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Comportamento da tenere quando si deve affrontare una intersezione con circolazione rotatoria

Le rotatorie spopolano sulle strade di tutta Italia e sono croce e delizia dei cittadini, che qui le invocano e là le osteggiano. Senza dubbio funzionano e assolvono allo scopo che si prefiggono ma, nonostante la loro diffusione, fino ad oggi il codice della strada non le cita in nessuno dei suoi 240 ed oltre articoli. La rotatoria (in lingua francese: rondeau), è un tipo di intersezione a raso fra due o più strade. Assolve alla funzione di moderazione e snellimento del traffico. L’incrocio fra le strade è sostituito da un anello stradale (detto anche corona giratoria) a senso unico che si sviluppa intorno ad uno spartitraffico di forma più o meno circolare. I flussi di traffico lo percorrono in senso antiorario nei paesi in cui si guida a destra, in senso orario nei paesi dove si guida a sinistra.

Le rotonde sono comparse a metà degli anni novanta nel sistema viario italiano e si sono subito diffuse, sebbene il loro costo sia piuttosto elevato. Il primo comune italiano ad adottare la rotatoria è stato Lecco, nel 1989. A Cattolica con l’uso delle rotatorie si è passati, in un anno da 1800 a 300 incidenti stradali. Ecco una delle ragioni della diffusione; infatti è confermato da una serie di studi scientifici che hanno accertato una riduzione degli incidenti nell’ipotesi in cui una intersezione tradizionale, regolata da un semaforo, venga sostituita da una rotatoria. Nel nostro Paese tra la fine degli anni novanta e l’inizio del duemila, si sono avuti meno incidenti per il 29,1% dei casi e meno feriti per il 31,9% da quando le rotonde hanno preso il posto dei semafori. Le rotonde inoltre, hanno un impatto migliore sull’ambiente in quanto riducono l’inquinamento: con l’eliminazione del semaforo si riduce il tempo in cui una vettura rimane ferma con il motore acceso in un determinato punto. Si assiste anche ad uno snellimento del traffico che diventa così più scorrevole.

Un’altra ragione per la quale gli amministratori hanno iniziato a costruire rotatorie a tutto spiano, è che quando avviene un urto in una rotonda, questo si verifica in senso laterale, quindi è meno pericoloso per la sicurezza stradale. L’inosservanza di un semaforo determina infatti, un rischio maggiore rispetto all’inosservanza dell’ingresso nella rotatoria. Esistono rotatorie di varie dimensioni, in relazione ai flussi di traffico che esse devono sopportare, alla localizzazione, urbana o interurbana, allo spazio disponibile. In particolare le indicazioni fornite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a carattere pre-normativo “Norme sulle caratteristiche funzionali e geometriche delle intersezioni stradali” distingue sei categorie di rotatorie, che sono:

  • mini-rotatorie
  • urbane compatte
  • urbane a singola corsia
  • urbane a doppia corsia
  • inter-urbane a singola corsia
  • inter-urbane a doppia corsia

In particolare si sottolinea l’introduzione anche in Italia della tipologia di mini-rotatoria, già diffusa in Francia, che consente l’utilizzo di questa tipologia di intersezione anche in ambiti dove risulta scarsa la disponibilità di spazio. La caratteristica fondamentale è che l’isola centrale è transitabile, al fine di facilitare la manovra dei mezzi pesanti.

Grafico dei diametri principali dell’anello

L’anello destinato al traffico ha solitamente larghezza compresa fra i 7 e i 10 metri, riducibile in casi particolari con opportune geometrie dell’innesto dei bracci. Il suo diametro esterno è compreso normalmente fra i 25 ed i 60 metri, a seconda del numero di corsie delle strade che vi confluiscono, ma può scendere fino a 13 metri nel caso di mini-rotatoria. La banchina complanare all’anello. e quindi eccezionalmente transitabile, deve essere larga 1,5 m se De < 30 m, 0,5 m se De uguale o maggiore a 30 m. L’isola spartitraffico opportunamente rilevata, per impedirne l’attraversamento avrà diametro conseguente.

