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Coronavirus, la fase 2 è rimandata. D’Uva (Sinlai): “Bar e ristoranti condannati a morte”

“Ennesima, inutile, conferenza stampa di Conte. Annunciata, al solito, in pompa magna, si conclude in un nulla di fatto la diretta a reti unificate in cui Giuseppe Conte ha annunciato un ulteriore Dpcm. Quest’ultimo, infatti, lascerà sostanzialmente invariata la situazione: restano i divieti di spostamenti all’interno del comune ed, ovviamente, tra regioni; così come resta l’obbligo di utilizzare l’autocertificazione per comprovate ed indifferibili necessità. Per la riapertura delle attività commerciali, invece, bisognerà aspettare il 18 maggio, mentre bar e ristoranti potranno riaprire solo a giugno”. A dichiararlo è Giustino D’Uva, dirigente nazionale Sinlai.

“Ieri sera Conte ha ufficialmente decretato la fine delle attività ristorative, condannandole a morte certa – ha dichiarato Giustino D’Uva, dirigente nazionale Sinlai – Il governo, inoltre, si è completamente dimenticato del settore Turistico, che determina il 15% del #PIL nazionale. Infine, sarebbe stato necessario far ripartire le attività produttive, in primis l’industria del mobile, perché paesi come la Turchia e la Romania rischiano di rubarci grosse fette di mercato internazionale. Inutile dire che la misura è colma; il governo sta mostrando tutta la propria miopia ed il Paese rischia di non venirne fuori”.

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