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UN SOLO PAIO DI SCARPE

Oggi ti racconto una favola.

O una storia vera.

A te la scelta di cosa credere.

C’era una volta un ragazzo di ventitré anni. La pelle scura e gli occhi allungati parlavano chiaramente di una provenienza esotica, non certo pugliese, milanese né tanto meno molisana.

Parlavano di un posto oltre il mare, in cui la lingua parlata è una forma strana di spagnolo. In cui la gente cammina per strada in infradito e crede che dall’altra parte dell’oceano si viva un po’ meglio.

E lui ci è arrivato oltre quel mare. Con un biglietto acquistato da sua madre il giorno prima per il giorno dopo. Perché costava meno. Giusto il tempo di preparare un borsone.

In Molise ha una zia, che ha avuto la possibilità qualche anno prima di comprare quello stesso biglietto aereo.

A ventitré anni sei pieno di sogni, pieno di forze, pieno di domande. E quei sogni, le forze e le domande li porti con te, anche al di qua del mare. Nel borsone dove alla fine non hai molto da mettere.

Otto mesi nella nuova terra, la lingua è semplice da imparare, in fondo è simile e lui è giovane. Recepisce in fretta.

La prima cosa che si promette di fare appena giunto è trovare un lavoro.

Per ringraziare quella zia che ha diviso i suoi piccoli spazi con un ragazzone di ventitré anni che quasi li occupa tutti.

Si adatta lui, basta che sia un lavoro onesto, la sua mamma al di là del mare non gli perdonerebbe il contrario.

Qualche soldino arriva alla sue tasche. Le tasche di un pantaloncino quattro stagioni, quelle di una camicia prestata dal posto di lavoro.

Campobasso è una città invernale, questo si è capito. L’estate diventa nemica per un ragazzo che vuole lavorare. Corpus Domini porta via la gente dalle strade. I bar fanno pochi caffè, i ristoranti pochi coperti.

Non serve aiuto a quei titolari che ce la fanno da soli.

Ma il nostro eroe non si da per vinto e si inscrive ad un corso di formazione.

“Ho tanto tempo libero, imparerò a fare un lavoro!”

Gli ultimi soldi rimasti sono così investiti. Nel suo futuro. Nel suo tempo. In realtà qualche spicciolo manca ma quelli della scuola sono stati così gentili da fargli delle rate.

“In qualche modo, ce la farò”

Il corso è interessante e lui sembra portato per quel lavoretto che, ne è certo, gli porterà qualche soddisfazione.

L’estate è lunga. E settembre sembra lontano.

Una speranza si apre nel più caldo pomeriggio di Luglio.

“Serve un ragazzo che aiuti in un lido, solo un paio di giorni. La paga è buona, il lavoro piacevole”

Lui è felice, a tratti emozionato. Potrà pagare l’ultima rata.

Magari se è bravo lo tengono anche. Lo chiameranno altre volte.

“Come devo vestirmi?” la prima domanda che gli viene in mente.

“Leggero, farà molto caldo. E mi raccomando, scarpe comode!”

Il ragazzo si guarda i piedi, abbozza un sorriso rassicurante.

“Non è certo un problema! Per il momento ho solo queste scarpe!”

23 anni. 300 euro per pagare un corso di formazione. 300 euro per lavorare in un paese straniero.

ED UN SOLO PAIO DI SCARPE.

Poi, fammi sapere

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About Lisa Toma

Lisa Toma
Scrivo. Da ancor prima di iniziare a parlare. Scrivo di tutto ciò che il mondo voglia raccontarmi. Amo il mare, l'odore di zucchero filato, la musica italiana, le sei del mattino e le parole. Quelle belle. Credo che il mondo sia dei curiosi, dei matti e di chi sa ascoltare.

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