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A Bojano “Canoe in concerto”, l’iniziativa itinerante lungo il torrente Calderari

Chitarra classica ed elettrica, percussioni, voce, lumini a delimitare il percorso. Artisti in canoa e gruppi musicali dislocati sui diversi ponti, lungo il torrente Calderari, nel cuore della città di Bojano, un promotore culturale a illustrare le peculiarità della strada lastricata romana di dimensioni eccezionali rinvenuta durante i lavori di sistemazione degli argini. Una novità assoluta, il Concerto itinerante in canoa presentato dalla spumeggiante Ileana Izzi, che si terrà a Bojano venerdì 23 agosto 2019 alle 21.00 partendo dal ponte di via Barcellona, nei pressi del supermercato Doc.

Eleganti, romantiche, avventurose, elettrizzanti. Le canoe sono divenute un segno distintivo dello scenario matesino, a punteggiare laghi e fiumi in uno scenario naturale indescrivibile. La musica è un altro dato caratterizzante della potente capitale dei Sanniti Pentri che si stende alle sorgenti del Biferno, all’ombra del massiccio del Matese. Insieme all’inventiva e al dinamismo, e ad un manipolo di 20 giovani in Servizio Civile. Nasce da questi ingredienti speciali “Canoe in Concerto, St Mary’s Springs”, la passeggiata musicale in canoa di “Turismo è Cultura”.

Al centro di Bojano, uno scenario romantico, un concerto insolito, che si snoda lungo i ponti del centro, per un breve tragitto, da seguire semplicemente a piedi. A Bojano c’è grande attesa per l’appuntamento inserito nel cartellone dell’Agosto bojanese di ViviBojano, soprattutto grande curiosità per un evento insolito, di forte impatto emozionale (la grafica è di Eliana Cappussi), che coinvolge numerosi artisti, che si sono prestati a fare da pionieri. Tra loro, Giampalerio “RYO” Arcari (chitarra e Voce), Fabio CASTRILLI (chitarra); Lorenzo Gasbarro (basso); Ilyas Larej (percussioni); Kaory RUGGERI (voce); Antonio Sassano (chitarra). Lo start è sul ponte lungo via Barcellona. Complice l’oscurità, il tremolio delle fiammelle, la bellezza e la bravura della presentatrice, inizierà qui il primo dei concerti che daranno avvio alle canoe, lente, bellissime, scintillanti, pronte a solcare le acque con il loro carico emozionale, di canti e musica. La prima tappa, ROMANS RUTE, presso l’Area dell’antica strada consolare romana. Sarà la dott.ssa Adriana Niro, operatore culturale, laureata in Lettere e Beni Culturali, ad illustrare le caratteristiche di questo incredibile manufatto , posto ad una profondità di circa tre metri e mezzo dall’attuale piano di calpestio, con una larghezza variabile che raggiunge i 14,70, corrispondenti a quasi 50 piedi, dimensioni eccezionali in ambito urbano se si pensa che a Roma, capitale dell’impero, oltre un milione di abitanti, solo poche vie erano ampie, tra 4,80 e 6,50 metri, mentre tutte le altre erano davvero strette.La direttrice del decumano rinvenuto a Bojano coincide con quella del tratturo Pescasseroli-Candela, sul cui tracciato sarebbe stata realizzata la via consolare Minucia, una vera “autostrada” dell’antichità che prese il nome dal console M. Minucio Rufo che la fece costruire nel 221 a.C.  Una brevissima conferenza, le famose “pillole culturali” alle quali ci ha abituato Mina Cappussi con Molise Noblesse e le “conferenze camminanti”, e si riparte, con il pubblico a seguire le canoe fino alla tappa EPIGONI, per il concerto sul ponte su corso Amatuzio. ENDING POP SUITE è il gran finale sul ponte in VIA FIUMICELLO, nei pressi di Pizziamo e D’Angelo.

