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Diversità vegetali autoctone a rischio estinzione, ecco la proposta di legge per tutelarle

I Consiglieri regionali Fanelli, Facciolla, Matteo, Manzo, Di Lucente, Romagnuolo A., Micone e Primiani hanno presentato una proposta di legge regionale (contraddistinta con il numero 100) dal titolo: “Tutela, Conservazione e Valorizzazione della Diversità Vegetale del Territorio Molisano”. La proposta di legge, nel riconoscere l’importanza dell’ambiente naturale quale valore universale attuale e futuro, mira alla sua conservazione anche mediante la tutela e la valorizzazione delle diversità vegetali autoctone a rischio estinzione.

La proposta legislativa, si legge nella relazione illustrativa, vuole in tal senso far propri gli obiettivi della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, ratificata dalla Conferenza internazionale su ambiente e sviluppo tenuta a Rio de Janeiro nel 1992. Convenzione sulla quale sono allineate le strategie dell’Unione Europea, e che l’Italia ha ratificato nel 1994. L’articolato dell’iniziativa propositiva prevede poi che i Giardini, gli Orti Botanici, gli Erbari, le banche del Germoplasma e i vivai pubblici, siano riconosciuti quali rete per la tutela, la conservazione e la valorizzazione della diversità regionale molisana. Nodo primario di tale rete, è lo storico Giardino della Flora Appenninica di Capracotta, che persegue, appunto, le finalità di conservazione, di educazione e di ricerca delle specie vegetali autoctone a rischio estinzione, in particolare a seguito della crisi climatica e dell’abbandono degli spazi rurali montani.

Previsto quindi che le strutture della rete siano gestite esclusivamente da enti pubblici, università, enti di ricerca, da associazioni ambientaliste (riconosciute ai sensi della l. 349/1986) o da privati, purchè appositamente convenzionati con gli enti gestori. Gli stessi soggetti componenti la rete rivestono dunque un ruolo di carattere didattico-divulgativo e possiedono un interesse prevalente di conservazione, ricerca e riproduzione delle specie vegetali, provvedendo alla coltivazione di specie spontanee della flora del Molise e di piante coltivate tradizionalmente e in via di estinzione. Uno specifico articolo della proposta di legge, infine, prevede che ai nodi della rete di conservazione, sulla base di progetti e programmi specifici presentati, la Regione possa concedere contributi finalizzati a: ricerche di base e applicate da affidare a laureati in Scienze biologiche, ambientali, agrarie e forestali, naturali; acquisto di strutture, attrezzature e macchinari con esclusione degli automezzi; pubblicazioni didattiche e divulgative; manutenzione straordinaria di aiuole e infrastrutture.

La proposta di legge va ora all’esame della Commissione consiliare competente che sarà chiamata ad esprimere il parere di rito, per poi giungere all’attenzione del Consiglio regionale per le determinazioni finali.

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