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Lavoratori indotto Sevel, Fontana (M5s): “Rientro in fabbrica in sicurezza”

Tra qualche giorno riapriranno i cancelli della Sevel, l’azienda metalmeccanica situata nella zona industriale di Val di Sangro, che impiega un numero elevato di lavoratori provenienti dalla nostra regione. Le maggiori sigle sindacali hanno già manifestato pubblicamente le loro preoccupazioni sull’efficacia delle misure di sicurezza predisposte dall’azienda per tutelare la salute dei lavoratori, ma anche e soprattutto sul rischio concreto che potrebbe derivare in caso di diffusione del virus.

“Del resto – spiega il Consigliere regionale Valerio Fontana – siamo ancora in una fase in cui l’emergenza non pare affatto superata e basterebbe poco, anche una piccola disattenzione, per vanificare tutti gli sforzi compiuti nelle ultime settimane. Oltre ai protocolli di sicurezza che riguardano le condizioni di lavoro, i lavoratori molisani, essendo pendolari, hanno manifestato preoccupazione sull’efficacia delle misure di prevenzione predisposte dall’azienda che effettua il servizio di trasporto. Ben consci delle inaccettabili inadempienze del servizio reso in questi anni, costretti a viaggiare su mezzi fatiscenti e spesso non adeguatamente igienizzati, oggi a maggior ragione pretendono garanzie, sia sulle operazioni preliminari di sanificazione, sia sul distanziamento tra i passeggeri, reso obbligatorio dalle ordinanze vigenti: i pullman pieni, per la loro conformazione, sono ambienti potenzialmente molto pericolosi. Ci si interroga insomma se l’azienda di trasporto Atm sia in grado o meno di garantire un servizio che rispetti appieno le norme di sicurezza anti-covid, per garantire la doverosa tutela della salute dei lavoratori e, di conseguenza, delle rispettive famiglie e comunità”.

“Per questo motivo – continua il pentastellato bassomolisano – dopo aver provato più volte a sollevare il problema all’interno del Consiglio regionale senza ottenere alcuna risposta, ieri ho inoltrato una nota ufficiale, indirizzata al Presidente della Giunta regionale Donato Toma. Richiamando le funzioni di controllo e di disposizione riconosciute al suo ruolo dal DPCM del 10 aprile scorso, ho chiesto formalmente al Presidente di vigilare affinché venga posta la massima attenzione rispetto a queste istanze. All’esito delle verifiche, qualora venisse accertato che l’azienda non è in grado di garantire le opportune misure di sicurezza, Toma dovrà – conclude Fontana – adottare gli opportuni provvedimenti a tutela della salute pubblica”.

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