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I molisani vogliono salvaguardare la biodiversità dell’antica terra dei sanniti

In Molise sta crescendo l’attenzione civica verso la straordinaria biodiversità dell’antica terra dei sanniti. Una vera e propria miniera ambientale che, simboleggiando il carattere distintivo dell’Appennino centro-meridionale, può determinare, secondo molti, la rigenerazione sostenibile del patrimonio naturalistico regionale. Un unicum di qualità che, oltre a riproporre al viandante consapevole tutti i profumi, saperi e sapori di una cultura plurimillenaria, testimonia il messaggio morale delle popolazioni italiche.

In linea con i tempi, la Consulta del Matese di Bojano ha recentemente riaffermato l’importanza del Parco Nazionale per le terre appenniniche, anche alla luce della nuova programmazione europea. Opportunamente, il Circolo regionale di Legambiente ha tratteggiato, in occasione del passaggio di Goletta dei Laghi, il valore ecosistemico della risorsa idrica molisana, capace di placare la sete della costiera campana. Sul tema non sono mancate posizioni condivise, sia sul piano del confronto politico attraverso l’impegno diretto dei Consiglieri regionali Angelo Primiani, Fabio De Chirico, Vincenzo Niro, Vittorino Facciolla e Micaela Fanelli, sia sotto l’aspetto territoriale per quanto riguarda l’ampio orizzonte degli Enti locali molisani. Il mondo del domani, infatti, dovrà fare necessariamente i conti con le risorse ecosostenibili, al fine di armonizzare un nuovo modello di sviluppo, incentrato, sempre di più, sul valore paesaggistico e produttivo dell’economia circolare. In questo clima di libero e propositivo dialogo, il PD molisano ha recentemente formulato una dettagliata proposta di legge, capace di valorizzare e tutelare i preziosi bacini lacustri. Si tratta, infatti, di uno strumento normativo importante che mira ad articolare una funzione dinamica dell’elemento idrico, attraverso il rispetto sia delle acque superficiali, sia dei canali idrici sotterranei di qualità.

Il Matese rappresenta, per esempio, un vero e proprio giacimento idrografico di alta qualità, nonché un comprensorio ricco di numerose e significative attività agroalimentari. Con le acque, adeguatamente orientate, si potrà affrontare, in termini infrastrutturali, il problema della carenza idrica che assilla le popolazioni costiere. Un compito non semplice che potrà essere risolto, secondo il responsabile Dem del settore ambiente Antonio Tomassone, attraverso la creazione di un efficiente sistema dei Contratti di Lago, quali strumenti di promozione concreta dello sviluppo territoriale. Il paesaggio ecosistemico dell’antica terra dei Sanniti, infatti, consentirà la valorizzazione turistica, commerciale e produttiva del Molise, non disgiunta dall’utilizzazione sostenibile dell’acqua, anche alla luce della nuova ingegneria naturalistica. Pertanto, la nuova programmazione potrebbe rappresentare un’occasione storica per la dimensione territoriale molisana.

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