutture e dei trasporti a stampa meccanizzata mediante collegamento telematico con il CED del Dipartimento per i trasporti la navigazione ed i sistemi informativi e statistici;
  • vale solamente per la categoria di veicoli per la quale è rilasciata;
  • vale fino alla scadenza indicata sul documento stesso.

L’articolo 1, comma secondo, del regolamento fissa in un anno la validità dell’autorizzazione per la circolazione di prova. L’autorizzazione è rinnovata previa verifica del permanere dei requisiti richiesti per il primo rilascio. Le richieste di rinnovo possono essere presentate prima della scadenza, a tutela degli interessi del richiedente che desideri evitare interruzioni nell’utilizzazione dell’autorizzazione. In ogni caso, tuttavia, il nuovo termine di validità dell’autorizzazione comincia a decorrere dalla data di stampa della autorizzazione rinnovata. Tenuto conto, inoltre, che le imposizioni fiscali gravanti sul possesso delle targhe di prova hanno a riferimento l’anno solare, ed in assenza di specifiche prescrizioni regolamentari in ordine ai termini entro i quali, successivamente alla scadenza annuale, gli interessati sono tenuti a richiedere il rinnovo dell’autorizzazione alla circolazione di prova, è stato stabilito che:

  • per le autorizzazioni in scadenza entro il 30 novembre, le richieste di rinnovo possono essere presentate sino al 31 dicembre dello stesso anno;
  • per le autorizzazioni in scadenza entro il 31 dicembre, le richieste di rinnovo possono essere presentate sino al 31 gennaio dell’anno successivo.

Resta in ogni caso fermo che trascorsi inutilmente i predetti termini, gli interessati potranno esclusivamente proporre istanza per il rilascio di una nuova autorizzazione, previa restituzione di quella scaduta e contestuale distruzione della relativa targa; successivamente alla scadenza annuale e nelle more del rinnovo è preclusa la possibilità di utilizzare l’autorizzazione (scaduta e non ancora rinnovata) e la relativa targa. L’autorizzazione alla circolazione di prova è aggiornata ogni qualvolta vi sia un mutamento riferito al soggetto intestatario (es. variazione di sede, variazione della ragione sociale, ecc.), purché sia tale da non comportare l’estinzione del soggetto stesso e la costituzione di un nuovo ente, nel qual caso si rende necessario il rilascio di una nuova autorizzazione in capo al nuovo soggetto e la revoca dell’autorizzazione già rilasciata in capo al soggetto estinto. A titolo di mera esemplificazione, mentre la trasformazione societaria non comporta la creazione di un nuovo soggetto giuridico (poiché in tal caso la società abbandona semplicemente il tipo sociale cui apparteneva – es. società a responsabilità limitata – assumendo un nuovo tipo sociale – es. società per azioni – ma senza per ciò introdurre soluzioni di continuità), la fusione societaria implica necessariamente l’estinzione della società che viene incorporata o che si unisce ad altre per la creazione di un nuovo soggetto giuridico. Ai soli fini fiscali, appare inoltre opportuno che sull’autorizzazione alla circolazione di prova rilasciata al nuovo soggetto venga annotato, nelle righe descrittive, che la stessa sostituisce l’autorizzazione già rilasciata in capo al soggetto estinto, indicando il relativo numero di targa di prova e la data dell’ultimo rinnovo.

La revoca dell’autorizzazione alla circolazione di prova è disposta dall’Ufficio provinciale della Motorizzazione, con provvedimento motivato, nel caso in cui venga meno una delle condizioni in base alle quali l’autorizzazione stessa è stata rilasciata. L’attuale normativa, per quanto riguarda le revoche, ne distingue due tipi: il primo, determinato dal variare della situazione giuridica che ha dato origine all’autorizzazione, si applica in sostanza, quando siano venute meno le condizioni del rilascio; il secondo, appartenente alla categoria di revoche che costituiscono provvedimenti sanzionatori adottati a seguito di comportamenti illeciti, deve essere previsto espressamente nei casi in cui vengono commesse determinate violazioni a precetti di doveri o obblighi, oppure per evitare il pericolo di lesioni di interessi pubblici ( ossia per impedire a chi ha commesso  illeciti o comunque irregolarità di continuarle  a commettere). Con riferimento a tale ultimo tipo di revoca, occorre osservare che, per le irregolarità nell’uso delle autorizzazioni alla circolazione di prova, la normativa vigente prevede, oltre alle sanzioni amministrative pecuniarie, anche la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, sulla quale in prosecuzione di commento torneremo, ma non la revoca dell’autorizzazione. In definitiva l’ufficio provinciale che ha rilasciato l’autorizzazione può procedere alla revoca della stessa solo nei casi in cui siano venute meno le condizioni del rilascio; può emanare, cioè, solo revoche nel primo tipo.

