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Il 5 e 6 dicembre all’UniMol il convegno ‘Le strade di Giose’. Viaggi e radici nell’opera di Giose Rimanelli

La due giorni organizzata e curata dall’Università degli Studi del Molise, con il sostegno e la collaborazione del Comune di Campobasso e il patrocinio del Comune di Jelsi, vuole ricordare la figura e la statura letteraria dello scrittore e poeta Giose Rimanelli anche attraverso le parole e gli studi di coloro che lo hanno incontrato in vita e che hanno avuto l’occasione di approfondirne le pagine, non soltanto attraverso una riconosciuta competenza professionale e con gli adeguati strumenti critici, ma soprattutto in virtù di un rapporto umano di stima e amicizia.

Il Biferno non ha mai smesso di scorrere nelle vene di Giose Rimanelli, così come il Molise nell’inchiostro delle sue pagine letterarie. Non importa quanto la vita di un autore inquieto, anche nella sua dolcezza risentita − tra elegia e invettiva, tra accuse e perdono – si sia realizzata in una complessa teoria di partenze e ritorni, di viaggi compiuti in territori talvolta inconsueti, fuori e dentro di sé. Non importa perché nell’opera di Rimanelli si riflette e vive un Molise universale, extraregionale, intimo e pubblico insieme, che va al di là della regione stessa per farsi cifra compositiva talvolta evidente e talaltra celata o rivelata appena, come in filigrana.

Nato a Casacalenda nel 1925, Rimanelli e la sua opera testimoniano oggi, a un anno dalla scomparsa dell’autore, un radicamento identitario rivendicato, ineludibile e comunque sempre alieno dalla composizione di bozzetti regionalistici fini a se stessi. Quello di Rimanelli è invece un Molise dinamico, in quanto «esistenziale», ed è sempre inteso, secondo Sebastiano Martelli, come «punto di riferimento di una inesausta recherche autobiografica», condotta dall’autore a partire dal suo romanzo d’esordio, Tiro al piccione (1953), anche attraverso quella «scabra tensione evocativa» della quale ha scritto, invece, Gino Tellini.
Alla sofferta opera prima, la pubblicazione della quale avvenne fra difficoltà inaspettate, seguirono Peccato originale (1954), Biglietto di terza (1958), Una posizione sociale (1959) e, dal punto di vista saggistico, Il mestiere del furbo. Panorama della narrativa italiana contemporanea (1959), senza considerare, peraltro, la sua ricchissima produzione poetica e le molte opere pubblicate fra gli anni Sessanta e la contemporaneità a noi maggiormente prossima.

Ai nomi dei numerosi relatori italiani (fra i quali, oltre ai già ricordati Tellini e Martelli, spiccano Giorgio Patrizi, Luigi Montella, Giuseppe Lupo e Anna Maria Milone, rappresentanti di generazioni distinte diversamente impegnati nel ritratto di Rimanelli) si affiancano quelli di un nutrito gruppo di relatori ben noti e afferenti alle realtà universitarie americane, che anche l’autore ben conobbe, essendo stato docente presso diverse istituzioni accademiche d’oltreoceano. Si viene così a delineare ulteriormente il profilo di uno scrittore viaggiatore che aveva sempre e comunque le proprie radici strette nelle tasche. Ecco allora l’appassionato di jazz e blues, l’amico e collega degli scrittori più rappresentativi della Beat generation, come già lo era stato anni prima, a Parigi, di Boris Vian. Da Sheryl Lynn Postman (Lowell, Massachussetts) ad Antonio Vitti (Indiana University), da Luigi Bonaffini (Brooklynn College New York) a Romana Capek Habekovic (University of Michigan) gli Stati Uniti d’America rendono ancora una volta omaggio e testimonianza critica alla figura umana e letteraria di uno scrittore molisano e cosmopolita, che ha saputo comporre nel tempo un mosaico policromo di ispirazioni letterarie dimentiche dei confini, pur sempre nella lucida consapevolezza delle distanze reali e nel tentativo di accorciarle anche attraverso una continua e spesso sofferta ricerca linguistica particolarmente efficace. Infine, ad arricchire ancora maggiormente un’occasione di incontro e confronto sull’opera letteraria di Rimanelli, nella serata del 5 dicembre, alle ore 19.00, presso l’Aula Magna di Ateneo, verrà rappresentato il recital- spettacolo Giose&Giose diretto e interpretato da Pierluigi Giorgio, con la partecipazione di Francesco Vitale, Alessia D’Alessandro e Giorgio Lombardi.

Al termine dello spettacolo, il regista e il Sindaco del Comune di Jelsi, Salvatore D’Amico, conferiranno il Premio internazionale “La Traglia” (2018) alla memoria di Giose Rimanelli.

Sala “Enrico Fermi” Biblioteca di Ateneo – Viale Manzoni, Campobasso 5 dicembre a partire dalle ore 9.00, giovedì 6 dicembre dalle ore 9.30. Mercoledì 5 dicembre, alle ore 19.00, nell’Aula Magna di Ateneo, recital-spettacolo Giose&Giose diretto e interpretato da Pierluigi Giorgio, con la partecipazione di Francesco Vitale, Alessia D’Alessandro e Giorgio Lombardi.

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