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La Consulta del Matese scrive al Ministro dell’Ambiente

L’ambientalismo sannita sta animando il dibattito civile sia sull’ampio versante molisano, che nell’ambito della contigua provincia di Benevento. I temi sul tappeto, molteplici e complessi, stanno sensibilizzando, infatti, le istituzioni politiche e sociali. In tal senso, la Consulta del Matese, recependo le legittime istanze del Comitato regionale di Legambiente Molise, dell’istituenda sezione di Italia Nostra Tammaro, dell’associazione scientifica Sigea, del Comitato direttivo del Cai Molise, dell’associazione Falco Bojano, del gruppo dirigente del Wwf Molise, nonché dell’associazione territorialista Togo Bozzi, ha inviato una missiva al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, diretta ad articolare un confronto urgente sull’applicazione della legge istitutiva del Parco Nazionale.

Il documento, condiviso da tutte le associazioni matesine, tra cui le organizzazioni volontaristiche dell’area piedimontese, ha rappresentato un atto democratico significativo, capace di evidenziare, anche alle giunte regionali campane e molisane, l’esigenza di non perdere ulteriori opportunità finanziarie, programmatiche e sociali destinate ai contesti comprensoriali. Allo stesso tempo, è proseguita l’opera della Sezione di Italia Nostra Molise che, oltre a promuovere sensibilmente la Cultura del Paesaggio molisano, ha focalizzato l’attenzione sulla necessaria valorizzazione del Tartufo Pentro, in quanto straordinario elemento identitario. Di riflesso, non sono mancati gli approfondimenti archeologici dell’associazione Cuore Sannita, come pure i numerosi programmi naturalistici, sportivi ed escursionistici delle qualificate associazioni locali. Un turbinio di progetti solidaristici, chiaramente a costo zero per l’erario, che meritano, sulla base degli studi perimetrali presentati dall’I.S.P.R.A., il via libera dalle istituzioni regionali e nazionali, affinché le popolazioni matesine possano valorizzare, finalmente, i propri prodotti agricoli, in uno ai patrimoni storici, artistici e culturali dell’antico Tifernus, atteso che il Parlamento della Repubblica, con la legge di Bilancio del 2017, ha istituito e finanziato sia l’organismo interregionale del Matese, sia il nuovo Ente territoriale di Portofino. A tal fine le popolazioni liguri hanno, fermamente, condannato la melina politica regionale, sottolineando che il valore economico e sociale dell’atto legislativo nazionale non va deprezzato. Anche in tale ottica, il Comitato scientifico di Legambiente Molise ha promosso, in armonia con l’Università degli Studi del capoluogo murattiano, una giornata di studio sull’importanza sostenibile della risorsa idrica regionale.

Tale confronto tematico si terrà il prossimo 17 dicembre presso l’ateneo molisano, al fine di tratteggiare il cambiamento climatico dal punto di vista scientifico. In effetti, le forti ed incostanti piovosità del futuro determineranno da un lato l’acuirsi del ruscellamento, con le consequenziali criticità idrogeologiche, dall’altro la diminuzione della risorsa destinata alla ricarica delle riserve idriche sotterranee. Per tali ragioni, il prezioso bacino idrografico del Matese rappresenterà una grande risorsa per l’intero territorio e sarà l’architrave sostenibile per la territorialità agricola sannita. Forte di tutto quanto innanzi, il Parco Nazionale del Matese costituirà un vero e proprio argine al degrado contemporaneo.

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