Ciò premesso, qualora dagli organi di controllo vengono comunicate irregolarità nell’uso della targa per la circolazione di prova, che, specie se ripetute, possono dare adito al dubbio che siano venute meno le condizioni di rilascio, l’ufficio provinciale della M.C.T.C. può esaminare se continua a sussistere la necessità dell’autorizzazione a suo tempo rilasciata. In proposito, si sottolinea che detta revoca non possiede carattere sanzionatorio poiché non viene disposta in presenza della commissione di illeciti. Occorre infatti osservare che, per le irregolarità nell’uso delle autorizzazioni alla circolazione di prova, l’articolo 1, comma quinto, del regolamento pone rinvio alle sanzioni contenute nell’articolo in esame, commi terzo e quarto, il quale prevede, oltre alle sanzioni pecuniarie, anche la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, ma non la revoca dell’autorizzazione. Deve escludersi, quindi, la possibilità di adozione di un provvedimento di revoca dell’autorizzazione alla circolazione di prova inteso come provvedimento sanzionatorio e pertanto motivato con riferimento alle irregolarità accertate dagli organi di controllo. A seguito dell’adozione del provvedimento di revoca, l’interessato è tenuto alla restituzione dell’autorizzazione presso l’Ufficio provinciale competente ed alla contestuale distruzione della relativa targa.

I veicoli muniti dell’autorizzazione e della targa per la circolazione di prova, anche se in riparazione o non ancora carrozzati, possono circolare su tutto il territorio nazionale, in qualsiasi ora e giorno della settimana, a condizione che vengano impiegati per gli scopi consentiti: prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o di allestimento. A norma dell’articolo 1, comma quarto, del regolamento, l’autorizzazione è utilizzabile per la circolazione di un solo veicolo per volta e deve essere tenuta a bordo dello stesso. Sul veicolo in circolazione di prova deve essere presente il titolare dell’autorizzazione o un suo dipendente munito di apposita delega, ovvero un soggetto in rapporto di collaborazione funzionale con il titolare dell’autorizzazione stessa, purché tale rapporto sia attestato da idonea documentazione ed il collaboratore sia munito di delega. Sul veicolo in circolazione di prova può prendere posto anche il personale addetto alle operazioni di prova, se questa avviene per fini tecnici, ovvero gli eventuali acquirenti, se il veicolo viene fatto circolare a scopo di dimostrazione per la vendita. Con gli autoveicoli ed i rimorchi per trasporto di cose, nuovi di fabbrica, muniti di targa prova rilasciata alla fabbrica costruttrice ditali veicoli sia pure attraverso il suo legale rappresentante in Italia, ovvero ad un concessionario munito di regolare mandato della casa costruttrice del veicolo o del suo rappresentante in Italia, può essere trasportato, durante la circolazione effettuata a scopo di prova tecnica, un carico utile di proprietà della fabbrica stessa in luogo di zavorra. A tali fini, sulle relative autorizzazioni viene riportata, a richiesta, la seguente annotazione: «Qualora la targa di prova venga applicata ad un veicolo per il trasporto di cose, nuovo di fabbrica, prodotto dalla fabbrica e che circoli a scopo di prova tecnica, tale veicolo può trasportare, in luogo di zavorra, un carico utile di proprietà del titolare della presente autorizzazione».

L’autorizzazione alla circolazione di prova può essere utilizzata, dai concessionari, commissionari, agenti di vendita e commercianti autorizzati di veicoli a motore e loro rimorchi, sia per i veicoli nuovi, sia per quelli da essi ritirati in permuta, sempre però soltanto per gli scopi commerciali. Le finalità dimostrative devono intendersi nell’accezione più ampia dell’espressione e di percorso. L’articolo 2, comma terzo, del regolamento ha introdotto una rilevante semplificazione in tema di targhe di prova, riducendole ad una sola tipologia, rappresentata graficamente nell’allegato al regolamento stesso, a fronte delle quattro sinora previste (per autoveicoli e rimorchi, ciclomotori e motocicli, macchine agricole, macchine operatrici). Tuttavia, ai fini fiscali, appare rilevante che l’interessato indichi, all’atto della richiesta di autorizzazione alla circolazione di prova, per quale tipologia di veicoli intende utilizzare la targa di prova, tenuto conto dell’attività svolta dallo stesso (es. fabbrica o commercio di soli motocicli o di soli autoveicoli, ecc.). Detta indicazione è riportata sull’autorizzazione alla circolazione di prova.

La targa è composta, nell’ordine, da due caratteri alfanumerici, dalla lettera “P” e da cinque caratteri alfanumerici e corrisponde, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del Regolamento, al numero dell’autorizzazione alla circolazione di prova. Il fondo della targa è bianco. Il colore dei caratteri e della lettera “P” è nero. La targa è trasferibile da veicolo a veicolo, unitamente alla autorizzazione per la circolazione di prova. L’articolo 3 del Regolamento prevede che il titolare dell’autorizzazione:

a) in caso di smarrimento, sottrazione o distruzione dell’autorizzazione: ne faccia denuncia, entro 48 ore, agli organi di polizia e provveda alla distruzione della relativa targa; richieda il rilascio di una nuova autorizzazione, sulla base della ricevuta di resa denuncia, e si munisca di una nuova targa;

b) in caso di deterioramento dell’autorizzazione: provveda a distruggere la relativa targa; richieda il rilascio di una nuova autorizzazione, restituendo al contempo quella deteriorata, e si munisca di una nuova targa;

c) in caso di smarrimento o sottrazione della targa: ne faccia denuncia, entro 48 ore, agli organi di polizia; richieda il rilascio di una nuova autorizzazione, sulla base della ricevuta di resa denuncia e della restituzione della precedente autorizzazione e si munisca di una nuova targa;

d) in caso di distruzione o di deterioramento della targa: provveda a munirsi di un nuovo esemplare, previa distruzione della targa deteriorata.

