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Passione e coraggio, Paolo Crepet ci dice la sua

“Dicono che un fiume prima di gettarsi in mare provi un tremito di paura. Si volta indietro e vede in un colpo d’occhio tutto il suo cammino […] e davanti a sé vede un oceano tanto grande che entrarvi dentro non rappresenta altro che scomparire per sempre.

Ma non c’è alternativa. Il fiume non può più tornare indietro. Deve rischiare ed entrare nell’oceano. Ed è solo quando entra nell’oceano che la paura scompare, solo allora si rende conto che non si tratta di scomparire nell’oceano ma di diventare oceano.
Da un lato è scomparire, dall’altro è rinascere.

Così è la vita: non si può tornare indietro, ma solamente andare avanti ed avere il coraggio di diventare oceano”.

È con questa citazione che Paolo Crepet, psichiatra, sociologo, educatore e saggista torinese apre la presentazione del suo nuovo libro Passione.

Edito da Mondatori e negli scaffali di tutte le librerie da Ottobre 2018, racconta di quanto, nella società odierna soggetta a continua trasformazione con l’invasione dei social, si sia perso il concetto di coraggio ma soprattutto di Passione.

Già è troppo difficile avere coraggio, figuriamoci impegnarsi ad avere anche passione, dice l’autore ironizzando. I genitori ai figli che lavorano o studiano fuori casa chiedono che tempo fa? O hai mangiato? Mica chiedono ti stai impegnando per seguire il tuo sogno? Continua.

Non c’è più passione nel lavoro, nelle relazioni, nella vita di tutti i giorni.
Crepet critica le madri che crescono i loro bambini in una campana di vetro, la “mamma catering” che si preoccupa solo ed esclusivamente di nutrirli (ma mica l’anima) e di preservarli dalla sofferenza; critica gli spazi per i piccoli con i pavimenti di gomma dove se cadi rimbalzi perchè, che dio ce ne scampi se il bimbo si fa la bua; critica i ragazzi, che con genitori così , crescono lobotomizzati, incapaci di badare a se stessi e di affrontare la vita, ancora una volta con passione. Paolo racconta di un aneddoto di quando ha incontrato dei giovani in una scuola; tema l’amore. Parlava di quell’amore che non ti fa dormire che ti fa girare e rigirare nelle lenzuola fino a che, esausto, alle 5 di mattina prendi un treno e vai da quella persona che ti toglie il sonno. Allora uno dei ragazzi si alza e chiede: ma perchè alle 5 di mattina?

Domanda più che lecita quando si è cresciuti tra un emoticon e l’altra. Quando la Passione è ridotta al numero di like e di followers. E come dargli torto, apparteniamo anche noi alla Zuckerberg’s generation.

L’incontro prosegue così, tra la critica, la satira e aneddoti: quelli nostalgici e quelli divertenti; cita Renzo Piano, che progetta lavori la cui realizzazione richiede moltissimo tempo.
Ma qualcuno gli avrà ricordato che ha 82 anni?
Suggerisce di circondarsi di persone che vanno a letto tardi la sera perchè devono svegliarsi presto la mattina, è con gente così che si cresce.

Un libro probabilmente dal sapore amaro perchè quando mai la verità non lo è. Ma un libro che potrebbe farci riflettere e perchè no, salvare il salvabile nonostante poi, alla fine della fiera si corra comunque ai fornelli a cucinare le cotolette ai figli trentenni.

Ho trovato la presentazione interessante, a tratti presuntuosa, provocante e anche qualche volta scontata (i social alienanti sono un tema già affrontato).

Ma è stata anche per certi aspetti illuminante: è questo quello che vogliamo? Non saprei, intanto, nel dubbio, sono curiosa di leggere il libro.

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Marilena Felice

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