“Abbiamo voluto sperimentare un modo di emozionare facendo musica che si fonda sull’elemento caratterizzante del territorio, l’acqua, grazie alla sinergia di Roberto Napolitano del Pentagramma, Pietro Mastrobuono Andrea Evangelista di Molise Avventura, confrontandoci con Maurizio Varriano di Borghi d’Eccellenza, Costantino Malatesta e Alfonso Perrella di ViviBojano, i giovani del progetto Turchese presso la sede UMDI. Suoni dell’Acqua – spiega Mina CAPPUSSI è un ciclo di 7 appuntamenti di promozione territoriale, paesaggistica e culturale con l’acqua come comune denominatore, che prevedono attività di coinvolgimento di giovani e adulti nella ripulitura di aree verdi e per la rivalutazione del Centro Storico. Fuoco, Terra, Aria, Acqua, i quattro elementi. L’acqua, in qualche modo, chiude il ciclo degli elementi. La sua natura è legata allo “spegnere”. Il fuoco “accende”, quindi metaforicamente apre un ciclo, mentre l’acqua lo chiude. E l’Acqua, associata tradizionalmente al femminile, ha una grande valenza esoterica: è la sorgente della vita, mezzo della rigenerazione. Dalla sorgente in cui nasce, giunge al mare, diventando prima torrente e poi fiume. Questo elemento scorre nelle profondità della Terra. Trapassa la materia oscura e densa, torna in superficie portando con sé energie segrete. Non a caso tramite l’Acqua si ha l’iniziazione primordiale, la purificazione rituale del battesimo. Il territorio matesino è caratterizzato da una sovrabbondante presenza di acque e alle sorgenti del Tifernus si fermò il bue dei Sabini guidati da Comio Castronio dando luogo alla fondazione di Bovaianom, potente capitale Sannita. Partiamo dall’acqua, dunque, bene prezioso della Terra di Molise, protagonista indiscussa della Grande Bellezza della regione, per trovare il filo conduttore di una serie di eventi, “Suoni dell’Acqua”, appunto, coniugandoli con uno sguardo contemporaneo legato alla musica, ai suoni della nostra terra”.

Per approfondire:

DECUMANO MASSIMO (Alessandro Cimmino)
ll nome Bovianum, che compare nei testi di molti storici greci e latini tra cui Cicerone, Appiano Alessandrino, Plinio il Vecchio, Silio Italico, Tito Livio, evoca la capitale di un popolo fiero e coraggioso: i Sanniti-Pentri, oppure l’importantissimo municipium romano ove Vespasiano inviò i veterani della XI legione Claudia. La strada, posta ad una profondità di circa metri 3,50 dall’attuale piano di calpestio, presenta una larghezza che varia da 9,50 a 9,90 metri (da 14,30 a 14,70 se si considerano anche i marciapiedi laterali, margines).Tali dimensioni – corrispondenti a quasi 50 piedi, l’unità di misura di lunghezza allora in uso – sono veramente eccezionali in ambito urbano; si pensi che a Roma, capitale dell’impero, città con più di un milione di abitanti, solo poche vie erano ampie – tra 4,80 a 6,50 metri – mentre tutte le altre erano piuttosto anguste. Il lastricato (summa crusta) è costituito da grosse basole di calcare, generalmente irregolari (non mancano, tuttavia, alcune di forma pressoché poligonale), accostate senza legante; le crepidini che delimitano la strada – costituite da un allineamento di blocchi parallelepipedi – presentano un’alzata di circa 18 centimetri; il marciapiede, nell’unico punto in cui è stato rimesso in luce, è largo metri 2,40 e non conserva tracce di pavimentazione. Il tratto scoperto ha orientamento NO-SE ed, inoltre, sembra collegarsi ad un altro pezzo di selciato (B) rinvenuto nel 1827 durante la costruzione del ponte Sant’Agostino, sull’attuale via Cavadini. La notizia è riportata da Crescenzo Gentile, in un manoscritto del 1925; egli localizza con precisione una pavimentazione stradale (larga 10,67 metri), un impianto fognante che discendeva dall’abitato e degli enormi blocchi di pietra «tagliati a grandi archi», pertinenti forse ad una porta urbana (su questi considerevoli reperti non venne esercitato alcun tipo di tutela e furono, senz’altro, interrati di nuovo). Risulterebbe, quindi, individuato un altro asse longitudinale (6) posto a circa 120 metri da corso dei Pentri, così da far supporre l’esistenza di una strada intermedia (5) tra i due. Viste le dimensioni imponenti del lastricato portato alla luce, dovrebbe trattarsi di un frammento del decumanus maximus.La direttrice del decumano rinvenuto a Bojano coincide con quella del tratturo Pescasseroli-Candela, sul cui tracciato sarebbe stata realizzata la via consolare Minucia, una vera “autostrada” dell’antichità che prese il nome dal console M. Minucio Rufo e che fu costruita a partire dal 221 a.C.

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