Aspetti positivi

Contrariamente alle vecchie isole spartitraffico circolari, come già detto, la nuova rotatoria funziona con un controllo del flusso che avviene semplicemente dando la precedenza ai veicoli che hanno impegnato l’anello. Il confronto fra un incrocio con semaforo, o una rotatoria di tipo tradizionale con precedenza a destra e la rotatoria con precedenza ai veicoli che la percorrono presenta indubbi vantaggi:

  • maggior sicurezza, per la notevole riduzione dei punti di conflitto da 32 a 8, rispetto a un incrocio fra strade urbane, con riduzione dell’incidentalità superiore al 50%, l’obbligo di dare la precedenza ai veicoli che hanno già impegnato la rotatoria ha un effetto di controllo sulla velocità dei veicoli in transito. Inoltre, riducendosi le velocità in ingresso ed in circolo e l’angolo del potenziale impatto fra veicoli, si riducono sia la probabilità di incidenti sia la gravità delle conseguenze[15]. La riduzione dei punti di conflitto presuppone però che l’anello rotatorio sia ad unica corsia, ovvero che la circolazione avvenga per accodamento: qualora l’anello disponga di più corsie, i punti di conflitto dovuti alla possibilità di cambiare corsia diventano teoricamente infiniti.
  • maggiore capacità di smaltire il traffico con snellimento nella circolazione, che prima era spesso bloccata dalle precedenze circolari con effetto di autosaturazione;
  • tempi di attesa ridotti del 70% con regolarizzazione del flusso del traffico ed eliminazione totale dei tempi morti tra le commutazioni del semaforo, di norma imposti negli incroci semaforici come margini di sicurezza.
  • minor inquinamento acustico e atmosferico, per la ridotta e più costante velocità e per l’abbattimento degli ingorghi interni all’anello e per l’eliminazione delle lunghe attese ai semafori che ne controllavano gli accessi;
  • possibilità di inversione del senso di marcia;
  • riduzione e moderazione del traffico;
  • minori costi gestionali e di sorveglianza.

La diversa attribuzione della precedenza consente inoltre di ridurre notevolmente il diametro di ingombro complessivo, con importanti ricadute sull’uso del territorio. Tuttavia la necessità di anelli con diametro esterno di almeno 24-30 metri ne limita l’inserimento in ambito urbano già edificato.  La rotatoria obbliga il guidatore a rallentare la velocità per non perdere il controllo del mezzo a causa della curvatura ed essere portati fuori strada.

Aspetti negativi

Rispetto a un incrocio semaforizzato, le rotatorie occupano generalmente più spazio e comportano maggiori costi di realizzazione. Nei pressi di ospedali possono risultare problematiche, in quanto non possono fornire una corsia riservata ai mezzi di soccorso, che invece è realizzabile asservendo il semaforo a un radiocomando messo a disposizione dei mezzi di soccorso, grazie al quale è possibile bloccare il traffico. Allo stesso modo, in una rotatoria non è possibile garantire una corsia riservata ai mezzi pubblici. Per sua stessa natura e concezione, la rotatoria presuppone la pariteticità delle strade che collega, e risulta pertanto complessa la gerarchizzazione di strade di importanza e con portata di traffico fortemente differenziate, e la discriminazione nelle precedenze fra mezzi pubblici e mezzi privati. Le rotatorie risultano spesso difficili da attraversare e penalizzanti per ciclisti e pedoni:

  • il flusso del traffico viene reso regolare, e non sono più disponibili i “tempi morti” che negli incroci regolati da semaforo consentono agli utenti più deboli di attraversare.
  • per fluidificare il traffico, gli attraversamenti pedonali vengono spostati lontano dalle intersezioni, costringendo i pedoni a lunghe deviazioni.
  • i ciclisti rischiano incidenti se si affiancano o vengono affiancati da altri veicoli durante l’attraversamento di una rotatoria: ciascun veicolo può infatti decidere di uscire dalla rotatoria in qualsiasi punto, non essendo sempre consapevole della presenza di un altro veicolo affiancato.