Nei casi previsti alle precedenti lett. b) e c), l’autorizzazione è restituita all’Ufficio della Motorizzazione (che ne annota la cessazione nel sistema informatico) o allo studio di consulenza presso il quale viene presentata la richiesta di rilascio di nuova autorizzazione. Se successivamente alla richiesta di rilascio della nuova autorizzazione il titolare rientra in possesso dell’autorizzazione o della targa smarrita o sottratta, provvede alla sua distruzione. Come abbiamo detto in precedenza si ritiene che la targa prova possa essere utilizzata anche su veicoli eccezionali, allo scopo di trasferirli per attività di allestimento o riparazione ovvero per attività di dimostrazione o prove tecniche, sempre che, naturalmente, siano muniti anche delle prescritte autorizzazioni ai sensi del precedente articolo 10. Non rientrando nelle finalità sopra indicate, non si ritiene, invece, che detta targa possa essere utilizzata per effettuare trasporti.  (esempio utilizzo della targa prova su autocompattatore da parte di una società esercente il trasporto rifiuti in attesa dell’immatricolazione). Infatti l’articolo in commento riguarda accertamenti costruttivi rispetto a singole parti del veicolo (come è confermato dall’articolo 254 del regolamento) onde non può parlarsi di veicolo nuovo che sta per essere immatricolato e quindi di un foglio che abiliti alla circolazione temporanea. In tale situazione molti si sono chiesti se unitamente alla violazione dell’articolo in esame vadano anche contestate le violazioni degli articoli 93, 100 e 193. Poiché l’articolo in commento punisce in modo specifico chiunque circoli con targa prova autorizzata adibendo il veicolo ad uso diverso da quello consentito non pare applicabile nessuna altra violazione.

Infatti, l’uso diverso non fa venir meno tutte le prerogative del veicolo e della targa prova; unico illecito che si può muovere al trasgressore, è appunto un abuso delle condizioni della targa prova e relativa autorizzazione e per il quale abuso si configura la violazione di cui all’articolo in commento che viene raddoppiata dopo la terza violazione, nel qual caso si applica anche la sanzione accessoria della confisca del veicolo. Devo ripotare che recentemente, si sono accese discussioni in materia di utilizzo della targa prova per i veicoli già immatricolati, privi di assicurazione o con irregolarità formali (come ad esempio la mancata revisione periodica). Il dibattito è stato provocato da un parere espresso dal Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, secondo il quale l’uso della targa prova deve essere limitato alle sole autovetture non ancora immatricolate. Tale parere si pone in netto contrasto con una pratica molto diffusa tra i concessionari, i commercianti e i riparatori di veicoli che di solito utilizzano la targa di prova proprio sui veicoli già immatricolati, sprovvisti di assicurazione Rca o non revisionati. Visto l’allarme destato dal parere tra gli addetti ai lavori, il ministero dell’Interno e quello delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno convenuto di sottoporre la questione al Consiglio di Stato al fine di valutare la legittimità della prassi di utilizzare le targhe prova anche sui veicoli immatricolati. Nelle more il ministero dell’Interno ha sospeso l’applicazione di tutte la sanzioni nei confronti di chi utilizza targhe prova anche su veicoli già immatricolati, che non hanno copertura assicurativa o non sono revisionati. Contestualmente, è stata presentata una proposta di legge per regolamentare l’utilizzo della targa prova per tale tipo di veicoli.

Le sanzioni previste dal Codice della Strada in assenza di autorizzazione alla circolazione di prova

L’articolo 1 del dPR del 2001, al comma quinto, statuisce che “A chiunque adibisce un veicolo in circolazione di prova ad uso diverso si applicano le sanzioni previste dall’articolo 98, commi 3 e 4, del codice della strada. L’articolo 98 del codice della strada a sua volta stabilisce che: chiunque adibisce un veicolo in circolazione di prova ad uso diverso è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 87,00 a euro 345,00. La stessa sanzione si applica se il veicolo circola senza che su di esso sia presente il titolare dell’autorizzazione o un suo dipendente munito di apposita delega. Se le sopra descritte violazioni superano il numero di tre, consegue pure la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo.

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About Domenico Carola

Domenico Carola
Già Comandante/Dirigente di Polizia Locale; Responsabile dell’Osservatorio del Codice della Strada de "Il Sole 24 Ore"

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