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Pedalando si osserva

Il Cicloturismo rappresenta indubbiamente un elemento molto significativo, oltre che composito, del nuovo ambientalismo territoriale, sia sotto l’aspetto della valorizzazione paesaggistica, sia sul piano della difesa sostanziale dell’economia circolare.

Un tema poliedrico, quest’ultimo, che ha animato il Corso Ambientale sul Turismo naturalistico, tenutosi lo scorso autunno nelle Terre d’Abruzzo, grazie alla sinergia fattiva messa in campo dalla Società Vivitalia di Roma, dalla Dirigenza nazionale di Legambiente, nonché dalla Camera di Commercio di Chieti e Pescara. Al Corso hanno partecipato, in rappresentanza del Sannio storico, il Circolo di Legambiente Molise e l’Associazione culturale Togo Bozzi.

Un confronto appassionato che, partendo dalla visione operosa della salvaguardia ambientale, ha abbracciato, attraverso la partecipazione di qualificati docenti universitari, sia la dimensione sostenibile della mobilità interconnessa, che la riattivazione funzionale dell’economia di prossimità. In effetti, la settimana abruzzese ha rivelato chiaramente l’esistenza di una realtà nazionale dinamica che, pur accettando la sfida della globalizzazione finanziaria, non rinuncia a riflettere sui propri mosaici culturali, paesaggistici ed ecosistemici. In tal senso, si è parlato dei cammini ambientali interregionali, in linea chiaramente con quanto realizzato nelle moderne realtà europee, affinché possa nascere, anche in Italia, un proficuo rapporto di reciprocità territoriale fra i grandi centri urbani, le realtà naturalistiche delle nostre coste e, non più ultimi, i Borghi dell’Appennino centro-meridionale.

D’altro canto, la mobilità sostenibile sta conquistando una funzione sempre più rilevante nello scenario preoccupante delle città italiane, vale a dire lì dove i recenti programmi urbanistici stanno formulando l’uso condiviso dei veicoli innovativi. Quest’ultima prospettiva riapre, sotto tutti i punti di vista, il tavolo della concertazione ambientale, al fine di promuovere una nuova economia veicolare, sia sul piano produttivo, che sotto il profilo manutentivo. Ad ogni buona ragione, i cambiamenti climatici impongono, già da oggi, a tutti i cittadini consapevoli il paradigma del decongestionamento metropolitano, capace di riscoprire il senso naturale della salubrità ambientale attraverso la migliore dimensione bioritmica.

Allo stesso modo, i Borghi appenninici e le aree naturalistiche attendono la valorizzazione produttiva delle proprie caratteristiche paesaggistiche, culturali ed archeologiche. Per queste ragioni, la società contemporanea deve ritrovare il gusto di pedalare verso un futuro a misura d’uomo.

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