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Termoli: spacciava nonostante fosse ai domiciliari, 24enne trasferito in carcere

Prosegue, senza sosta, l’attività di prevenzione e contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti posta in essere dalla Polizia di Stato, mediante un ulteriore rafforzamento degli ordinari e diuturni servizi di controllo del territorio.

In tale contesto operativo, nella serata dello scorso 20 novembre, gli operatori della Squadra Volante e dell’Ufficio Anticrimine del Commissariato di P.S. di Termoli, hanno effettuato vari posti di controllo sulle principali arterie della cittadina adriatica, procedendo anche all’identificazione degli avventori di un bar ubicato sul lungomare Nord. Nello specifico, sono stati controllati 35 autoveicoli, identificate 48 persone, di cui 8 con precedenti penali, ed effettuata una perquisizione personale sul posto.

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Nella medesima ottica di contrasto, sempre nella giornata del 20 novembre, personale del Commissariato P.S. di Termoli ha tratto in arresto in esecuzione di provvedimento del magistrato di sorveglianza L.L., 24 enne del luogo, a seguito di precorsa e specifica attività investigativa da parte degli agenti, finalizzata alla prevenzione e repressione dell’attività di spaccio.

Giova precisare che il giovane era già stato arrestato nello scorso mese di ottobre dagli agenti della Squadra Mobile di Campobasso unitamente a quelli del Commissariato, in quanto, a seguito di attenta attività di indagine e successiva perquisizione, veniva accertato che il giovane era dedito alla detenzione ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, nonostante si trovasse agli arresti domiciliari. Nella circostanza l’arresto era stato regolarmente convalidato e il 24enne, processato per direttissima, veniva sottoposto al regime degli arresti domiciliari.

A seguito pertanto delle inosservanze derivanti dallo status a cui era sottoposto, mediante comportamenti incompatibili con il regime alternativo, in particolare la commissione di reati della medesima tipologia, veniva segnalato al Tribunale di Sorveglianza di Campobasso emetteva apposita ordinanza di aggravamento della misura restrittiva, sostituendo la citata misura cautelare non detentiva con la detenzione in carcere.

Il provvedimento veniva notificato ed eseguito da personale del Commissariato di Termoli che provvedeva alla traduzione di L.L. presso la Casa Circondariale di Larino, dove lo stesso permane a disposizione dell’A.G. competente.

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