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E’ tempo di Appennino

La realtà regionale del Molise, in armonia territoriale con la vasta galassia sociale, economica e culturale dell’Appennino sannita, rischia di assistere all’ennesima commedia politica sul futuro istituzionale del Matese. In tal senso, sta destando interesse nell’opinione pubblica la posizione vigile delle associazioni nazionali, fra cui Legambiente Molise ed Italia Nostra, onde la fissata, urgente riunione a Bojano della Consulta. Ciononostante, le componenti reazionarie si stanno coalizzando, in spregio sia alla norma istitutiva del Parco Nazionale, sia alla qualificante perimetrazione comprensoriale presentata dai tecnici ministeriali dell’I.S.P.R.A., al fine di sabotare cinicamente lo storico cammino dell’autonomia molisana.

Nel pensiero dei suindicati politici, il Massiccio del Matese dovrebbe continuare a pagare ogni forma di dazio ai maestri della dominazione territoriale, facendo fallire l’attuale occasione ambientale, che, di fatto, offre alle popolazioni del Sannio Molisano la possibilità di rideterminare un ulteriore sviluppo civile. Tale fallimento, ricercato da menti egoistiche, aprirebbe le porte ad una nuova e dirompente emigrazione giovanile dal Meridione d’Italia. Il Parco Nazionale, invece, rappresenta, in forma libera e partecipata, un vero e proprio argine allo spopolamento demografico delle Aree Interne, anche alla luce della recente normativa sulle Zone Economiche Ambientali, diretta a fissare, oltre che una sacrosanta fiscalità di vantaggio per i coraggiosi residenti dei Borghi appenninici, l’effettiva rinascita produttiva dei comparti economici, sempre più legati al valore incontrovertibile dell’agricoltura di qualità. La riscoperta, inoltre, dell’equilibrio naturale, ampiamente garantito dalla evidente rete degli ecosistemi naturalistici, favorirà la nascita di nuove professionalità in chiave turistica. Gli stessi settori merceologici sperimenteranno, sulla base di quanto avvenuto negli avanzati comprensori nazionali ed europei, nuove forme di partenariato imprenditoriale, sia con le Cooperative di Comunità, sia attraverso l’elaborazione innovativa di lungimiranti sistemi digitalizzati. Purtroppo, la politica di stampo filocampano, quella che fonda la propria forza elettorale sulla conservazione miserevole dell’esistente, è salita nuovamente in cattedra, trovando, al di là di ogni confine territoriale, nuovi e vecchi scolari fra i nostalgici di professione. Stando così le cose, la politica nazionale ha il dovere morale, applicando la legge, di evitare la morte civile ed economica di un tessuto policentrico unico nella sua dimensione ambientale e valoriale. A sua volta, il Molise migliore deve, in comunione d’intenti con gli altri territori dell’Appennino centro-meridionale, pretendere il rispetto del proprio ruolo regionale, così onorando la plurimillenaria Civiltà Sannitica.

Incredibile! Documento del Movimento Sannio Unito
Telesia, presidio militare romano quando Silla guidava le armate contro il Sannio; città fascista voluta da Starace; centro campano cresciuto durante il regime partitocratico; voce silenziosa mentre, con i pali eolici, veniva trafitta la Montagna Sacra dei Padri Sanniti; toh, si è offerta (come il famoso cavallo?) al Parco Nazionale del Matese!

Guardia Sanframondi, 28 dicembre 2019
Avv. Luigi Rotondi

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