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Il Molise anticipa il futuro

L’associazionismo molisano, in linea con quanto argomentato dalle forze territoriali e democratiche, continua a richiamare l’attenzione della classe dirigente regionale sul tema della qualità della vita. Il Molise, infatti, pur rappresentando un originale modello sociale per la nuova politica ambientale, rischia di subire, in modo diretto ed indiretto, le stravolgenti programmazioni dei contesti territoriali limitrofi.

Un esempio di questa paradossale antitesi è rappresentato dalla piana di Venafro, atteso che la stessa merita un’attenta e costante osservazione ambientale, affinché quanto sottoscritto dagli Enti locali possa salvaguardare e valorizzare una delle porte d’ingresso sia alla realtà regionale, sia al Parco Nazionale del Matese. In effetti, si tratta di armonizzare il settore produttivo della piccola e media impresa con la lungimirante sostenibilità dell’economia circolare. Tale cambiamento potrà determinare, attraverso l’applicazione del principio normativo posto alla base della rinaturalizzazione ambientale, un futuro di qualità per le giovani generazioni. Alla luce di quanto innanzi, Manuela Cardarelli, nella qualità di Presidente del Circolo di Legambiente Molise, ha condiviso la sottoscrizione intervenuta tra ASReM, Comune di Venafro ed Istituto di Fisiologia clinica del CNR di Pisa, riguardante specificamente lo studio epidemiologico nell’area predetta. La Convenzione è un passo diretto, ha proseguito la Cardarelli, per porre fine all’incertezza di ogni tipo. In questo senso, la Presidente di Legambiente Molise ha concluso dicendo che la piana di Venafro coglierà finalmente la chance offerta dall’inserimento dell’area, grazie ai suoi caratteristici tratti naturalistici, nel recente ambito perimetrale del Parco Nazionale.

Un altro tema di particolare interesse ambientale è quello riguardante il discusso metanodotto Larino-Chieti. Sostanzialmente, il Consiglio regionale del Molise ha accolto la mozione presentata da Micaela Fanelli, nella qualità di capogruppo del Partito Democratico, nonché dalla consigliera Aida Romagnuolo, non più in linea con la maggioranza di centrodestra. L’atto consiliare, dopo una lunga discussione assembleare, ha impegnato il Presidente Daniele Toma, il quale dovrà assumere tutte le iniziative opportune atte a verificare la sospensione dei controversi lavori. In effetti, i Consiglieri molisani hanno sottolineato chiaramente l’esigenza di rimodulare, nell’ambito del comprensorio frentano, il tracciato in itinere, al fine di salvaguardare l’habitat produttivo ed ambientale. Nel contempo, le forze politiche regionali hanno chiesto il coinvolgimento operativo sia del Ministero dell’Ambiente, sia della Regione Abruzzo. Azioni necessarie ed indispensabili, ha confermato la Fanelli, dal momento che il tracciato attraversa 16 siti di interesse comunitario, nonché una zona di protezione speciale, non disgiunta dall’area archeologica di Montenero di Bisaccia. Per tali ragioni, la consigliera del Partito Democratico ha sollecitato un ulteriore momento di approfondimento, anche alla luce della forte sismicità riguardante l’area interessata. Conseguentemente, le rappresentanze politiche, nel rispetto del deliberato assembleare, valuteranno attentamente l’evoluzione della spinosa vicenda.

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