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Daspo preventivo a tifoso campobassano, Curva Nord: “Cercato agnello sacrificale”

E’ di pochi giorni fa la notizia che ha creato incredulità e sgomento negli ambienti del tifo organizzato campobassano ed, in generale, in tutta la città. Una brutta notizia che arriva in un momento d’oro per il calcio del capoluogo, in piena corsa al primato della classifica con conseguente promozione in Lega Pro e dunque il ritorno di diverse migliaia di tifosi allo stadio, nel quale da svariato tempo non si registrano comportamenti scorretti da parte di tutta la tifoseria della Curva Nord, specialmente quella organizzata. La prescrizione, che ha lasciato diversi frequentatori dello stadio a bocca aperta, è quella del DASPO (cioè il divieto di accedere agli impianti sportivi durante gli incontri di calcio, ndr) comminato ad un giovane tifoso rossoblù, per anni 5, con l’obbligo di presentarsi presso la Questura di Campobasso quindici minuti prima e quindici minuti prima della fine di ogni partita agonistica o amichevole, che la squadra ‘SSD Città di Campobasso’ disputerà a qualsiasi livello.

Il provvedimento, emesso allo scopo di contrastare il fenomeno della violenza nell’ambito delle manifestazioni sportive, è stato adottato in quanto il tifoso avrebbe “preso parte attiva a momenti di criticità riconducibili ad episodi di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, in alcune partite casalinghe disputate dalla S.S. Campobasso Calcio in questa stagione agonistica”, una motivazione assolutamente generica che non tiene conto di nessuna fattispecie precisa, comminata con il solo intento di continuare una repressione ingiustificata del fenomeno ultras a livello locale e nazionale, oltre che colpire una persona in particolare. La giurisprudenza, infatti, ha evidenziato in diverse occasioni che il DASPO non ha carattere preventivo ma repressivo di comportamenti che non devono essere solo temuti, ma devono essersi in fatto verificati. Comportamenti che in questo caso, non ci sarebbero stati.

A tal proposito, proprio per l’assurdità della vicenda, nella giornata di ieri sono stati affissi degli striscioni in città che contestano il provvedimento. Queste le parole della Curva Nord: “[…] mentre tutta Italia è in emergenza, tutti gli esercizi commerciali sono chiusi, tutto è bloccato, la questura di Campobasso, che evidentemente ha poco da fare, ha ben pensato di emanare un daspo di 5 anni con firma, per un petardo esploso in curva. Ma la cosa che più fa rabbia è che la persona colpita è totalmente estranea ai fatti. Come spesso accade, invece di fare le dovute indagini, hanno semplicemente cercato l’agnello sacrificale che facesse al caso loro. Aspettiamo con ansia le prove di questa accusa […]”.

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