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Emergenza sanitaria, anche Iorio dice basta

“La gestione dell’emergenza dal punto di vista sanitario è sbagliata: si cambi strada o chiederò un Consiglio urgentissimo”. Sono le parole dell’ex Governatore della Regione Molise, Michele Iorio, in merito all’inattività da parte degli organi preposti sull’emergenza Coronavirus.

“Dicessero chiaro e tondo se con questa gestione la loro intenzione è di chiudere tutta la sanità pubblica del Molise. A volte riconoscere qualche errore consente di essere più utile alla comunità anche in una situazione di emergenza dove, superata la primissima fase dovuta a scelte più estemporanee che meditate, non è possibile legarsi indissolubilmente alla difesa di un piano dell’emergenza che alla prova dei fatti è manifestamente inadeguato e, direi anche, sbagliato. Dopo le chiamate da parte di tanti sindaci del Molise – spiega Iorio -, è chiaro che la preoccupazione è diffusa anche dopo l’emergenza a Pozzilli e occorre chiarezza. Osserviamo una regione, il Molise, di 300mila abitanti che possiede 7 strutture ospedaliere pubbliche. Certo, diversamente organizzate per effetto dell’ultimo Piano Operativo vigente, ma pur sempre 7. Di queste sette, una struttura, e cioè l’ospedale Cardarelli, è dichiaratamente hub cioè l’unico ospedale regionale a più alta complessità e specializzazione che garantisce tutte le emergenze comprese quelle tempo dipendenti per tutti i molisani. E qual è l’ospedale individuato come centro Covid in Molise? Il Cardarelli di Campobasso dove la rianimazione per i pazienti normali è già chiusa perché destinata ai pazienti Covid. Come si attua oggi una emergenza tempo dipendente presso il Cardarelli? Chi ne risponde?”

Il Consigliere regionale si chiede: “ma è possibile che si debba correre il rischio, molto probabile, che per la scelta di individuare questo unico ospedale come centro Covid si rischia di chiuderlo agli altri servizi senza preoccuparsi, quanto meno, di organizzare alternativamente negli altri ospedali molisani gli stessi servizi? Compresa l’emergenza salvavita. E’ ancora possibile invertire la rotta individuando una o due strutture (Larino e Venafro) esclusivamente per il Covid liberando il Cardarelli. Ma, se per cocciutaggine si dovesse ritenere che non è più possibile tornare indietro, si organizzino allora gli altri ospedali per l’attività ordinaria e per l’emergenza. Non a chiacchiere, ma spostando il personale del Cardarelli negli altri ospedali e utilizzando al meglio le altre strutture. Si organizzi tutto, sia l’emergenza Covid che tutti i servizi sanitari non Covid che non sono scomparsi nel nulla”.

“In definitiva – chiosa Iorio – ad oggi oltre che aver utilizzato, senza tanti sforzi, la soluzione più a portata di mano come se a livello sanitario esistesse solo il Cardarelli su tutto il Molise, con rispetto parlando per chi ha assunto le decisioni, se nella prossima riunione con i consiglieri, in programma per martedì 24 marzo, non ci saranno risposte adeguate e convincenti, chiederò insieme ai consiglieri disponibili una convocazione urgentissima del Consiglio regionale per le decisioni del caso”.

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