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Sblocca Cantieri nei paesi del sisma 2018, le precisazioni del Sottosegretario Crimi

Non si è fatta attendere la precisazione del Movimento 5 Stelle molisano alle affermazioni del sindaco di Larino Pino Puchetti in merito alle misure previste nel decreto “Sblocca Cantieri” per le aree colpite da sisma nel 2018. Infatti in una nota congiunta i parlamentari pentastellati spiegano al primo cittadino basso-molisano che le disposizioni normative sono tarate in base al danno subito, ed in tal senso riportano le parole del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Vito Crimi, contattato dagli stessi 5 Stelle.

“Il sisma dell’area etnea – ha spiegato Crimi – ha colpito 9 comuni, arrecando danni a circa 4.000 edifici dichiarati inagibili, 30 scuole e tanti luoghi di culto. Il danno complessivo è stimabile in oltre 240 milioni di euro. Il sisma del Molise ha coinvolto complessivamente 21 comuni, con circa 1.000 edifici dichiarati inagibili (il 33% di questi con danni lievi). Si stimano danni per 40 milioni, distribuiti in modo molto parcellizzato sui 21 comuni interessati.
I due eventi sismici non sono direttamente paragonabili, per la tipologia di interventi normativi che necessitavano. Per tale motivo si è reso necessario potenziare le risorse in dotazione ai 9 comuni dell’area etnea, con una quantità di personale, seppur minima, che potesse svolgere le funzioni specifiche di istruttoria delle pratiche di ricostruzione. Per i comuni coinvolti dallo sciame sismico dell’agosto 2018 in Molise, invece, data la minore entità dei danni subiti e la distribuzione su una quantità di comuni più ampia, si è ritenuto che le amministrazioni possano sopperire, almeno in questa fase iniziale, con il proprio personale”.

“Ovviamente – ha concluso il Sottosegretario – siamo pronti a rivalutare le considerazioni effettuate qualora i comuni esibiscano elementi validi a supporto delle loro richieste, senza rivendicazioni di carattere strumentale o di confronto con altre aree del paese colpite dal sisma. A questo aggiungiamo che siamo ben disposti a raccogliere le esigenze e le istanze dei singoli comuni, valutando di volta in volta la tipologia di intervento di cui necessitano. Lavorando insieme possiamo rispondere ai bisogni dei cittadini, ma ciascuno deve fare la propria parte, magari pensando meno alle polemiche”.

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