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Sanità, attesa per gli atti di indirizzo della nuova struttura commissariale

Riceviamo – e pubblichiamo – dal Forum molisano per la difesa della sanità pubblica di qualità

L’apertura autorizzata a Termoli dell’ambulatorio privato polispecialistico della Fondazione Giovanni Paolo II, dopo quella del poliambulatorio sempre privato ma non confessionale “La Vida Medical”,  fanno comprendere perché sia stata quasi totalmente azzerata la sanità pubblica del basso Molise (chiusura dell’Ospedale di Larino, ridimensionamento e mancato rilancio di quello di Temoli). La possibilità di una privatizzazione spinta, come quella realizzata nella nostra regione, non poteva avvenire senza una continua demolizione della sanità pubblica.

SanitaL’azione dei commissari e dei sub commissari, nominati al fine di eliminare il debito sanitario, che va avanti da dieci anni, ha determinato

  • la chiusura di ospedali pubblici e servizi,
  • la drastica diminuzione del personale,
  • l’allungamento dei tempi di attesa per prestazioni e ricoveri,
  • pronto soccorsi costantemente intasati.

Intanto al depotenziamento delle strutture pubbliche è corrisposto l’aumento delle convenzioni con le strutture private e dei posti letto e dei servizi ad esse accreditati, utilizzati per realizzare profitti con la mobilità extraregionale, anziché rispondere alle necessità dei cittadini molisani.

Inoltre, in questi dieci anni il debito non è stato cancellato, bensì è ancora presente, nonostante il netto ridimensionamento della sanità pubblica. Per pagarlo, sono stati stati accesi due mutui – uno dal governatore Iorio e l’altro dal governatore Frattura – che gravano sulle spalle dei cittadini molisani.

Nessuno dei commissari e subcommissari succedutisi in questo lasso di tempo ed espressione del Governo centrale, è stato chiamato a rendere conto del proprio operato e a spiegare i motivi dello sfascio attuale. Appare chiaro che, mentre la sanità pubblica è stata progressivamente depotenziata e smantellata, è cresciuta a dismisura la sanità privata, sia quella convenzionata che quella non convenzionata. Pertanto il 27% della popolazione molisana, si rivolge fuori regione, anche per le urgenze, ed i più poveri rinunciano alle cure.

Da alcuni giorni il Molise ha una nuova struttura commissariale. Siamo in attesa di sapere quale indirizzo darà alla sanità regionale, se continuerà sulla linea dei precedenti commissari o se ripristinerà un servizio pubblico che possa realmente rispondere alle esigenze dei molisani.

Il Forum in difesa della sanità pubblica di qualità continuerà a lottare per una organizzazione sanitaria che possa rispondere ai bisogni di tutti i cittadini molisani, senza difesa di visioni campanilistiche e corporative che possano determinare discriminazioni o differenze di trattamento.

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