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Parco Nazionale del Matese: per la difesa anche delle somme stanziate

L’istituito Parco Nazionale del Matese, in quanto custode di un ricco e variegato Comprensorio territoriale, non può rimanere ai margini della programmazione nazionale ed interregionale, anche perché le recenti misure ministeriali puntano a diversificare la crescita della realtà italiana sul piano sia di una moderna e produttiva visione policentrica, sia della salvaguardia civile ed ambientale degli ambiti sociali. Oltretutto, la vera dinamica europeista tende ad armonizzare i confronti intersettoriali dell’economia sostenibile, riconsegnando all’agricoltura di qualità la giusta dignità. Stando così i fatti, la Consulta del Matese, ad impulso del Presidente Vincenzo D’Andrea, ha sensibilizzato tutti gli attori politici, ricordando che il Parco Nazionale del Matese è stato istituito con la legge finanziaria del 2017. Tale storico risultato è stato reso possibile, ad onor del vero, dall’impegno fattivo e lungimirante della classe dirigente molisana, in comunione d’intenti con la dirigenza nazionale di Legambiente. La precisata azione si è incrociata, poi, con la qualificata adesione al programma operativo delle sezioni molisane di Italia Nostra, del WWF e delle altre associazioni matesine. L’Ente territoriale è stato, perciò, fortemente considerato dal Governo che, nel Bilancio dello Stato ha appostato una dotazione finanziaria di 300 mila euro per il 2018 e 2 milioni di euro a partire dal 2019. Ordunque, è giunto il momento di offrire agli abitanti del Matese sannita, uniti dalla obiettiva perimetrazione predisposta dall’I.S.P.R.A., un vero programma di crescita, capace di sconfiggere la malsana politica dello spopolamento.

Riceviamo e pubblichiamo

Ai Sigg.ri Onorevoli rappresentanti parlamentari

Onorevoli consiglieri regionali delle Province di Benevento, Campobasso, Caserta, Isernia Oggetto: Parco Nazionale del Matese.

E’ certamente a conoscenza delle SS.LL. che con Legge n.205 del 27 dicembre 2017, art.1 commi 1116,1117,1118, è stato istituito il Parco Nazionale del Matese. La legge 394 del 1991, nel disciplinare l’iter attuativo, richiede l’emanazione del decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Ambiente, sentite le regioni. A tutt’oggi, non essendo intervenuta la decretazione prevista, il Parco Nazionale del Matese non è stato ancora costituito, vanificando anche gli stanziamenti previsti dalla citata legge 205/2017 per gli anni 2018 e 2019. Si forniscono brevi cenni su quanto emerso in lavori parlamentari (cfr. ad esempio Senato DDL 1776) relativamente alla estrema rilevanza del Matese sul piano ambientale, paesaggistico, culturale: “…sotto il profilo naturalistico, il Matese è caratterizzato da una straordinaria varietà, in particolare per gli aspetti botanici e vegetazionali. Il suo valore naturalistico–ambientale, già evidenziato dagli studi e dalle ricerche di scienziati, naturalisti, geografi, geologi nel corso degli ultimi due secoli, è stato definitivamente «sancito» dall’individuazione di quattro aree della Rete Natura 2000 dell’Unione europea ai sensi delle direttive 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, e 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali. …

Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nel Piano nazionale per la biodiversità, individua il Matese come area prioritaria per la conservazione della biodiversità…

La sua natura calcarea, rende il Matese anche una delle maggiori riserve di acqua di tutto l’Appennino…

In estrema sintesi, dal punto di vista naturalistico – geografico il Matese rappresenta uno snodo cruciale dell’intera dorsale appenninica. Ai pregi naturalistici il Matese affianca valori storici e culturali che ne fanno un simbolo di questa parte d’Italia.
Le sue ricchezze hanno permesso la formazione di comunità umane stabili già in epoche preistoriche… e in epoca antica è stato il perno attorno al quale si è costruita l’identità dei popoli Sanniti (Pentri, Caudini), che ne fecero il cuore del loro territorio”.
Anche per quanto acclarato sia nei lavori parlamentari riguardanti la riforma della legge quadro sulle Aree Protette, sia nel più recente dibattito mondiale relativo alla salvaguardia dell’ambiente, è indubbio ormai che la tutela delle valenze ambientali costituisca anche un’opportunità di contrasto allo spopolamento che ormai devasta l’intero Appennino, ed in particolare quello meridionale, ed una possibilità di sviluppo ecosostenibile che consenta alle comunità che da sempre abitano quei luoghi di rimanervi e di preservare e sviluppare quelle attività essenziali anche ad un corretto equilibrio fra “polpa ed osso”, fascia costiera e zone interne. Per quanto sopra esposto, la “Consulta del Matese” – che riunisce più di 70 associazioni territoriali nelle 4 Province interessate, come riportate nell’elenco allegato – richiede alle SSLL di attivarsi nei rispettivi ruoli, per: ➢Porre fine ai ritardi e alle inerzie che stanno caratterizzando l’iter attuativo del Parco Nazionale del Matese ➢ Assicurare che l’istituzione del Parco Nazionale resti obiettivo prioritario di sviluppo dell’area interessata, sottraendo le pur opportune fasi di approfondimento e partecipazione a logiche elettoralistiche e campanilistiche. In tal senso riteniamo che le recenti determinazioni della Giunta Regionale del Molise, relative alla perimetrazione, abbiano del tutto disatteso le aspettative delle Comunità interessate e fatto prevalere logiche corporative e settoriali a discapito delle reali valenze ambientali puntualmente stimate dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Sul versante campano, c’è da registrare come aspetto di parziale attività, la consultazione da parte della Regione Campania dei soli comuni ricadenti nel Parco Regionale del Matese (soppresso preliminarmente al DPR di costituzione del PNM), escludendo i nuovi comuni che entreranno nel Parco Nazionale. Ciò ha distorto il processo informativo e costitutivo della futura Comunità del Parco ed incoraggia la marginalizzazione di una parte dei territori, inequivocabilmente matesini, di alto pregio ambientale. Ad oggi la Regione Campania non risulta essersi espressa con pareri e proposte inequivocabili in merito alla propria idea di perimetrazione, zonazione e suggerimenti sulle norme provvisorie di salvaguardia. ➢ Agire in ogni sede affinché
l’istituzione del Parco Nazionale venga vissuta dal territorio con logiche inclusive e come occasione di sviluppo; in tal senso le “norme di salvaguardia” dovranno da subito interagire con le specificità territoriali: auspicando l’adozione del Piano del Parco, l’integrazione delle regole fra i Comuni che ne faranno parte e la repressione degli abusi, la concertazione dei vari strumenti legislativi (contratti laghi e fiumi, strategia nazionale aree interne, legge piccoli comuni) che potrebbero essere fattori di successo di una progettualità che consentirà a queste “aree interne” di uscire dall’emarginazione e di divenire protagoniste del proprio futuro.

San Potito Sannitico, 11 gennaio 2020

Il Presidente della Consulta del Matese

Dr. Vincenzo d’Andrea

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