La massiccia introduzione di rotatorie tenderebbe quindi a rendere la città meno favorevole a chi non utilizza un’automobile per spostarsi e, nelle ore con meno traffico, risultano svantaggiose anche per le stesse auto perché troppe rotonde sul percorso obbligano a rallentare molto rendendo più lungo e meno confortevole il viaggio.

Termoli rotonde via asiaMa come si circola in una rotatoria?

Moltissimi conducenti, ancora oggi, si confondono al momento di affrontarle. Fortunatamente, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha rilasciato una circolare, la prot. 6935 del 22 marzo 2017, che contiene le risposte a molte domande. La Direzione generale per la motorizzazione ha chiarito che l’atteggiamento dell’automobilista deve adattarsi alle circostanze del caso concreto, questi cioè deve valutare se è in presenza di una o più corsie di marcia in rotatoria nonché considerare la strada dalla quale sta per imboccarla e le situazioni del traffico.

Cerchiamo, allora, di capire che cos’è una rotatoria

Quando parliamo di rotatoria intendiamo un’intersezione in cui bisogna moderare la velocità e controllare il comportamento degli altri conducenti, predisponendosi a dare la precedenza ad altri veicoli se necessario. Esaminiamo allora il comportamento da tenere quando si deve affrontare una intersezione con circolazione rotatoria (più comunemente chiamata “rotatoria”).

Allo stato la situazione è sempre un po’ confusa. Bisogna circolare sulla corsia più esterna? Bisogna restare all’interno se si esce verso sinistra e all’esterno se si esce verso destra? La freccia si mette all’ingresso, all’uscita, all’ingresso e all’uscita?

Prima di esaminare i comportamenti richiesti nelle rotatorie occorre premettere che:

  1. la rotatoria è comunque un’intersezione (figura II 84 e figura II 27 del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada);
  2. le uscite dal carosello posso essere considerate analogamente a delle svolte;
  3. in mancanza di specifico segnale di “DARE PRECEDENZA”, solitamente apposto in corrispondenza delle immissioni nella rotatoria, vige il principio dell’art. 145, comma secondo, del codice della strada “Quando due veicoli stanno per impegnare una intersezione, ovvero laddove le loro traiettorie stiano comunque per intersecarsi, si ha l’obbligo di dare la precedenza a chi proviene da destra, salvo diversa segnalazione” e quindi, in tal caso ha la precedenza chi si immette nella rotatoria.

Nel caso di rotatoria ad una sola corsia e strada d’accesso ad una sola corsia per senso di marcia, il conducente:

  • deve immettersi nella rotatoria restando in prossimità del margine destro;
  • nella manovra di immissione nella rotatoria non è necessario che sia azionato l’indicatore di direzione sinistro, ma dovrà azionare l’indicatore di direzione destro nel caso intenda imboccare la prima uscita sulla destra;
  • se non si deve uscire al primo braccio, accedere all’anello senza attivare l’indicatore di direzione, ma si deve azionare quello di destra con idoneo anticipo rispetto al momento in cui si imboccherà il braccio di uscita prescelto, in pratica, ciò deve avvenire subito dopo aver superato il braccio d’uscita precedente a quello che si dovrà imboccare.

Nel caso di rotatoria a due o più corsie e strada d’accesso con due o più corsie per senso di marcia e il conducente deve uscire sul lato destro dell’anello, rispetto all’asse di simmetria della rotatoria deve:

  • avvicinarsi alla rotatoria mantenendosi in prossimità del margine destro della carreggiata di accesso;
  • nell’anello circola sulla corsia di destra;
  • se deve uscire al primo braccio aziona fin da quando è in prossimità dell’anello, l’indicatore di direzione destro;
  • se, invece, intende uscire a una delle uscite di destra successive alla prima, aziona l’indicatore di direzione destro successivamente all’ingresso nell’anello, con anticipo rispetto al momento in cui imboccherà il braccio di uscita prescelto, in pratica, subito dopo aver superato il braccio d’uscita precedente a quello che dovrà imboccare).

