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Lo smascheramento del federalismo fiscale

Un incontro, quello tenutosi nei giorni scorsi a Campobasso, che ha smascherato l’artificioso compromesso politico posto a base del cosiddetto federalismo fiscale. Si tratta, infatti, di un vero e proprio meccanismo che permette alle territorialità forti dell’Italia settentrionale di crescere, ulteriormente, in danno dell’Italia meridionale e delle stesse territorialità disagiate che non mancano nel profondo nord. E’ dunque un compromesso politico contrario allo spirito della Carta costituzionale italiana, che tutela la crescita economica, culturale e sociale di ogni territorio in maniera equilibrata, al fine di salvaguardare l’unità nazionale che, come si sa, affonda le radici risorgimentali in un quadro territoriale complesso, poliedrico e policentrico. Anche perché l’Europa non può giustificare l’esistenza di uno Stato fondatore sempre più diviso tra un Nord ricco ed un Sud poverissimo, né può consentire ulteriori balcanizzazioni, basate sul principio del primato della forza sulla ragione.

Alla luce di quanto innanzi, il principio solidaristico contenuto nella perequazione, chiaramente fissato nella Carta costituzionale, va fortemente sostenuto onde evitare lo svuotamento del principio stesso attraverso un’impostazione di tipo fiscale e ragionieristico. Conseguentemente, i servizi pubblici non possono mancare, come è accaduto finora, sui territori disagiati, anche del settentrione, trattandosi di servizi essenziali senza i quali le aree suddette sono destinate a spopolarsi sempre di più. Sta di fatto che, attraverso il compromesso suindicato, i servizi pubblici sono stati inquadrati nell’alveo dei cosiddetti “fabbisogni standard”, per cui se in un Comune mancano per esempio gli asili nido, le mense scolastiche, i trasporti pubblici, il contributo assegnato è pari a zero! Contro siffatta impostazione reazionaria è stata alzata la voce durante l’incontro molisano, ideato e coordinato da Micaela Fanelli, nella qualità di dirigente nazionale dell’Associazione dei Comuni Italiani.

Durante i lavori, è stato fatto il punto sia sul ricorso amministrativo pendente dinanzi al Tar del Lazio, sia sulle positive novità contenute nel Decreto Fiscale, da poco pubblicato in Gazzetta. Da par suo, il giornalista economico Marco Esposito, autore del libro “Zero al Sud”, ha tratteggiato gli aspetti contraddittori e controproducenti dell’inaccettabile politica nordista. Lo scrittore Pino Aprile, altresì, si è intrattenuto sulla problematica meridionalista. L’avvocato Salvatore Di Pardo, apprezzando l’impegno coerente di Micaela Fanelli, anche nella funzione di Consigliere regionale, ha chiarito, a sua volta, gli elementi tecnici fissati nel ricorso amministrativo. L’iniziativa legale, ha proseguito detto amministrativista, è stata posta in essere a seguito delle decisioni assunte dal Governo precedente. Non sono mancati gli interventi di Roberto Gravina e Giacomo D’Apollonio, rispettivamente sindaci di Campobasso ed Isernia. Alla fine, il sindaco di Jelsi, Salvatore D’Amico, ha rimarcato l’importanza sociale e culturale dei “Piccoli Comuni” che, ad ogni buona ragione, formano la colonna vertebrale dell’Appennino centro-meridionale. In definitiva, il confronto molisano ha segnato un punto di svolta per una vera politica territorialista.

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