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Legambiente organizza, interessante aperitivo a tema a Campobasso

Si è rivelato estremamente interessante l’incontro tenutosi giovedì 20 Dicembre, al Circolo Letterario Beatnik di via Pietrunto a Campobasso. Organizzato da Legambiente Molise, l’aperitivo scientifico, così definito dai creatori, si colloca all’interno di un ciclo di incontri che hanno come tema L’ecosistema Umano.

In particolar modo ieri, il dibattito verteva sull’argomento che sta scaldando gli animi in questi ultimi anni: la migrazione.

Come hanno sostenuto i rappresentanti dell’organizzazione in un post su Facebook che pubblicizzava l’evento, l’impegno di Legambiente è guidato dalla consapevolezza che il dibattito pubblico sul tema non è fedele alla realtà. Inoltre i politici ignorano o interpretano i fatti per adattarli alla loro agenda e, cosa più importante, le persone hanno timori riguardo alla migrazione.

Pertanto, dopo un’articolata introduzione in merito agli effettivi dati relativi al fenomeno migratorio, alle tipologie di migrazioni e soprattutto dopo aver parlato delle diverse cause che portano milioni di persone ad abbandonare il proprio territorio in cerca di fortuna altrove, abbiamo ascoltato due diverse e toccanti testimonianze.

La prima esperienza è quella di un ragazzo proveniente dalla Mauritania il quale, arrivato in Italia e in Molise da circa due anni racconta la triste realtà che nel suo Paese vivono i suoi coetanei e non. L’80% della popolazione nel suo territorio dice, è costituita da persone dalla pelle nera mentre, solo il restante 20% da arabi eppure, sarebbero questi ultimi a detenere potere e ad imporre un regime servile ai primi. Un cittadino nero, nel suo Paese, un Paese ricco di materie prime, non ha il diritto di studiare, di godere di queste ricchezze, di sposare chi vuole. Le donne non hanno alcun valore. Ciò, insieme all’egemonia di altri stati coloniali come la Francia e alla fame dovuta alla presenza di territori incoltivabili, hanno spinto quest’uomo ad andarsene.

La seconda storia molto diversa invece, è raccontata da Robert. Robert è camerunense e arriva in Italia circa 18 anni fa dopo aver conosciuto, nel suo Paese quella che sarebbe stata la sua futura moglie. All’epoca dice, di migrazione non se ne parlava neanche. Ha avuto molte difficoltà, ha dovuto ricominciare gli studi, prendere una nuova patente, adattarsi ad ogni tipo di lavoro ma, non ha avuto paradossalmente, difficoltà di integrazione come, dopo 18 anni, sta avendo. Ormai è, come lui stesso dice, un Cambuasciano doc eppure ora, viene guardato con sospetto.

Robert è un uomo nero di circa 40 anni, vive in Italia da 18, sua moglie è bianca e ha due figlie mulatte.
Spesso chiede loro se gli pesa il fatto che lui sia nero mentre la mamma bianca, se si accorgano di questa differenza . Le bambine rispondono no perchè? A volte anche io, continua, chiudo gli occhi e mi dimentico di avere un colore diverso della pelle. Ma gli altri lo notano. Mi piacerebbe che tutta la gente mi e Ci vedesse come mi vedono le mie figlie, solo come il loro papà, solo come una persona.

Entrambi sostengono che il problema dell’Italia non sia la migrazione, ma ad essere problematica è la politica che manovra il fenomeno.

L’incontro prosegue con l’intervento di una rappresentante di una comunità di accoglienza per minori che spiega le difficoltà che questi hanno a raccontare quello che gli è accaduto ma soprattutto a raccontarsi, ad esprimere le proprie emozioni perchè, come precisa Robert, per un africano piangere è motivo di estrema debolezza.

A seguire un esponente di Regeneration Radio. Quest’ultimo un validissimo progetto radiofonico che ha come obiettivo quello di dare spazio a chiunque voglia esprimersi in merito, mettersi in contatto, condividere.

Insomma dibattiti molto stimolanti a cui inviterei tutti a partecipare con entusiasmo.

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Marilena Felice

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