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Perché è necessaria la firma del Ministro dell’Ambiente

La solita cabina di regia, di stampo burocratico, non molla la presa sul Comprensorio matesino, continuando a proporre interventi anacronistici nell’ambito dell’istituito Parco Nazionale. In effetti, la suindicata corporazione, dopo aver sostenuto, in ogni sede, la necessità di collocare le indefinibili palificazioni eoliche sul Matese meridionale, sta aspettando il nulla osta per la ridefinizione degli impianti dei rifiuti a Sassinoro e Casalduni. Orbene, neppure l’emergenza economica, sanitaria e produttiva causata dal Covid-19 è riuscita ad accantonare le programmazioni negative, sempre più legate alle logiche nostalgiche della cosiddetta civiltà dei consumi. Non sono stati accolti anche gli appelli e gli studi delle associazioni ambientaliste, tendenti alla salvaguardia territoriale di un Comprensorio prezioso dal punto di vista ambientale e produttivo.

Allo stesso tempo, non è stata analizzata la posizione della Regione Molise che, grazie alle mozioni consiliari del Partito Democratico e del Movimento Cinque Stelle, ha sottolineato, attraverso un deliberato chiaro e lungimirante, la valenza economica del Parco Nazionale del Matese. Un atto deliberativo importante che, recependo le istanze legittime dei proponenti, ha ottenuto il pieno sostegno da parte sia delle forze moderate di centrodestra, sia della Consulta associativa. Quest’ultima realtà territoriale ha più volte ribadito la necessità di dare avvio, in tempi brevi, all’Ente Parco, anche sulla base della documentazione scientifica fornita dai tecnici dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Contrariando quanto innanzi, alcune componenti extraterritoriali continuano a perseguire l’obiettivo di deprezzare l’area matesina, malgrado la vigenza della legge istitutiva del Parco Nazionale.

A questo punto, le forze politiche ed associative degli ambiti matesini attendono l’apposizione della definitiva firma ministeriale. Diversamente, la realtà economica dei Comuni del Matese rischia di essere travolta non solo dalla preoccupante pandemia virale del coronavirus, ma anche e soprattutto dalla dequalificante programmazione burocratica di matrice improduttiva. Alla luce di quanto innanzi, non sono sostenibili, sotto ogni aspetto, i due impianti per il trattamento dei rifiuti nel Sannio, anche per i seguenti motivi: a) perché l’impianto, da attivare nel Comune di Sassinoro, si verrebbe a trovare a poca distanza dall’invaso di Campolattaro e dalla interessante area archeologica di Saepinum; b) perché l’ulteriore impiantistica, prevista nel Comune di Casalduni, sarebbe in netto contrasto con la viticoltura sannita imperniata sulla ulteriore valorizzazione della Falanghina e dell’Aglianico. Bene ha fatto, perciò, il deputato del Movimento Cinque Stelle Pasquale Maglione, eletto nella circoscrizione di Benevento, a prendere posizione contro le suindicate programmazioni. Tale presa di posizione fa seguito, peraltro, al ricorso depositato, dal sindaco di Sassinoro, Pasqualino Cusano, presso il Tribunale Amministrativo della Campania.

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