rotondaNel caso di rotatoria a due o più corsie e strada d’accesso con due o più corsie per senso di marcia e il conducente deve proseguire diritto, rispetto all’asse di simmetria della rotatoria, deve:

  • in assenza di traffico, mantenere la corsia di destra, sia nel ramo di ingresso che all’interno dell’anello, e non utilizza gli indicatori di direzione, salvo quelli di destra in prossimità dell’uscita prescelta, cioè subito dopo aver superato il braccio precedente a quello che dovrà imboccare;
  • in caso di traffico intenso, invece, può scegliere una qualsiasi corsia libera per immettersi nella rotatoria, continuando a mantenere la stessa posizione all’interno dell’anello, comportamento assimilabile alla marcia per file parallele;
  • prima di uscire dalla rotatoria deve, con conveniente anticipo, spostarsi sulla corsia di destra, azionando preventivamente l’indicatore di direzione destro e verificando di non tagliare la strada ad altri veicoli sull’anello.
  • in caso di traffico intenso all’interno dell’anello, con altri conducenti che effettuano le medesime scelte di percorso, deve mantenere la stessa corsia sia in ingresso che nella percorrenza della rotatoria, azionando l’indicatore di direzione destro con idoneo anticipo rispetto all’uscita, in pratica, subito dopo aver superato il braccio d’uscita precedente a quello che dovrà imboccare.

Nel caso di rotatoria a due o più corsie e strada d’accesso con due o più corsie per senso di marcia e il conducente deve uscire sul lato sinistro dell’anello, rispetto all’asse di simmetria della rotatoria:

  • si avvicina alla rotatoria come se si trattasse di una svolta a sinistra, cioè portandosi nella corsia di sinistra della strada di accesso;
  • immettendosi nella rotatoria attiva l’indicatore di direzione sinistro;
  • nell’anello circolare nella corsia di sinistra, mantenendo in funzione l’indicatore di direzione sinistro;
  • prima di imboccare il braccio d’uscita deve, con conveniente anticipo, attivare l’indicatore di direzione destro e spostarsi sulla corsia di destra, verificando di non tagliare la strada ad altri veicoli;
  • qualora sul ramo di accesso e nell’anello vi sia intenso traffico e non sia possibile occupare la corsia di sinistra, il conducente, anche se deve svoltare in un ramo di sinistra, resta sulla corsia di destra.

Nelle nostre città e nelle strade extraurbane, la presenza di tre tipi di rotatorie stradali provoca confusione e, di frequente, incidenti, anche se mai particolarmente gravi. E’ bene ricordarsi che il cartello tondo blu segnala la presenza di una o più rotatorie stradali: la direzione è quella indicata dalle frecce bianche, in Italia antioraria. Ribadiamo che nel nostro codice della strada non esiste una norma specifica che regolamenta la circolazione nelle rotatorie. Le indicazioni caso per caso su come comportarsi nelle rotatorie fanno quindi riferimento alle norme del codice che disciplinano la circolazione dei veicoli sulla strada, in generale: si tratta degli articoli 143, 144 e 154, da adeguare alla particolare conformazione della rotatoria.

  • L’articolo 143 impone l’obbligo di percorrere la corsia più libera di destra;
  • l’articolo 144 impone di  circolare per file parallele in centro abitato in relazione alla densità di traffico;
  • l’articolo 154 disciplina, tra l’altro, l’utilizzo degli indicatori di direzione, nel caso si intendesse cambiare corsia o direzione.

Ai fini della circolazione però le rotatorie sono degli incroci veri e propri, che canalizzano il flusso di auto in senso circolare. Quindi, anche se sembrano tutte molto uguali richiedono spesso, come abbiamo detto, un approccio molto diverso nel dare la precedenza a seconda del numero di corsie di marcia dentro e fuori la rotatoria.

