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“Metropolitana leggera! What else?”, il progetto degli studenti del Liceo Scientifico Mario Pagano

Anche quest’anno, per la quarta volta, il Liceo Scientifico Mario Pagano partecipa al progetto “OpenCoesione”, l’iniziativa di open government sulle politiche di coesione in Italia, coordinata dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. “A Scuola di OpenCoesione” è una sfida didattica e civica rivolta a studenti degli istituti secondari di secondo grado.

Partendo dall’analisi di informazioni e dati disponibili in formato aperto, si cerca di scoprire come i fondi pubblici vengono spesi sul territorio; allo stesso tempo si cerca di coinvolgere la cittadinanza nella verifica e nella discussione dell’efficacia dei risultati.

Il lavoro di monitoraggio civico della classe III A è iniziato a novembre 2018 come parte integrante dell’attività di Alternanza scuola lavoro.

La ricerca si è concentrata sul progetto “Metropolitana leggera – I lotto Matrice Bojano” perché, dicono i ragazzi coinvolti, “Se vivi in Molise, il tema dei trasporti non può non starti a cuore”. Il nome della ricerca ‘Metropolitana leggera! What else?’ è “scherzoso e serio” al contempo: “Da una parte vogliamo chiedere ai molisani cosa si aspettavano di più di una metropolitana leggera in una regione disagiata come il Molise, dall’altra vogliamo chiedere agli amministratori locali quali siano le prospettive di progresso legate alla realizzazione di questa infrastruttura”. Il team di lavoro si chiama ‘FastUrbanRail’ “perché speriamo che la metropolitana leggera rappresenti un avanzamento del Molise verso nuovi orizzonti”.
 Il logo della ricerca rappresenta un uomo che dà energia ad un treno “perché ci auguriamo che la linea su cui viaggerà la metropolitana leggera, essendo elettrificata, ci dia – in senso figurato – velocità e slancio verso il futuro.”

Per comprendere l’eventuale utilità della Metropolitana, la ricerca analizza prima di tutto la domanda di mobilità: i parametri relativi alle caratteristiche della popolazione, del territorio, della mobilità in generale e della pendolarità in particolare.

La rete ferroviaria molisana si estende per 265 km, di cui solo 60 km sono elettrificati. La rete infrastrutturale risale ai primi del Novecento ed è stata oggetto, negli anni, di soli interventi di manutenzione e mai di rilevanti interventi di riqualificazione.

L’analisi dei dati sugli spostamenti dei passeggeri evidenzia come la domanda di mobilità dai paesi dell’hinterland verso il capoluogo è stimabile in circa 9000 potenziali utenti. Tuttavia dai dati che Legambiente ha elaborato nell’ambito nel rapporto “Pendolaria 2018”, emerge una costante diminuzione del numero dei viaggiatori giornalieri (-11,1% dal 2011 al 2018) che scelgono di utilizzare il trasporto ferroviario locale e regionale per i propri spostamenti a causa di una rete infrastrutturale e di un parco rotabile obsoleti, nonché dei progressivi aumenti tariffari.

Il rapporto evidenzia che laddove si migliori l’offerta, con treni nuovi e puntuali, cresce il numero di persone che sceglie il treno come mezzo per spostarsi.

I dati di Legambiente collocano la regione Molise come fanalino di coda per quanto riguarda la spesa per investimenti in servizi ferroviari e per il materiale rotabile, con appena 1,89 euro investiti per ogni abitante in un anno.

Se da un lato gli investimenti sono stati fino ad oggi nulli o esigui, dall’altro le risorse dei fondi destinati all’ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie risultano di buon auspicio per il futuro.

In questo scenario si colloca il sistema della metropolitana leggera che si snoda per 42 km ed è finalizzato a mettere in connessione i diversi centri dell’area urbana ed extraurbana di Campobasso. La tratta si sviluppa tra la stazione di Matrice e quella di Bojano, raccordando la zona industriale di Ripalimosani, la zona universitaria di Campobasso, i servizi generali del capoluogo, gli insediamenti produttivi di Baranello e Vinchiaturo ed il polo industriale di Bojano-Campochiaro. Le fermate previste per il percorso sono 12.

Contestualmente alla realizzazione delle stazioni sono previsti nodi di interscambio intermodali per il trasporto passeggeri (con la realizzazione di parcheggi e piazzole di sosta per autobus) al fine di favorire l’integrazione tra i diversi modi di trasporto esistenti nel bacino interessato dall’intervento. Un punto di forza del progetto, dal punto di vista strutturale, è il suo realizzarsi su una tratta ferroviaria già esistente ed in parte sottoutilizzata, senza la necessità di realizzare nuove opere infrastrutturali, se non l’adeguamento di alcune stazioni e/o fermate. In quest’ottica, l’intervento risulta migliorativo anche dei servizi che interessano la tratta extraregionale Campobasso-Roma e Campobasso-Napoli.

La zona maggiormente interessata al passaggio della metropolitana leggera sarà il comune di Campobasso, nodo centrale della possibile utenza del servizio, perciò l’intervento potrebbe configurarsi come elemento di decongestione del traffico urbano della città con conseguente miglioramento dei tempi di percorrenza per tutti quegli utenti che, quotidianamente, si recano nel capoluogo per motivi di studio e/o di lavoro.

“Durante la nostra ricerca – affermano i ragazzi – ci siamo imbattuti in numerosi articoli di testate giornalistiche che descrivono il progetto di cui ci stiamo occupando come qualcosa di negativo per il Molise, come l’ennesimo sperpero di denaro pubblico, denaro che poteva essere utilizzato in altro modo. Noi, avendo analizzato i dati, siamo convinti che uno dei problemi della cosiddetta “Metropolitana leggera” sia proprio il termine “Metropolitana”, il quale mal si adatta ad una piccola regione come il Molise,abituato, forse per eccesso di umiltà, a non pensare in grande. Forse, se la Metropolitana leggera si fosse chiamata ‘Trenino leggero’ molti molisani avrebbero contrastato il progetto in misura minore”.

A questo punto, resta da capire se effettivamente il miglioramento dei servizi ferroviari urbani invoglierà i cittadini a cambiare le proprie abitudini optando per il treno, oppure se i molisani continueranno a usare altri mezzi di trasporto.

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