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Carresi, il Governo impugna la legge regionale. Animalisti chiedono il cambiamento delle feste

Il Governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la recentissima legge regionale del Molise, emanata in favore delle Carresi, corse di buoi con uso di cavalli contestate dagli animalisti che chiedono, da anni, di continuare la tradizione ma senza l’uso di animali.

Decisivo il ricorso realizzato dall’Ufficio Legale della Lega Anti Vivisezione, sottoscritto anche dalle associazioni Oipa e Leidaa, che ha sollevato questioni formali e sostanziali di illegittimità del provvedimento approvato incredibilmente all’unanimità dal Consiglio regionale del Molise e voluto dal Presidente Toma che ha recentemente stanziato ben 378mila euro pubblici per far svolgere le feste locali di S. Martino in Pensilis, Portocannone e Ururi, quest’ultima annullata lo scorso anno per mancanza dei necessari requisiti.

La legge regionale, infatti, deroga all’obbligo previsto dall’Ordinanza del Ministero della Salute riguardo all’obbligo di ricoprire il tracciato con materiali tali da evitare il rischio di scivolamento degli animali e in riferimento alla necessità di idonea ferratura, e lo ha fatto peraltro specificando non meglio precisati casi di non convenienza o di impossibilità e introducendo dei palliativi come misure di effettiva protezione nell’uso degli animali. Quindi è ribadito il principio che il legislatore regionale non può derogare a obblighi previsti dalla normativa nazionale in tema di tutela degli animali.

“La legge della Regione Molise n. 1 dell’11 febbraio 2019, recante “Modifiche alla legge regionale 26 marzo 2015, n. 5 (Manifestazioni storico-culturali a tutela del benessere animale)” – si legge nel comunicato del Consiglio dei Ministri a commento del provvedimento che ora vincola la Prefettura di Campobasso – è impugnata in quanto la legge regionale, riguardante le manifestazioni culturali in cui sia previsto l’impiego di animali, si pone in contrasto con i principi fondamentali in materia di tutela della salute e di benessere animale, in violazione dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, e lede altresì il principio di leale collaborazione, di cui agli artt. 117 e 118 della Costituzione, nonché i vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea, in violazione dell’articolo 117, primo comma, della Costituzione”.

“Le Carresi – affermano gli Animalisti – sono un costo morale per l’uso degli animali (a Chieuti, nel foggiano, lo scorso anno c’è stato anche un morto tra gli spettatori) ma anche un uso di tanti soldi pubblici che ora aumenteranno per gli avvocati a difendere una leggina che Giunta e Consiglio ben sapevano essere a rischio fortissimo di bocciatura, chiediamo alla Regione, ai Comuni, ai Comitati organizzatori di fare un cambiamento che possa riconciliare le feste con tutti i cittadini”.

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