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Italiani e molisani nel mondo: straordinario patrimonio da valorizzare

Dopo la riunione del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero del 19 novembre scorso, ovvero dell’organismo istituito con legge n.368 del 6.11.1989 in rappresentanza dei 5,5 milioni di cittadini iscritti all’A.I.R.E. (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero ), una delegazione dell’Associazione “Giuseppe Tedeschi” ha partecipato ai lavori del XII° Congresso della Confederazione degli Italiani nel Mondo svoltosi sempre a MATERA e NOVA SIRI il 30 – 1 e 2 dicembre 2018.

In questa circostanza un consistente numero di rappresentanti di comunità sparse tra Australia, Asia, Americhe, Africa ed Europa, si è soffermata nei tre giorni del Congresso sulle questioni attinenti tutti gli oriundi figli, nipoti o comunque discendenti da emigranti italiani, che secondo le stime scientifiche più accreditate si avvicinano ad 80 milioni di persone (27 milioni in Brasile, 19 milioni negli Stati Uniti, 18 milioni in Argentina, ecc. ).

Il Congresso della Confederazione degli Italiani nel Mondo non si è limitato a trattare i temi riferiti solo ai cittadini con passaporto ed iscritti all’A.I.R.E. ma ha ampliato lo sguardo ad una galassia molto più estesa di persone che si sentono italiani e che conservano un legame affettivo, culturale e sociale, con la terra di origine delle proprie famiglie.

Nel corso del suo intervento, Michele Petraroia, a nome dell’Associazione “Giuseppe Tedeschi”, si è soffermato sulla miriade di opportunità che possono scaturire da un oculato investimento nei confronti delle comunità che vivono all’Estero, ha lanciato l’allarme sui rischi connessi all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea per tanti connazionali che non hanno mai preso la cittadinanza britannica, ha espresso apprezzamento verso l’attività svolta da Associazioni, Federazioni, Patronati, Consolati e singole personalità che nel Mondo tengono vivi i rapporti con l’Italia, e ha ringraziato il Congresso per l’attenzione posta sull’emergenza umanitaria in Venezuela.

L’insieme di questi eventi, quali il CGIE del 19 novembre, il Congresso della Confederazione degli Italiani nel Mondo del 30 – 1 e 2 dicembre, il rientro di tanti corregionali per il 300° anniversario della nascita di Paolo Saverio Di Zinno e le manifestazioni di questi giorni promosse, ai sensi della legge regionale n.12/2015, per conferire il riconoscimento di Ambasciatore dei Molisani nel Mondo a n.5 personalità che si sono distinte nei propri campi di attività, ci aiutano a tenere aperto lo sguardo verso quel milione o poco meno, di oriundi molisani sparsi tra Italia, Europa e Mondo, prestando loro la giusta attenzione che meritano.

Se oggi si aprono una miriade di opportunità per il Molise in termini di scambi economici, investimenti, turismo di ritorno, attività di cooperazione e di progetti di partenariato, non dobbiamo mai dimenticare che la storia dell’emigrazione è stata sofferenza, patimento, sacrifici e dolore, come ci ricorda la strage mineraria del 6 dicembre 1907 negli Stati Uniti dove su 361 vittime 171 erano italiani e di questi 87 erano emigrati molisani.

Sarebbe utile, nelle manifestazioni belle di questi giorni, che meritoriamente si svolgono nei Consigli Comunali dei Paesi di origine dei Molisani insigniti di un riconoscimento intitolato a “Giuseppe Tedeschi”, che si distribuisse ai partecipanti l’immagine della lapide posta dal Comune di DURONIA nel proprio cimitero nel febbraio del 1908 in memoria dei 36 migranti rimasti sepolti nella miniera di Monongah e tra questi il più giovane aveva solo 12 anni.

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