Cosa fare in caso d’incidente

Il sinistro stradale si può verificare nel caso in cui uno dei due conducenti non rispetti la segnaletica verticale o orizzontale o le linee guida che abbiamo esaminato. E’ molto difficile, in assenza di prove, quali ad esempio, testimonianze o chiare tracce di frenata, stabilire eventuali responsabilità di uno dei conducenti coinvolti nel sinistro. Il più delle volte, facilmente, la prova della responsabilità esclusiva per aver causato il sinistro non sarà raggiunta, e quindi, sarà suddivisa, equamente, tra le parti. Sarebbe preferibile, quindi, di richiedere, sempre, l’intervento di un organo di polizia stradale per i rilievi del sinistro, cercando, quando possibile, di non spostare i veicoli dalla loro posizione terminale, al fine di consentire a chi interviene di poter raccogliere quanti più elementi per la ricostruzione del sinistro quanto più reale. E’ ovvio, infatti, che, ai fini del risarcimento da parte delle Compagnie di assicurazione, il rapporto redatto da un organo di polizia stradale avrà una valenza maggiore rispetto alla compilazione del semplice C.I.D. È il caso di precisare che l’ingresso nella rotatoria soggiace alle regole di attraversamento di una intersezione stradale ovvero occorre dare precedenza a destra; questo imporrebbe a chi procede all’interno della rotatoria di dare precedenza ai veicoli entranti.

GIURISPRUDENZA

(Cass. Civ., Sez. III, 10 marzo 2014, n. 5511)

In materia di circolazione stradale, la precedenza sulla rotatoria, quando una autovettura sia già su di essa circolante mentre un’altra si accinge ad immettersi, è regolata in favore di chi provenga da destra, ma solo per chi si immette sulla rotatoria manchi la segnalazione dell’obbligo di dare la precedenza; laddove, invece, una prima autovettura si accinga ad uscire dalla rotatoria quando la seconda si sia già immessa, trova applicazione l’art. 154 del D.L.vo n. 285 del 30 aprile 1992, con la conseguenza che chi intenda cambiare corsia deve assicurarsi di poter effettuare la manovra senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada.

Cass. Pen., Sez. IV, 22 luglio 2005, n. 27379.

“Il vigente codice della strada omette ogni specifica disciplina destinata a regolare la circolazione nelle cosiddette «rotatorie», limitandosi l’art. 122 del Regolamento di esecuzione (D.P.R. 16 dicembre 1992 n. 495, e successive modificazioni) a contemplare, alla lettera d), tra i segnali di obbligo generico, quello di «rotatoria» ed a specificare, al comma sesto, che esso deve essere usato per indicare ai conducenti l’obbligo di circolare secondo il verso indicato dalle frecce; aggiungendosi poi che il segnale deve essere collocato sulla soglia dell’area dove si svolge la circolazione rotatoria e deve essere sempre preceduto, nelle strade extraurbane, dal segnale di «preavviso di circolazione rotatoria». Attraverso un adeguato uso della segnaletica stradale, è disciplinata la circolazione nelle rotatorie in maniera flessibile, con riguardo, di volta in volta, alle singole esigenze dell’incrocio considerato. Valgono, in proposito, le regole contenute, rispettivamente: nell’art. 145, comma secondo, del codice della strada (D.L.vo 30 aprile 1992 n. 285, e successive modificazioni), in forza del quale la precedenza, nel caso di intersezione tra le traiettorie percorse da due veicoli, è regolata nel senso dell’obbligo di dare la precedenza a chi proviene da destra, salvo che sia diversamente segnalato; nell’art. 146 dello stesso codice, che rinvia all’art. 38, e in particolare al comma secondo, laddove si stabilisce che le prescrizioni rese note a mezzo della segnaletica stradale vanno rispettate anche se difformi alle altre regole di circolazione. Per determinare il regime della circolazione nelle rotatorie è pertanto necessario avere riguardo alla segnaletica esistente, cui è consentito «derogare» alla regola della precedenza a destra vigente nel nostro ordinamento”

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About Domenico Carola

Domenico Carola
Già Comandante/Dirigente di Polizia Locale; Responsabile dell’Osservatorio del Codice della Strada de "Il Sole 24 Ore"

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