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Consiglio regionale, Scarabeo e Tedeschi in attesa della pronuncia del Tar Molise

“Spetta al Tar decidere se tutta questa strana storia sia legittima o no, e pertanto sarebbe il minimo sperare che il Consiglio regionale sospenda prudenzialmente i lavori fino alla imminente decisione cautelare. Se non per noi, almeno per rispetto del Giudice”. Così i Consiglieri regionali Massimiliano Scarabeo ed Antonio Tedeschi, esclusi dall’Assise regionale di Palazzo D’Aimmo a causa del decreto di azzeramento della Giunta del Presidente Toma, che ha comportato il ritorno degli ex Assessori in aula quali Consiglieri regionali. La camera di consiglio del Tar Molise è attesa per le ore 17 di oggi, martedì 21 aprile.

“Non c’è bisogno di aspettare nessuna sentenza, invece – continuano i Consiglieri –, per esprimere un giudizio politico. Comunque la si pensi e in qualsiasi parte politica ci si collochi, destra sinistra o M5S, nemmeno nei fumetti horror sarebbe concepibile assistere a un Consiglio regionale che:

  1. vota il Bilancio con la partecipazione degli stessi Assessori che lo hanno approvato in Giunta; assessori che nonostante la revoca restano tali in regime di prorogatio, e quindi sono incompatibili con la funzione di consiglieri;
  2. Opera senza la Giunta, anzi con una Giunta composta dal Presidente e dal suo segretario personale, Tiberio, nominato per fare da “ponte” nelle more dell’abrogazione della legge elettorale (“se mi serve la Giunta, ho la Giunta” Toma, Teleregione, 20/4/2020);
  3. Cambia le regole del gioco a partita in corsa, modificando la legge elettorale ‘dopo’ le elezioni e quindi modificando l’espressione del voto;
  4. Abrogando la legge regionale, sottrae al Tar il potere giurisdizionale di decidere, rimanendo solo la possibilità di un intervento della Corte Costituzionale, con i tempi che conosciamo;
  5. Il tutto, nelle more della pronuncia cautelare del Presidente del Tar Molise che rischia di essere vanificata se vanno avanti e non si fermano.

Poteva Micone, con un atto monocratico, estrometterci prima’ancora che il Consiglio, a cui la legge attribuisce il relativo potere, si pronunciasse? Questi sono i punti salienti della vicenda, affinché ciascuno si possa fare un’opinione.

Nel frattempo, comunichiamo di aver conferito mandato ai nostri Avvocati Pino Ruta, Margherita Zezza e Massimo Romano di valutare i presupposti per una segnalazione al Presidente della Repubblica ai sensi dell’art. 126, co. 1, della Costituzione, a mente del quale “Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge”.”

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