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San Lupo: per non indicare ai giovani la via della fuga

La cittadinanza dell’area guardiese attende fiduciosamente l’adesione sanlupese al Parco Nazionale del Matese. L’attenzione sul Caso eolico di San Lupo è cresciuta, infatti, in questi mesi, rivelando da parte dei giovani la ferma volontà di non abbandonare queste antiche terre. I termini della contesa appaiono ormai chiari: può un singolo comune bruciare la programmazione produttiva di un’area vasta e significativa del Matese meridionale? Alla domanda, ovviamente retorica, hanno già risposto le forze imprenditoriali con la messa a punto di un programma operativo, capace di rimodellare gli aspetti sostenibili del territorio. Al contempo, la realtà vitivinicola guardiese è stata premiata sul piano europeo per la sua dinamicità imprenditoriale, non disgiunta dalla difesa intelligente degli aspetti naturalistici e paesaggistici.

In effetti, il Caso San Lupo, vale a dire quello del bacino idrografico che presenta la caratteristica carsica più rilevante del Matese Sud-orientale, dovrebbe cedere il passo ad un nuovo contesto intercomunale, imperniato sulla bellezza architettonica, artistica ed ambientale della guardiesità. La cosiddetta programmazione eolica risulta, infatti, essere assolutamente incompatibile con la caratteristica geomorfologica del Matese meridionale.

La Delibera della Giunta Regionale n. 533 del 04/10/2016 rimarca, peraltro, l’importanza di continuare a sostenere congiuntamente la politica dell’aggregazione territoriale e la sostenibilità dell’economia produttiva. Il principio di salvaguardia, in particolare, evidenzia testualmente che, ai fini del concreto perseguimento degli obiettivi di cui innanzi, si rende necessario evitare ulteriore compromissione dei tratti identitari del territorio “di pregio paesaggistico in quanto testimonianza della tradizione agricola della regione” ai sensi della lettera e) del comma 1 dell’art. 15 della legge regionale 6/2016″. Conseguentemente, il suindicato atto afferma che sono da considerarsi intensivi gli insediamenti che superano, su base comunale, di almeno 5 volte la media regionale dell’energia installata in rapporto alla superficie.

Per le precisate ragioni, il civico consesso sanlupese non può tradire le legittime aspirazioni delle forze imprenditoriali, sociali e culturali, nonché dei tanti giovani che intendono rifiutare la via dell’esilio.

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