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Montenero di Bisaccia: le strade tra disagi, dissesti e diritti negati

Riceviamo e pubblichiamo da Gianluca Monturano “Per un gruppo di Cittadini”

La situazione infrastrutturale montenerese è sempre più un problema quotidiano per i cittadini. Molte sono oramai le situazioni emergenziali. Il primo caso è quello della strada di “Colle rampone”, per la quale sono stati spesi oltre 800.000 € per servire una zona commerciale che ancora oggi resta senza richieste di insediamento di nuove attività. La suddetta strada risulta chiusa da oltre due mesi e non suscita alcun interesse sociale, quindi gli investimenti realizzati risultano spesi male. Sarebbe stato meglio se si fossero aggiustate le strade esistenti rurali e di Piano Regolatore, oltre alla messa in sicurezza della strada comunale “Chiatalonga” che è diventata teatro di continui incidenti stradali. Insieme ad essa è ormai di vitale importanza la realizzazione della bretella di collegamento all’area artigianale per decongestionare l’enorme mole di traffico nel crocevia della zona bivio.

Il secondo caso è rappresentato dalla strada di “SOTTO LA VALLE” che da oltre due anni risulta interrotta per via di un vasto movimento franoso. La chiusura di questa strada porta al blocco dei collegamenti tra entroterra e litorale marino e provoca danni al territorio, ai privati e alla Comunità tutta. Il Comune anziché intervenire sulla frana e risanare altri punti di dissesto molto diffusi sul nostro territorio, visto che il Molise è al 1* posto con l’85% del suo territorio colpito da dissesto idrogeologico, incomprensibilmente sta spendendo 780.000 € per realizzare su quella strada una “passeggiata naturalistica” già interessata da una Mozione in Consiglio Regionale da parte del Movimento 5 Stelle Molise.

In ultimo c’è la gravosa situazione che interessa la strada di Piano Regolatore sita in Valle Campanile, la cui apertura da lunghi anni è attesa da numerosissimi nuclei familiari e cittadini e, oggi, nonostante sia stata ultimata e completata, resta inspiegabilmente ancora chiusa.
La domanda che nasce spontanea è: perché? Come mai?

Nonostante i cittadini che vi abitano abbiano versato regolarmente gli oneri di costruzione e di urbanizzazione dovuti, restano senza poter fruire di un loro diritto: quello di poter raggiungere le proprie abitazioni su una strada pubblica.
Infatti tutt’ora questi cittadini si vedono obbligati ad utilizzare una stradina di proprietà privata che procura disagio sia a loro, che la usano, sia a chi subisce questo stato di cose per causa di forza maggiore.

Tutto questo accade a Montenero mentre la legislazione Nazionale incentiva i Comuni a destinare le proprie risorse prioritariamente per le opere di urbanizzazione e per risanare le periferie dal degrado e dai disservizi. Le strade chiuse di Montenero raccontano, non solo storie di sperperi, di degrado e di diritti negati ai cittadini, oramai stanchi di subire tante ingiustizie, ma anche di un territorio maltrattato da servizi inefficienti provocati da una Amministrazione Comunale che omette, a scapito dei cittadini, di assolvere ai suoi naturali compiti di governo locale.

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