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La Capitale Europea del Vino celebra il genio creativo di Leonardo da Vinci

La Comunità guardiese conferma la passione per l’Arte ingegnosa. Da giorni, infatti, il Museo Civico ospita mirabilmente una Mostra che celebra il genio creativo di Leonardo da Vinci. Trattasi di un autentico binomio per una cultura che, conservando i passaggi ideali ed artistici dell’antica Terra toscana, promuove nel modo migliore la propria economia. Sta di fatto che la Comunità ha saputo accogliere, nei secoli decorsi, una significativa presenza senese e fiorentina, capace, quest’ultima, di dar vita ad una grande Rinascita civile. In tali periodi, la cittadina del Matese è stata, sul piano economico, prospera al punto da fondare istituti bancari ed opifici industriali interconnessi con le economie dei territori mediterranei, legando il tessuto produttivo ad una concezione solidaristica. Tale lungimirante operosità ha caratterizzato lunghi tratti del cammino comunitario, inanellando ambiti e settori diversi. In altri termini, la Guardia del tempo ha saputo valorizzare il territorio nel suo complesso, accogliendovi l’industria conciaria, non disgiunta dalla produttività agricola.

Forte di tale passato, la Comunità matesina ha puntato sulla produzione del vino di qualità, ottenendo con la Falanghina il riconoscimento di Capitale europea del Vino per l’anno 2019, titolo condiviso con altri Comuni del Sannio. In questo senso, la produzione agricola guardiese (e non solo) trarrà sicuro giovamento dall’istituito Parco Nazionale del Matese. Ritornando alla Mostra sulle opere dell’universale figura di Leonardo da Vinci, voluta sia dall’Amministrazione locale che dall’Associazione di Calcinaia, va dato merito agli architetti Carmine Faustino e Donato Inglese, nonché allo scultore Ernesto Pengue. Tale mostra proseguirà, fino al prossimo due giugno, presso la suggestiva Ave Gratia Plena. In tale periodo, non mancheranno iniziative da parte della Casa di Bacco, tese ad esaltare le qualità della Falanghina prodotta nell’ambito dei territori del Matese Sud-Orientale e della Valle del basso Calore. Le potenzialità dell’economia guardiese, un tempo scoperte dai toscani, sono state riscoperte dal valoroso enologo Riccardo Cotarella, nonché dalla Comunità anglofona, operosa e dignitosa, in quanto amante del vivere naturale in un ambiente sano.

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